A come animali. Nel senso largo del genere. Un corridore della Katusha ha lasciato il traguardo di Roccaraso con un lupo di peluche nella tasca posteriore: si chiama Wolfie (il peluche, non il ciclista), è la mascotte del Giro. Per molti è un modo per allinearsi alle abitudini di altri team: c’è chi può contare su esemplari da allevamento (Agnoli, Boven) e chi invece sfodera bestie feroci (Atapuma). E c’è pure chi si dedica alla coltura degli insetti (Bak). Esiste poi una casistica particolare, legata ai soprannomi: dai tempi di Re Leone (Cipollini) e del Pitone (Scinto), c’è un intero zoo che viaggia su due ruote. A completare il quale è arrivato il Gorilla (Greipel), che con due urla ha messo in riga tutti i velocisti. Una volta qui il gorilla era Magilla, soprannome da fumetto che in gruppo avevano dato a Stefano Allocchio, buon velocista e oggi direttore di corsa. Anche lo sprint cambia: una volta i gorilla facevano simpatia, oggi fanno paura.
G come geografia. Nel senso di paesaggio che accompagna la corsa. La tappa fra Abruzzo e Umbria ha permesso al gruppo di attraversare Terni, la città di San Valentino: il più applaudito è stato Amador. O Popoli, il paese dell’inventore della Vespa, al quale sono particolarmente devoti ciclisti come Cavendish (Vespa special) e Modolo (Vespa ingolfata). Ad Antrodoco, capitale della castagna, ha fatto sosta l’ammiraglia dell’Astana: il minimo, dopo i marroni del giorno prima.
N come numeri. Nel senso di cabala o di rituali. Adam Hansen, lo stakanovista dei grandi Giri, dopo aver concluso gli ultimi tredici disputati consecutivamente, non si accontenta di esser qui ad allungare il suo primato: ha già annunciato di voler arrivare a quota 23. «È il numero con cui giocava Michael Jordan, il mio idolo». Gli sarebbe andata peggio se avesse tifato per Dennis Rodman, numero 91.
P come previsioni. Nel senso di meteo. Difficile da azzeccare anche nell’epoca in cui i satelliti hanno sostituito i colonnelli Bernacca: qui ci si fida più del fiuto dello scalatore mignon Pozzovivo, uno che quando parla di cicloni non si riferisce a biciclette extralarge. Anche lui ha confermato che domenica, sulla crono nelle terre del Chianti, è annunciata pioggia. Ormai un classico: bagnate sono state anche, in anni recenti, le sfide contro il tempo nelle Langhe e fra i vigneti del Prosecco. Curioso il destino del Giro: ogni volta che serve vino, lo annacqua.
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