L'ORA DEL PASTO. Elogio di un ct

NAZIONALE | 09/04/2016 | 00:25
Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo saltare da una tappa su strada a una gara su pista, da un campionato di ciclocross a un appuntamento di mountain bike, da una granfondo amatoriale a una classica del nord, da una seigiorni a un flash-mob, da un circuito a scatto fisso a un’esibizione di fat-bike, da una ricognizione preolimpica a una celebrazione postmondiale, da una festa popolare a una cena paesana.

Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo
passare dall’ammiraglia in corsa ai raid fuori strada, dai programmi radiofonici alle cronache televisive, dai teatri dell’opera ai circoli dell’Arci, dalle società sportive ai bar ciclistici, dalle scuole di ciclismo alle accademie di management.

Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo
scrivere libri, compilare almanacchi, firmare prefazioni, collaborare a sceneggiature, leggere orazioni funebri, intervenire a dibattiti, salotti, convegni, incontri, presentazioni, fiere, ragionare di alimentazione e di informatica, di tecnologia e di marketing.

Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo
ascoltare campioni ma anche tapascioni, consigliare velocisti ma anche tiratardi, spiegare a gregari ma anche a impiegati, confrontarsi con scalatori ma anche con pensionati, misurarsi con i ciclisti urbani e con quelli estremi.

Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo
che andasse a pedalare con presidenti del Consiglio dei ministri, cantanti rock, attori tv, piloti delle Frecce Tricolori, commissari tecnici di altre squadre nazionali azzurre, esordienti e vecchie glorie.

Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo
dare del tu a industriali, lui cavaliere sulla sella di una bicicletta, gli altri cavalieri del lavoro in sella ad aziende leader del made in Italy.

Non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo
sempre pronto a pedalare, anche sul Mortirolo o sullo Zoncolan, e a correre, anche la Maratona di New York o quella di Roma, e ad accettare nuove sfide per nuove conoscenze, soprattutto la conoscenza di se stesso, impresa che - a occhio - non dev’essere mai facile.

Perché Davide Cassani - è lui il commissario tecnico del ciclismo - è uno che fa della curiosità il proprio spirito, che fa della novità la propria energia, che fa della fatica la propria filosofia. Da uomo di strada - professionista dal 1982 al 1996, azzurro dal 1985 al 1995 - sa stare fra la gente, dare del tu, rispettare le opinioni contrarie fino a scegliere quello che di buono c’è anche in una provocazione o in un proverbio. E diventando così non solo lo stratega di Vincenzo Nibali o Fabio Aru, ma anche l’interlocutore di Critical Mass o il rappresentante del ciclomane e del ciclopico, del cicloamatore e del cicloturista.

Insomma, non si era mai visto un commissario tecnico del ciclismo che o dormisse così poco o che disponesse di giornate più lunghe di tutti gli altri.

Marco Pastonesi
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COMMENTI
non si era mai visto
9 aprile 2016 10:26 canepari
un commissario tecnico del ciclismo porre le domande di storia di Coppi e del ciclismo a Rischiatutto...

Piantiamola
9 aprile 2016 20:14 blardone
Tante e solo parole . Risultato tante spese per la federazione e i risultati nulla . E ora di fare i fatti se no bisogna cambiare .le parole le portano via il vento

Grandiosa
9 aprile 2016 21:23 Piccio
Bellissima violinata, ora aspettiamo la marcia trionfale

C.T.
9 aprile 2016 23:17 9colli
RIPROVO A REINSERIRE IL MIO COMMENTO...............
SE QUESTO è IL MEGLIO CHE SI DIPONE PER RICOPRIRE QUEL RUOLO, SIAMO VERAMENTE MESSI MALE !!!

Tutto giusto
10 aprile 2016 01:14 lupin3
Cassiano é bravíssimo in tutto, vogliamo solo qualche risultati in piu con i prof su strada... Si spera alle olimpiadi

proponetevi voi
10 aprile 2016 17:36 Daschi
9colli, blardone, canepari, voi che vi sentite così bravi, proponetevi voi per l\'incarico!!!

Daschi
10 aprile 2016 19:54 blardone
Se vuoi parlare di ciclismo ci possiamo trovare dimmi dove devo venire . Ne riparliamo tra qualche mese . Bisogna avere passione e non vivere sul immagine.a presto

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