L'ABC di COSTA. BONGIORNO: CONTI APERTI E GLI UOMINI MEDIOLANUM

GIRO D'ITALIA | 07/05/2016 | 16:21
di Angelo Costa

A
come adattamento. Nel senso di capacità di adeguarsi alla vita di un altro Paese. Vedi alla voce Battaglin, nel senso di Enrico, veneto emigrato per ciclismo in Olanda: ha rivelato che dopo sei mesi nella terra dei mulini, nonostante tutti gli sforzi fatti, la lingua resta impossibile. Sentendolo,  Gigggetto Sgarbozza, ex ciclista appena giubilato dalla tv dopo esser stato uno dei migliori jolly, ha detto: «Lo capisco, anch’io per anni in Rai ho faticato con la lingua».
 
B come business. Nel senso di andare in Giro per affari. Ad Apeldoorn, Manuel Bongiorno, scalatore della Bardiani Csf, si è presentato dicendo: «Ho diversi conti aperti col Giro. Voglio chiuderne qualcuno». Da quel momento, a seguirlo c’è uno specialissimo gruppo di appassionati, che gli sta vicino in corsa e anche fuori: la folla degli agenti di Banca Mediolanum che vogliono convincerlo a diventare un loro correntista.
 
S come Scinto. Nel senso di Luca, direttore sportivo della Wilier. Uno che se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo: nessuno, però, è ancora riuscito a capire chi l’abbia disegnato così. È  tornato al Giro dopo un anno in cui a tutti è mancata la sua straripante esuberanza: è un personaggio talmente colorato che l’ultima volta si era presentato con i capelli gialli, quasi che l’effetto fluo scelto dal suo team per divise e biciclette gli fosse stato versato addosso. Rivedendolo al via della corsa rosa, i suoi colleghi, che ne conoscono l’irruenza anche alla guida, hanno subito commentato «adesso viene il bello»: lui l’ha capita in un altro senso e ha cominciato a farsi selfie con madrine e miss. In fondo, è noto che il suo sogno nascosto sia di arrivare ad eguagliare il fascino glamour di Cipollini: per anni ne ha portato in Giro il nome su maglie, auto, pullman e bici, hai visto mai che qualcuno potesse confondersi. Si ripresenta con una squadra che simboleggia la globalità del ciclismo, perché schiera un polacco di Brescia (Mareczko) e un albanese di Reggio Emilia (Zhupa): è il tecnico ideale, essendo lui uno juventino di Toscana. Adesso è anche un tecnico elegante: in Olanda, più che un direttore sportivo o lo scapigliato Scinto che una volta perse i pantaloni scendendo in tutta fretta dall’ammiraglia per aiutare un corridore, sembra un manager della City londinese. Sarà l’effetto di avere ai suoi ordini un dandy come Pozzato, al quale tocca invece l'onere più scomodo: pur essendo uno dei più attenti al look, dover passare per un corridore di Scinto.
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