L'ABC di COSTA. OCCHIO A QUELLO LA', VINCE IL GIRO

GIRO D'ITALIA | 23/05/2016 | 18:02
di Angelo Costa

B come Bressanone. Nel senso di sede di tappa. Si annuncia un bagno di folla da parte della popolazione altoatesina, che per l’occasione ha tolto i gerani dalle strade: non volevano turbare l’atmosfera rosa. Si prospetta una giornata impegnativa per gli ispettori dell’Uci: in una cittadina dove un abitante su due usa la bici col motorino elettrico, c’è il forte rischio che gli ipad per i controlli vadano in tilt.
 
K come Kruijswijk. Nel senso di Steven, ciclista olandese, attuale maglia rosa. Soprannominato in vari modi: da Nesquick a Cruiff vanno tutti bene, basta non pronunciare il cognome. In squadra fanno ancora prima: lo chiamano «quello là». È un problema che si porta addosso dalla nascita: quando si è presentato all’anagrafe per chiedere il codice fiscale, gli è stato risposto «il suo è quello sulla carta d’identità». Anche a scuola ha avuto le sue belle grane: passava per distratto, in realtà da come gli insegnanti lo chiamavano pensava che si rivolgessero ad altri. Da quando è leader del Giro, sono tutti preoccupati di scriverlo nel modo giusto: uno sponsor che gli ha dedicato una pagina pubblicitaria dopo la tappa di Corvara si è concentrato tanto sul cognome da sbagliarne il nome (Stephen, anziché Steven). C’è anche chi, per far prima, lo traduce: nell’agilissima lingua olandese, Kruijswijk significa ‘attraversare il quartiere’, molto più semplice. Per spiegare l’attuale performance al Giro, racconta che negli anni scorsi aveva buttato via parecchi minuti nelle prime due settimane: perdeva tempo a spiegare ai colleghi come si pronunciasse il suo cognome. E a chi gli chiede come mai uno nato in un Paese senza montagne abbia questa attitudine alle salite, risponde che gli piace soffrire: non si riferisce alla fatica in bici, ma ai lunghi allenamenti per imparare la propria firma.
 
R come rossetto. Nel senso di cosmetico per truccarsi. Le miss ne usano in modica quantità: un quintale a labbro. Ne lasciano metà sulla guancia dei premiati: chi scende dal palco, sembra avere un tatuaggio accanto al naso. Per questo in tanti sono terrorizzati dall’idea di vincere la tappa o di prendere la maglia rosa: rischiano di rompere fidanzamenti e matrimoni per come ne escono conciati. Ci voleva Kruijswijk, che ha i capelli rossi, per cambiar l’andazzo: adesso a spaventare il Giro non è più il rossetto, ma un rosso.
 
S come Scinto. Nel senso di Luca, impagabile diesse della Wilier (nel senso di inimitabile, non che potrebbe anche non essere pagato). Ogni giorno una lezione tecnica. A Ortisei: “Oggi è il giorno di riposo: cerchiamo di essere una squadra materasso».
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