GATTI & MISFATTI. STAGI E VEGNI RIMANGIATEVI QUELLA CRONO

GIRO D'ITALIA | 27/05/2015 | 17:10
di Cristiano Gatti      -       

Con i Se e con i Ma, dicono i bravi commentatori, non si va da nessuna parte. Ma a me piace prendermi dello sciocco e perciò propongo a titolo gratuito un ragionamento fatto solo di Ma e di Se. Anche perché, detto fra noi, il bello di questo sport è che si può fare notte tra amici proprio sulle ali dei Se e dei Ma.

Da un paio di giorni, diciamo dopo Campiglio e dopo la più bella tappa del Giro sull’Aprica (alle volte, le combinazioni: proprio quando gli smemorati di Rcs si ricordano di rimettere il Mortirolo…), in tanti martellano con un tema ossessivo: l’Astana ha sbagliato cavallo, doveva puntare subito su Landa. Non capisco, ma mi adeguo. Io nella tappa del Mortirolo avrei difeso il secondo posto di Aru, che non è andato in barca, semplicemente ha forato quand’era comodo con Amador e si è trovato solo ad inseguire come un dannato, solo contro tutti.

Ma superando questa disgraziata circostanza, provo a seguire il discorso. Puntare su Landa. Subito, dal primo giorno. Come saremmo messi, adesso? Parto dunque con il primo Se: Se Landa finora non avesse dovuto servire Aru, avremmo lo stesso Giro?

Sapendo benissimo che comunque correre da capitano è ben più stressante che correre da gregario, passo quindi immediatamente al Se più pesante, decisamente più importante. Chiedo preventivamente scusa per l’insistenza, so di aver già rotto abbastanza sull’argomento, ma non è colpa mia se torna fuori ogni volta con maggiore attualità. Allora: Se l’ottimo patron Vegni non si fosse intestardito nel piazzare a metà Giro un’anacronistica cronometro di 60 chilometri, limitando la sua fregola a un 35 chilometri (ultimamente il Tour propone chilometraggi omeopatici, chissà poi perché), Se cioè non si fosse deciso a sbilanciare brutalmente la corsa verso una specializzazione molto particolare, ecco, adesso avremmo lo stesso Giro?

Quant’è bello rompersi l’anima a vicenda discutendo di ciclismo. Di solo ciclismo. Grazie al cielo, ogni tanto si può, liberi dalle ossessioni dei cretini, delle cadute, del doping e di tutte quelle rotture extrasportive. Dunque insisto. Rilancio anche contro il direttore Stagi, che su questa demenziale crono di 60 chilometri non ha nulla da ridire. Siccome Tuttobiciweb è una libera palestra di libere opinioni, gliela ributto lì in altre parole (segue licenziamento, ma pazienza). Allora, caro Stagi e carissimo il signor Vegni, prendete insieme la classifica generale e notate il singolare dettaglio: Landa sta dietro Contador di 4’02’’ esatti. Controllando il risultato della famigerata crono, si scopre che quel giorno Landa ha incassato da Contador 4’. Però, le combinazioni. Si può dire che tra Contador e Landa, ora, ci stia di mezzo solo la crono di Valdobbiadene.

Passo dunque all’ultimo Se, direi combinato, incrociando i primi due Se. Se da una crono più umana, cioè più corta, Landa fosse uscito con solo 2’ di distacco, e Se lo stesso Landa fosse rimasto libero sin dall’inizio, libero da Aru, di agire in proprio, come minimo adesso avremmo un Giro apertissimo. Un derby spagnolo, d’accordo: ma molto incerto e spettacolare.

So che non c’è controprova, come sempre quando si ragiona per gioco sui Se e sui Ma. Ma sono certo che in questa terza settimana, bellissima, non ci saremmo limitati a portare in carrozza Contador: ogni giorno, salita dopo salita, fino al Sestriere, il fuoriclasse in rosa si sarebbe ritrovato con le sue belle grane da grattare. Invece, complice quella stramaledetta megacrono, ci ritroviamo con un Giro chiuso, dove si corre solo per il secondo posto. Poi Contador avrebbe vinto lo stesso, ma in tutt’altro modo, con tutt’altre fatiche. E questo non me lo leva dalla testa nessuno.

Chiudo: è vero che ragionando con i Se e con i Ma non si va da nessuna parte. Però aiuta: certo non cambia il passato, certo può migliorare il futuro. Caro Vegni, permetti un ultimo Se, in questo caso preventivo: Se l’anno prossimo spadelli di nuovo una cronometro così mostruosa, ti mando amabilmente a quel paese. Senza Se e senza Ma.

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COMMENTI
CRONO O NON CRONO
27 maggio 2015 22:55 memeo68
Ora però basta!!!!!! Ci riusciamo a dire che i cronoman c'erano ed hanno clamorosamente fallito? Riusciamo a dire che Contador sta andando fortissimo dappertutto, perfino in discesa? Riusciamo a dire che Aru difficilmente salirà sul podio a meno di miracoli perchè ha le gambe che lampeggiano (come diceva il buon Vito Taccone)?

FATEMI CAPIRE
27 maggio 2015 23:04 pickett
Questo Giro presenta almeno OTTO TAPPE per scalatori(ma forse di più),UNA SOLA tappa a cronometro,e Gatti dice che è "brutalmente sbilanciato" a favore dei passisti?O fa apposta,o qui siamo a livelli di manicomio!

MANCA LA QUALITA'
27 maggio 2015 23:29 memeo68
Cristiano, perdonami , sai quanto ti stimi, forse stavolta hai sbagliato bersaglio, ti stai accanendo contro la crono (sicuramente esagerata ma vorrei aver sentito le stesse parole su quella delle Cinque Terre di Menchov)mentre nessuno parla dell'assenza di veri (meglio dire affermati) Campioni in grado veramente di contrastare Contador

Caro Gatti......mi moda la lingua
28 maggio 2015 11:12 achille
Caro Gatti, da buon Italiano con i suoi SE ed i MA pieno di alibi dimostra molta superficialità. Facciamo così. ...il prossimo anno neghiamo l\'invito a Contador, va troppo forte e visto che ci siamo anche a tutti quelli che potrebbero mettere in difficoltà il povero Aru... e semmai un giorno dovesse andare in crisi troviamo un modo per annullare la tappa. Le crono ci sono sempre state.....solo che questo Contador ha dimostrato di essere superiore senza tante scuse. É stato lui, sopra a tutti gli altri e la colpa non è della crono. Con tutto il rispetto per adesso non pretendiamo e non paragoniamo un Grande campione con un Buon corridore..... semmai vediamo dove hanno sbagliato questi autisti di ammiraglie..... Contador sarebbe stato attaccabile solo con sé qualcuno avesse capito che poteva contare su di una squadra superiore, e puntare alla possibilità delle due punte. Hanno solo fatto il gioco della Saxo, attaccando nell\'unico momento in cui sarebbe servito un minimo di farply. Vegni ha disegnato solo un Grande Giro.

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