GIRO D'ITALIA | 25/05/2015 | 17:15 di Cristiano Gatti -
Su Internet dilaga già un simpatico annuncio economico: “Occasionissima! Camper superaccessoriato, climatizzato, cromato vendesi causa cessata attività. Usato solo due settimane! Trovasi a Madonna di Campiglio. Telefonare Richie ore pasti”.
Purtroppo è una regola della vita: il sadismo del sarcasmo è direttamente proporzionale all’importanza e alla fama del bersaglio. Più uno è su e magari più se la tira, più è acuto il gusto di prenderlo a pallate. C’è poco da fare. Ormai per la Sky sono i giorni del pubblico ludibrio. Il suo teorema perfezionista, il suo ciclismo robotizzato, il suo dogma tecnologico sono franati talmente male, in un tripudio di pacchiani sfondoni alla Rag. Fracchia, che adesso arriva il conto pesantissimo della demolizione corrosiva.
La furia iconoclasta investe tutti i singoli particolari del grande sogno Sky. Prima però conviene soffermarsi un attimo sulla discussione seria. Senza scherzi, con fermezza e rispetto, il direttore Stagi pone giustamente nelle sue pagelle una bella domanda: ma è davvero così geniale arrivare con questo Porte a un Giro tanto complesso, cioè con un Porte già spremuto da una primavera al centodieci per cento? La risposta è piuttosto semplice. Delle due, l’una: o i tecnici Sky credevano che Porte fosse più o meno Nembo kid, capace di girare al massimo per mesi e mesi, oppure in segreto non coltivavano alcun interesse vero per la corsa rosa. Delle due sarebbe molto meglio la prima, perché se la risposta fosse la numero due (pure la Sky è venuta in Italia tanto per recitare una parte, senza autentico interesse) saremmo nell’imperdonabile sacrilegio. Il Giro non ne può più di questi stranieri che lo snobbano, con la spocchietta sotto al naso…
Devo dire che tutto l’ambaradan messo in piedi – a cominciare dal famoso motorhome in cui isolare Porte, prego lavarsi le mani con amuchina prima di entrare – lascerebbe pensare a una Sky fortemente motivata e interessata. Ma anche questa, in fondo, è un’ipotesi facilmente smontabile, purtroppo: ci sta pure che avessero bisogno di fare un po’ di rodaggio con il motorhome, di testarne funzionalità e utilità, così da portarlo poi seriamente al Tour per Froome. Il Giro come pista di collaudo per il prototipo, nient’altro di più. E allora hai voglia di solidarizzare con Porte…
Inutile andare avanti con le supposizioni, si finisce troppo lontano. Conviene restare all’evidenza dei fatti: la corazzata Sky, il dream team che non bada a spese e non lascia niente al caso, esce di scena in un modo talmente ridicolo e maldestro da rimetterci la reputazione. Nessun problema, anzi doveroso, riconoscere l’ondata di sfortuna che l’ha investita. Ma questa stessa sfortuna è ancora niente rispetto a quello che la portaerei inglese ha combinato di suo. Autolesionismo puro. Non voglio star qui a riassumere, basta ricordare la spudorata fusione con la Orica, annunciata orgogliosamente via twitter e prontamente applicata con il memorabile cambio ruota di Clarke, sotto gli occhi di un rilassatissimo gregario Sky.
Non è mai bello ridere delle disgrazie altrui. Ma un minimo di ironia è concessa. E’ anche un modo per stemperare. D’altra parte, da Jonathan Swift in poi, il sense of humor anglosassone è un vero prodotto doc. E allora diciamolo: con il decoder Sky ci siamo gustati due settimane di Mister Bean. Mai viste al Giro tante gag tutte assieme. Però attenzione: questo naufragio fantozziato della Sky in qualche modo fa bene al ciclismo. Manda a quel paese un po’ delle pericolose certezze che stavano prendendo troppo piede nel circo della pedivella, con tutti questi pecoroni di tante altre squadre prontissimi a scimmiottare il modello inglese.
Se alla Sky non mancheranno le occasioni per meditare sul mito – freddo, glaciale, per questo rigido come baccalà – della programmazione infallibile, agli altri mon mancheranno le occasioni per riflettere autonomamente con la propria testa. Tutti, inglesi e concorrenza, potranno riscoprire sulla pelle del povero Porte e del suo motorhome l’importanza di avere tanti modi diversi di fare sport, ciascuno con una sua dignità e una sua validità.
Non è per niente detto che applicando rigidi protocolli e monitorando tutto a computer, tenendo sempre l’amuchina a portata di mano, il successo sia certo. Per fortuna resta sempre aperta un’altra strada, meno schematica e più flessibile, in qualche modo molto italiana: la strada dell’organizzazione umanizzata, dove certo non esiste solo l’improvvisazione cialtrona e furbetta, ma dove non esiste neppure soltanto il rigido protocollo dei laboratori. Affidarsi solo alla fantasia dei pulcinella non è molto salutare. Ma affidarsi solo all’isolamento asettico dentro a un motorhome non è ugualmente salutare. Non si sa se quelli della Sky impareranno la lezione. E’ molto più importante che la imparino tutti gli altri, così da mantenere il ciclismo nei limiti del buonsenso, della logica, in una parola dell’umanesimo scritto nel suo Dna e nella sua tradizione.
Mentre è in corso la profonda meditazione, la direzione di corsa comunica un’importante nota di servizio: attenzione, fuori c’è un motorhome da spostare.
Ma certo che bisogna seguire le evoluzioni della scienza ma Binda diceva sempre : Ci vogliono i garun!!!!!!!!
Gatti il calciofilo
26 maggio 2015 18:08spaccabici
Buonasera a tutti, é la prima volta che commento ma ho sentito il dovere di farlo. Sono profondamente colpito dal modo in cui Gatti (e la redazione in generale) si occupa del giro. Siete sicuri che la polemica continua su tutto sia un bene? In questo giro é successo di tutto eppure viene ritenuto noioso; il percorso lo conoscono tutti da Ottobre eppure si da la colpa a Vegni di aver \"rovinato il giro\" mettendo una crono lunga; Contador é colpevole di essere troppo forte e Porte di essere troppo scarso. Quando Nibali dominava il giro 2013 perfetto per le sue caratteristiche nessuno ha dato la colpa a Vegni per aver \"ucciso il giro\". Quando invece nel 2012 lui e Scarponi prendevano minuti a palate nessuno li ha rimproverati. Ma perché bisogna accanirsi così con un corridore che vuole vincere il giro ma gli va male? Avranno sbagliato strategie, ma ci faranno i conti loro. Anche Aru, nonostante si sia preparato alla vecchia maniera, evidentemente ha sbagliato qualcosa. E allora? L\'Astana é una squadra di snobboni?
Tutto si può dire della Sky tranne che siano degli sboroni. Hanno il loro modo, che magari non sarà entusiasmante, ma vincono (e anche tanto). Se una volta gli va male ha senso gioire? Questo è tipico del calcio, non del ciclismo. Se Aru prende le scoppole, poverino è colpa del percorso, se tocca a Porte, ben gli sta. Se Aru va più piano dei suoi gregari ha già fatto fin troppo, se tocca a Porte é offensivo per il Giro. Mah, io vado in bici e posso dire che quelli che vanno piano sono quelli che faticano di più. Il fatto che pensassero di andare più forte non può essere un motivo di derisione.
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