GIGLIO D'ORO. Un alfabeto di stelle

PREMI | 25/11/2014 | 08:00
AFFINI Edoardo. Il diciottenne Juniores mantovano, campione europeo in carica e medaglia di legno al mondiale di Ponferrada, ha concluso trionfalmente la sua doppia trasferta in Toscana, ritirando un premio ambito – il Giglio d'Oro 2 - che lo conferma come uno dei talenti in crescita più interessanti del nostro ciclismo.

ALBERATI Paolo. Ex-ciclista, giornalista e scrittore, ha scritto un libro su Tommaso Cavorso, giovane ciclista vittima di un tragico incidente stradale 4 anni fa. Il titolo è “Tommy sapeva correre” (Giunti) e la prefazione di Maurizio Fondriest, che insieme ad Alberati presenterà il volume all'interno del Circuito del Mugello dalle ore 14 in poi del prossimo 19 dicembre. Molto importante è l'apporto dell'associazione “Tommaso Cavorso-We are bikers respect us!”, coordinata da Marco Cavorso, il padre dell'indimenticabile Tommaso.

ASSENTI AL 41°GIGLIO D'ORO. Si dividono in due categorie. I giustificati: Davide Cassani e Renato Di Rocco, convocati a Roma per una importante riunione del CONI. Gli ingiustificati (della serie gli assenti hanno sempre torto): Nairo Quintana e Michal Kwiatkowski, non pervenuti...

BRUNETTI Leonardo. Tricolore degli Esordienti del II anno su strada, pistoiese di Montale, il talentuoso portacolori del GS Borgonuovo-Milior è stato premiato con il Memorial Tommaso Cavorso intitolato a questo sfortunato ciclista in erba. Nel 2015 Brunetti debutterà tra gli Allievi ed a seguirlo ci sarà un ex-professionista di valore come Leonardo Giordani, iridato a Verona tra gli Under 23 nel 1999. 

CARMAGNINI Saverio. Il padrone di casa si conferma in condizioni... atletiche smaglianti poiché gli anni per lui sembrano davvero non trascorrere. Mai un commento sopra le righe, mai un apprezzamento risentito verso coloro che talora lo hanno criticato, invece sempre un sorriso o una parola gentile per tutti. E' la dimostrazione di un amore profondo e radicato per lo sport del pedale, evidenziato con la meticolosa organizzazione del Giglio d'Oro, ormai rimasto l'unico premio che indichi con millimetrica precisione il migliore ciclista italiano dell'annata agonistica.

MARTINI Milvia e Silvia. Le due figlie dell'immenso Alfredo Martini hanno assistito, commosse, in prima fila alle varie fasi della premiazione. Alla fine, dopo avere ritirato il premio intitolato a Gino Bartali, non hanno voluto rilasciare né interviste né commenti, convinte entrambe che quello fosse il modo migliore per onorare la memoria del loro indimenticabile padre, scomparso il 25 agosto scorso. E tutti hanno rispettato il loro silenzio anche perché la presenza impalpabile di Alfredo il Grande Saggio si è avvertita durante tutta la cerimonia e soprattutto nei molti momenti in cui Martini è stato ricordato.

NENCINI Maria Pia. Tuttora in splendida forma, insieme alla figlia Elisabetta non è voluta mancare a questa cerimonia, ricca di pubblico e di ospiti forse come non mai, per onorare degnamente ancora una volta la memoria del leggendario marito Gastone Nencini, campione del ciclismo italiano negli anni '50 e '60 e tra i più convinti propugnatori del Giglio d'Oro fino dal 1974.

NIBALI Vincenzo. Il protagonista assoluto del 41° Giglio d'Oro e acclamato numero uno del ciclismo italiano ha eguagliato lo storico grande slam di Gianni Bugno nell'albo d'oro delle premiazioni ideate da Saverio Carmagnini & C, avendo vinto per la quarta volta il Giglio d'Oro assoluto. Dopo i premi per la rivelazione dell'anno nel 2006 e per il Giro d'Italia nel 2013, Vincenzo lo Squalo ha completato il favoloso poker con il riconoscimento ottenuto per il campionato italiano di quest'anno.

OSPITI. In ordine sparso e alfabetico (e non sono tutti ma chi non è citato non ce ne voglia...) gli ex-ciclisti e gli addetti ai lavori: Andrea Bardelli, Franco Bitossi, Giuliano Cenni, Alessandro Fabretti, Fabrizio Fabbri, Carlo Franceschi, Leonardo Giordani, Carlo Iannelli, Renato Masini, Marco Mordini, Francesco Moser, Francesco Pancani, Marco Pastonesi, Piero Pieroni, Roberto Poggiali,  Enzo Ricciarini, Mauro Simonetti, Franco Vita ecc. ecc.

ROMOLI Marina. Questa vera e propria ragazza d'acciaio, ex ciclista, costretta su di una sedia a rotelle a seguito del terribile incidente occorsole quattro anni fa, ha voluto ritornare a Pontenuovo di Calenzano dopo la calorosa accoglienza ricevuta lo scorso anno. Con il suo coraggio, la sua dolcezza e la sua determinazione ha conquistato nuovamente tutto il pubblico presente ed è stata lei, stavolta, a consegnare un premio, graditissimo, a patron Saverio Carmagnini.

TRENTIN Matteo. Ha ricevuto il premio per la “rivelazione dell'anno” intitolato a Gastone Nencini e  il 25enne passista di Borgo Valsugana ha visibilmente apprezzato questo riconoscimento. Da incorniciare il siparietto inscenato insieme a Vincenzo Nibali, riguardante l'ormai mitica tappa del pavé  al Tour 2014 con arrivo ad Arenberg/Porte du Hainaut. Lo “Squalo”: «Sul pavé non ti spostavi di un centimetro, ho quasi dovuto incollare la mia ruota anteriore alla tua posteriore, per cercare di passare...». E Trentin: «Sai, Kwiatkowski era a soli due secondi dalla maglia gialla, non potevo proprio farti strada, in giallo c'eri tu, magari ne riparliamo l'anno prossimo...».

TEMPERATO Simone. Il 40enne di Bassano del Grappa è ormai definito a piena ragione il Funambolo del ciclismo. Provare, per credere, a scalare lo Stelvio, il Gavia, il Fedaia o il Colle Fauniera e lo Zoncolan pedalando in equilibrio sulla sola ruota posteriore. Quindi è stato giusto gratificarlo con un premio straordinario targato Giglio d'Oro 2014.

Stefano Fiori

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