BICI AL CHIODO. Peta, il Tista e il ricordo di Valeria

PREMI | 19/01/2016 | 07:36
E’ stata ancora un’edizione connotata da peculiare successo la 15^ BICI AL CHIODO di domenica 17 gennaio al Centro Sociale di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia. E sono i numeri, con il loro esplicito e univoco linguaggio, la cartina di tornasole: 450 (ben quattrocentocinquanta) i convenuti e convitati alla manifestazione che hanno trovato pure soddisfazione gastronomica grazie all’impegno di circa sessanta volontari del Centro Sociale Arci Bocciofila.

L’ha posto in rilievo il presidente dell’Associazione Nazionale Ex Corridori Ciclisti, Gian Paolo Tedeschi che ha ricordato pure il contributo di Gino Reggiani, e Mauro Pironti, in rappresentanza dell’attivissimo Centro Sociale, che hanno anticipato gli interventi di saluto di Alessandro Santachiara, sindaco, di Marco Pedrazzoli, assessore di Campagnola Emilia e di Roberta Mori, consigliera Regione Emilia Romagna che, con la provincia di Reggio Emilia, patrocinano la manifestazione. E’ stata messa in evidenza anche la funzione importante di sostegno garantita da aziende collaboratrici, sponsor e amici vari del territorio e del ciclismo.
 
Il canovaccio è collaudato, anche se quest’anno il “bravo presentatore” tradizionale, Bruno Ronchetti, ha lasciato la ribalta al collega Alessandro Brambilla e, per usare un linguaggio cinematografico, è passato dietro la macchina da presa, in regia. E Brambilla, subito in avvio, si è prodotto in un assolo con il lungo “appello”, quasi militare, con voce stentorea, per la presentazione di tutti gli intervenuti. E’ un modo abituale per riconoscersi e per riconoscere le “figurine” di molti protagonisti del ciclismo di varie epoche presenti.

La “Bici al Chiodo” ha premiato Alessandro Petacchi mentre il premio “grandi ex” è toccato a Gian Battista Baronchelli e Claudio Chiappucci. Daniele Pietropolli è stato il destinatario del premio “alla carriera”. I palmarès dei premiati sono noti a tutti.


Marco Pastonesi ha poi dato il là a un intenso momento di sentita, partecipata, commozione che è coinciso con l’intervento di Alessandra Cappellotto. L’iridata ha ricordato, con accenti sereni, veramente toccanti, la sorella Valeria, scomparsa nello scorso settembre a soli quarantacinque anni, e i profondi valori che l’hanno sostenuta e che ha lasciato in eredità a tutti i famigliari. E non solamente a loro.
Per la stampa il premio 2016 è stato assegnato a Leo Turrini, firma di rilievo dello sport del Gruppo Poligrafici Editoriali.

I premi relativi ai giovani emergenti del ciclismo hanno visto proporsi alla ribalta, con varie motivazioni,  Giovanni Aleotti, Rachele Barbieri, Francesco Calì, Jacopo Cavicchioli e Daniel Savini.
Non è mancato il ricordo del grande Alfredo Martini – erano comunque presenti a testimoniare il ricordo Franco Vita e Marco Mordini -, di Fabio Saccani con i due figli dell’appassionato papà, scomparso per un tragico incidente in sella alla sua amata moto, surrogato e continuazione della sua vera passione per la bicicletta, il “revival” del quartetto azzurro vincitore dell’iride nella 100 km. a squadre di Lasarte, in Spagna, diretti dal C.T. Elio Rimedio, poi protagonisti di una buona carriera fra i professionisti, formato da Luciano Dalla Bona, Mino Denti, Giuseppe Soldi e Pietro Guerra. Si sono esibiti con la maglia iridata, ovviamente adattata alle dimensioni attuali anche se, a dimostrazione che la bici fa bene, i profili sono ancora assai snelli, nonostante il mezzo secolo passato.

E' seguito un altro “revival” per un buon gruppo di ex corridori della parmense SCIC, compreso il meccanico Rino Parmeggiani.
Fra i presenti anche Bruno Reverberi e Giancarlo Ferretti; il primo ha fatto esordire nel professionismo Alessandro Petacchi mentre il secondo ne ha valorizzate le doti.

La Bici al chiodo pensa già alla prossima edizione e le “primarie”, per rifarci alla politica, hanno espresso dalle urne dei votanti i nomi di Italo Zilioli, Franco Balmamion. Dino Zandegù ed Enrico Paolini. Qualità certa e certificata da votanti oltremodo qualificati.

g.f.
foto “Armanden”

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COMMENTI
Tista Baronchelli
19 gennaio 2016 19:12 IngZanatta
E\' un piacere rivedere il Tista Baronchelli, in buona forma. Grande interprete del ciclismo anni 70 - 80, persona schiva e per questo forse ben voluta da tutti. Io ero tifoso di Giovanni Battaglin, ma anche il Tista in salita andava forte. Tutti lo ricordano per il secondo posto al Giro a 12 sec da Merckx,ma anche a Sallanches nel 1980 fu veramente grande, battuto solo da un grandissimo Hinault.Bei tempi...

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