I VOTI DI STAGI: BRAMBILLA SUBLIMA SE STESSO E LA ETIXX

I VOTI DEL DIRETTORE | 14/05/2016 | 19:57
di Pier Augusto Stagi


Gianluca BRAMBILLA. 10. Fa un piccolo grande capolavoro, che nemmeno lui pensa di potersi immaginare: per questo è magico. Per questo è unico. È nel pieno della maturità psicofisica, ha esperienza e classe da vendere. È dall’inizio dell’anno che mena le danze con profitto e continuità: se continua così, nell’ultima settimana ci farà ancora divertire.

Davide BRAMATI. 10. Bravo è bravo, simpatico è simpatico: questo è un tecnico con i fiocchi. Sa quando è il tempo per scherzare e quando è il tempo per fare le cose seriamente. E le sa fare.  

Matteo MONTAGUTI. 9. Con Giacomo Berlato lancia la sfida, immediatamente e inesorabilmente. Attacca con determinazione fin dalle prime battute e porta via la fuga. Se questa tappa è stata un piccolo grande capolavoro, parte del merito va anche a lui che ha acceso la miccia. Alla fine è secondo, ma questi sono solo dettagli.

Moreno MOSER. 8. Non ha ancora raccolto molto per quello che ha fatto vedere, probabilmente avrà anche gli zebedei che girano a mille, ma quest’anno ci sembra di vedere un Moreno più sereno, sorridente e in palla. Insomma, Moreno c’è!

Alessandro DE MARCHI. 7. Tappa per uomini duri? Il rosso di Buja non può mancare. Se c’è da battagliare e gettare il proprio cuore oltre l’ostacolo, mulinare i pedali come un ossesso ma senza ossessioni, il friulano volante non si tira mai indietro. Anche oggi è lì, nel vivo della corsa. Fino alla fine.

Alejandro VALVERDE. 8. La sua Movistar corre da padrona, poi lui corre da padrone. Decide di sgasare e manda gambe per aria Dumoulin. Ha classe, e con lui dovranno fare i conti tutti fino alla fine.

Tom DUMOULIN. 4. Oggi crolla e precipita come un peso morto, sulle pendenze sterrate dell’Alpe di Poti. Se fosse bergamasco potrebbe limitarsi a dire: pota.

Mikel LANDA. 6. Fatica, fatica tanto, ma alla fine è sempre lì. Insomma, non ci convince appieno, ma guai pensare che il basco sia questo.

Vincenzo NIBALI. 8. Reattivo come pochi, si appiccica alla ruota di Valverde e porta a casa una bella dose di sensazioni buone. Dopo Roccaraso ne aveva bisogno. Noi con lui.

Diego ULISSI. 5. Era una tappa che poteva sorridergli, ma sono in troppi oggi con la faccia cattiva.

Ryder HESJEDAL. 4. Sarà anche un diesel e aspetterà anche l’ultima settimana, ma in questa si fa attendere troppo.

Domenico POZZOVIVO. 8. Dopo Roccaraso, oggi. Due tappe che non sono nelle corde del piccolo scalatore lucano, ma ne esce da grande.

Matteo TRENTIN. 8. Lefevere è uno che fa ciclismo da anni, con un unico credo: non perdere mai la visione del tempo che passa, prevedere i cambiamenti, rimanere al passo, ma soprattutto circondarsi di buoni corridori, possibilmente campioni. Alla Etixx ne ha da vendere, uno è proprio Matteo, che è gregario, pilota, regista, battitore libero, cacciatore di tappe e di maglie. Fa tutto e quando lo fa è sempre all’altezza del ruolo.

Giacomo BERLATO. 7. L’uomo della Vini Fantini cicli De Rosa è l’uomo delle fughe, uno di quei corridori che amano prendere il vento in faccia e per questo molto spesso prende il largo. Come oggi, quando dopo la battaglia iniziale entra nella fuga dei 12, e porta a casa altri chilometri in avanscoperta: insegue un sogno, ad occhi aperti.

Matteo TOSATTO. 42. Classe 1974. Anni portati con leggerezza. Pedala con l’entusiasmo di un ragazzino, con una sola differenza: deve solo sbuffare di più. Per le candeline. Auguri!
 
Alfredo MARTINI. Siamo nella sua terra, anche se quando penso a lui mi trovo a scrutare il cielo. In questi giorni tante parole con i corridori prima del via, tanta chiacchiera anche alla sera: racconti, sogni ed ambizioni. Con molti il dialogo è franco, profondo ed anche alto. E come diceva l’Alfredo, che della retorica se ne faceva un baffo: oggi i ragazzi hanno tutto e sono belli, sanno parlare e ragionare, potrebbero fare di tutto, invece scelgono la vita del corridore. Per questo vanno amati. Per questo vanno apprezzati. Per questo mi manca Alfredo.
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COMMENTI
Martini
14 maggio 2016 23:50 DarkSide
Semmai i giovani d'oggi, pur avendo tutto e being brainwashed 24/7, scelgono di fare i corridori piuttosto che i calciatori, o i tuffatori/schermidori?
Potrebbero fare tutto? Davvero? Quando le corporazioni sono in costante processo di liquidazione di dipendenti, quando tutti studiano all'università, preparandosi per le stesse cose (e accumulando debiti per farlo). Questo mondo e' saturo. Ma chi se ne frega.
Fare il corridore e' una scelta quasi di debolezza. Rischiosa, ma questo e' il trend del mondo. Tutto o nulla.
D'altronde anche il poker e' sport, NO???????

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