Lanfranchi attacca: Simoni, adesso basta

| 27/09/2004 | 00:00
Da giorni Gilberto Simoni lo chiama in causa, ma nessuno si è preso la briga di offrire a Paolo Lanfranchi il diritto di replica. «Ringrazio voi di tuttobiciweb.it - esordisce il trentaseienne bergamasco della Panaria - perché siete i primi a chiamarni. Simoni? Io capisco benissimo tutta la sua amarezza ma non può continuare a dire cose non vere. Io a Lisbona, nel campionato mondiale di tre anni fa, ho sbagliato, l’ho ammesso, ma non ho mai parlato con Paolo Bettini. Simoni si riguardi bene il filmato e scoprirà di essere scattato ai piedi della salita, di aver avuto fino a quindici secondi di vantaggio e di essere scollinato con soli otto secondi, non certo un abisso. Io ricordo di essere partito in una “esse” poco prima della discesa. È stato un errore grave, una fesseria che ho subito ammesso, ma non mi ero accorto della sua azione. E per quell’errore io ho pagato un prezzo molto alto: in quei giorni stavo vagliando due possibilità, vale a dire il trasferimento alla Index, che poi è finita male, oppure la conferma alla Mapei. E in Mapei dopo quell’errore non sono potuto restare per ovvie ragioni di opportunità, quindi...». E Lanfranchi, che è alle sue ultime corse e tra pochi giorni chiuderà la sua carriera per impegnarsi in campo imprenditoriale, ribadisce ancora: «Simoni dovrebbe dimostrare quello che dice, ma non può perché non è vero. E io sono stufo di passare per quello che non sono. Ah, un ‘ultima cosa: non mi sembra che possa essere proprio lui, Simoni, a fare il maestro di sportività, visto come si è comportato quest’anno con Cunego al Giro d’Italia!».
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