DALLA GAZZETTA. Hesjedal e il dubbio del motore

PROFESSIONISTI | 05/09/2014 | 14:29
Vi proponiamo parte dell'articolo apparso questa mattina su La Gazzetta dello Sport.

Ci risiamo. Sul ciclismo si allunga ancora una volta il sospetto delle «bici dopate». La prima volta che se ne parlò fu con Fabian Cancellara alla Parigi-Roubaix del 2010. Ieri, invece, un video che arriva dalla Svizzera ha cominciato a impazzare su internet e ha fatto esplodere il caso di Ryder Hesjedal: venerdì, nella 7a tappa della Vuelta, Alhendin-Alcaudete, il canadese aveva il motorino nella bici?  

Inerzia Ieri, a far sorgere il dubbio, è stato il filmato della caduta del canadese. E il gruppo s’è diviso tra colpevolisti e innocentisti. «Quel movimento è dovuto solo all’inerzia della bici», spiega Bingen Fernandez, direttore della Garmin. Le immagini dicono chiaramente che, quando Hesjedal cade nella curva a sinistra, scivola per qualche metro sul fianco sinistro con il pedale destro agganciato. Poi, quando è praticamente fermo, si sgancia e appena la ruota posteriore tocca terra la bici riprende repentinamente velocità. Compie un giro di 180° con la leva del freno sinistro a terra che fa da perno, quello che i motociclisti chiamano «burnout», bloccato dall’impatto contro la moto di un cameraman che gli passa sopra mentre il vincitore del Giro 2012 cerca goffamente di riacciuffare la sua bici. E dalle immagini è impossibile stabilire con assoluta certezza se la bici fosse o meno motorizzata. Però, se ora si appurasse un caso di «bici dopata», non potrebbe essere addossata la colpa al solo corridore. Verrebbe coinvolta la Garmin-Sharp di Jonathan Vaughters, prima ex compagno di Lance Armstrong poi grande accusatore, che sventola l’etica come una bandiera. 


Scanner Dal 2011 l’Uci comunque s’è messa a controllare: radiografie alle bici, scanner, sonda da inserire nel tubo verticale. Ma nel frattempo le cose sono cambiate. Batteria e motore sono stati miniaturizzati, anche perché non serve una straordinaria potenza come quella del primo motore che arrivava a 400 watt. Un decimo è più che sufficiente per fare la differenza ad altissimo livello. Già al Tour del 2011 un grande campione ci parlava di un nuovo sistema che si inseriva senza pulsanti, ma attraverso il cardiofrequenzimetro. Prima del via si tara la frequenza cardiaca, raggiunta la quale il motore automaticamente si accende. Al di sotto, invece, si spegne. Che Hesjedal fosse quindi in un tratto in discesa non c’entra nulla. A 13 km dall’arrivo, e per giunta in fuga, i corridori sono a tutta», quindi ad alta frequenza cardiaca. Cambia anche il posto dove alloggiare il mini-motore. Prima veniva «immerso» nel movimento centrale, successivamente nel mozzo della ruota.  


Bici «anoressiche» Però pare esista anche un altro tipo di «bici dopate». Potremmo chiamarle «bici anoressiche», cioè con un peso inferiore ai 6,8  kg imposto dai regolamenti Uci. Il controllo del peso non viene effettuato praticamente mai. Sono state usate? Sono in molti a dire sì, tanto al limite basta cambiarle in corsa.  

da «LA GAZZETTA DELLO SPORT» del 5 SETTEMBRE 2014 a firma Claudio Ghisalberti


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La bici di Hesjedal ha il motorino?

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COMMENTI
segnalazione
5 settembre 2014 14:26 pickett
Recentemente,su Raisport,é stato ritrasmesso lo "speciale" che la Rai dedicò al record dell'ora di Moser,all'inizio del 1984.Presentatore,ovviamente,Adriano De Zan.Con mia grande sorpresa,a un certo punto Moser accenna proprio alle bici da corsa col motorino,di cui,secondo le sue parole,si parlava già da tempo.Trent'anni fa!Moser sosteneva che non sarebbero servite a granché,perché,una volta introdotte,in breve sarebbero state utilizzate da tutti,quindi non sarebbe cambiato niente.Nulla di nuovo sotto il sole,dunque...

5 settembre 2014 14:29 lele
Condizionale d'obbligo, ma se non vince neanche motorizzato meglio che cambi sport!
Truccare la bici sarebbe veramente una bassezza neanche minimamente paragonabile al doping farmacologico!

gazzetta
5 settembre 2014 18:39 siluro1946
Sono contento del fatto che dal Tour non la compro più,la Gazzetta, lo facevo da più di 50 anni. Al Giro hanno favorito uno che crea danno al ciclismo, al Tour con Nibali in maglia gialla la notizia appariva all'interno senza enfasi e senza risalto. Pertanto certe pseudo notizie mi vengono fortunatamente risparmiate.

E' la grande svolta
5 settembre 2014 19:30 TorrazzaForever
Tanta polemica per nulla. In un'epoca di grande crisi economica si può creare l'abbinamento con la MotoGp. E c'è pure un giornale nazionale che ci propina la spiegazione da morire dal ridere di Fernandez con la ruota che fa da perno, mentre slitta... Non raccontare frottole, faccia da perno!!!

che scandalo
5 settembre 2014 20:17 daniele01
Ora per tutti è una novità e una meraviglia e quando il giornalista Bufalino appoggiato dal solito e unico coraggioso e fuori dalle righe del mondo del ciclismo Ivano fanini in tanti sono stati buoni solo a criticare!
E pensare che questo canadese potrebbe aver vinto il giro d'italia con questo trucco motorizzato.
Che scandalo\\!!!!!

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