LUTTO | 15/06/2013 | 09:53 Giancarlo Manzoni, buon corridore professionista dei primi anni ’60, nato a Blessagno, in provincia di Como, in Val d’Intelvi precisamente, il 23 novembre 1938 è deceduto ieri, venerdì 14 giugno nella “sua” amata valle. Era l’orgoglio ciclistico della Val d’Intelvi, collocata fra quel ramo del lago che va da Como a Menaggio e che segna il confine con la Svizzera. La valle d’Intelvi, ciclisticamente, è stata resa famosa dai Giri di Lombardia che si concludevano a Como nel periodo che va dalla metà circa degli anni ‘60 alla metà degli anni ’80. Passato fra i professionisti nel 1960 con la pattuglia dei giovani della San Pellegrino, nel 1961 e nel 1962 ha corso con la blasonata maglia della Legnano, ritorno alla San Pellegrino (poi Firte in seguito alle polemiche legate alla “doppia” maglia tricolore rivendicata sia da Bruno Mealli della Cynar, sia da Marino Fontana della San Pellegrino). Chiude la non lunga carriera nel 1964 con la Cite e si dedica a una riuscita attività commerciale non trascurando comunque le amicizie ciclistiche. Dopo la tragica scomparsa del suo amico e collega corridore, anch’egli comasco, di Albese con Cassano, deceduto nel 1975 con la moglie Mariella per una fuga di gas nella loro casa al mare, adotta Silvia, figlia di Oreste Magni che è ora affermato medico a Pavia.
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