Pozzovivo risale dal basso

FIGURE E FIGURINE | 25/05/2014 | 19:03
di Angelo Costa    -

Dire a Domenico Pozzovivo che è all’altezza del Giro è un complimento a lui, ma anche un’offesa alla corsa: il lucano è uno dei più piccoli in gruppo. E’ anche uno dei pochi laureati del ciclismo: il detto popolare ‘roba piccina, roba fina’ ha sempre ottime conferme. Allo scalatore mignon si devono finora le tappe più animate: a Sestola e Oropa, ad alzare il livello della corsa è stato lui. L’aveva promesso presentandosi al via in Irlanda: con quel fisico lì, non tutti pensavano che potesse davvero ‘pensare in grande’.

Ha un vantaggio, Pozzovivo: è uno dei pochi che da questo Giro non può uscire ridimensionato. A sentir lui, invece, sarà più facile il contrario: da quando ha detto ‘sono in crescita’, i tecnici della sua squadra tutte le mattine lo mettono contro una parete e lo misurano in altezza. Si sono preoccupati solo alla vigilia di Oropa, quando, guardando la cartina del percorso, il lucano tascabile ha detto: ‘Mi fa paura scendere’: temevano che potesse perdere una delle poche cose alte, il morale.

Vero leader in corsa, Pozzovivo è ormai una guida per la squadra: lo chiamano Dom dom per il senso dell’orientamento, anche questo altissimo, e spesso lo posizionano sul cruscotto del pullman, accanto alle mascotte. E’ anche ferratissimo sul meteo: guardando tutti dal basso, gli riesce facile capire cosa accade più in alto. Ed è anche uno che si fa voler bene perché, le rare volte che polemizza, lo fa a voce bassa.

Quando il personale della Ag2r, la squadra francese per cui corre, lo sveglia al mattino dicendogli che è l’ora della petit dejuner, lui risponde: ‘Perché la mia dejuner dev’essere petit?’
Difensore mancato nel calcio (‘Non avevo il fisico del ruolo’), aspirante corazziere (‘Non avevo il fisico del ruolo’), ora tenta di vincere il Giro sulle montagne (‘E’ il ruolo che mi assegna il fisico’). Dopo aver superato indenne le cadute: ‘E’ colpa delle buche, troppo profonde: ci fossi caduto dentro, non mi avrebbero più trovato’. E dopo essersi difeso alla grande su terreni per lui non ideali: nella crono Barbaresco-Barolo è andato così forte nel primo tratto che i produttori di vino della zona temono che questa annata sappia di tappo. In salita lo tengono d’occhio: Quintana, che l’ha seguito a Oropa, ha faticato a restare nella sua ombra. Troppo ridotta. E quando Pozzovivo gli ha rinfacciato di non avergli concesso un cambio, il colombiano ha ammesso: ‘Ha ragione: purtroppo non avevo indumenti della sua misura’.

La frase del giorno. «Restiamo concentrati su quello che sta facendo Aru».(Silvio Martinello, commentatore Rai, dà una linea alla regìa)
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COMMENTI
Sua "altezza" sig. Costa
26 maggio 2014 09:35 runner
Ah Ah, ma che spiritoso sig. Costa....In quest'epoca dove conta ormai solo l'immagine e l'apparenza, i giornalisti "soloni" come lei non si smentiscono: create personaggi esclusivamente in base alla loro parlantina, al loro look, al loro aspetto fisico, alla loro altezza anzichè considerare l'essenza vera della persona. Eh già sig. Costa, che soddisfazione prendere per i fondelli un corridore (una persona!) infarcendo un articolo con doppi sensi, battutine e analogie riferite all'altezza. "Sua Altezza sig. Costa" mi creda: ha dimostrato davvero bassezza in questo caso. Pozzovivo, innanzitutto, è un corridore vero, modesto ed educato. A differenza di chi si fa "grande" con una penna in mano infierendo in maniera banale ed infantile verso una persona, per via del suo aspetto fisico. Pessima figura sig. Costa, ha davvero dimostrato immaturità, oltre che mancanza di rispetto. Finiamola di considerare l'ironia come un "lasciapassare" per poter dire impunemente ciò che si vuole contro il prossimo!

parola all'esperto
26 maggio 2014 14:27 JBFletcher
sig. Costa invece di scrivere articoli senza senso perchè non commenta le prossime tappe, magari con qualche pronostico che abbia una parvenza di tecnicità. Forse il mondo delle due ruote finalmente comprenderà quanto lei conosca realmente il ciclismo...

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