GIRO. Gemellaggio tra Malbec e Chianti: dall’Argentina a Greve
INIZIATIVE | 16/05/2016 | 08:01 “Tra Giro d’Italia e Tour de France vince il Giro. È così. Non è la stessa cosa. Qui c’è un calore particolare, la gente è particolare. Per questo lo preferisco”. Ed così che Fernando Jesus Garcia, dall’Argentina prende il volo con sua moglie Laura e decide di mettersi al seguito della carovana.
Lui, 67 anni e un ricordo di giovane ciclista alle spalle, è partito da Arroyito, un pueblo nei paraggi di Cordoba. Terra di buon vino, che annusa i tannini di Malbec e Michel Torino. Ed è arrivato in Toscana, nella crono del Chianti. Senza farsi mancare il tragitto da Sulmona a Foligno, via poi verso il traguardo successivo di Arezzo.
Un amore per il Giro che va oltre quella che sarebbe stata la naturale predisposizione per un atleta connazionale. Se infatti lo scorso anno Maximiliano Richeze difendeva la bandiera con il sole tra l’albino e il celeste, quest’anno di porteῆi e loro conterranei al Giro non ce ne sono. “Ma non importa”, prosegue Garcia. “Il Giro è bello anche senza argentini. Perché gli italiani sono come noi, ci comprendiamo. E poi adoro il cibo di qui”.
Moglie insegnante e padre galiziano, Garcia non ha mai preso parte alla Vuelta de Espaῆa. Né, tantomeno, a quel Tour de San Luis che gli corre praticamente sotto casa. “Ma sono andato al Tour, l’ultima volta nel 2012. Ma, come dicevo, non è la stessa cosa. Essere qui è qualcosa di speciale”. Stefano Arosio
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