Cà del Poggio: sul muro la pioggia non ferma la festa rosa

GIRO D'ITALIA | 16/05/2013 | 18:55
C'è il Muro di Huy, in Vallonia, mito della Freccia Vallone. E c'è il Muro di Ca' del Poggio, a San Pietro di Feletto, simbolo della terra del Prosecco. Una strada tra i vigneti, lunga poco più di un chilometro, con pendenza media del 15%, che sintetizza al meglio la passione di una terra vocata al ciclismo.    
Oggi, per la salita di via dei Pascoli e tanti sportivi trevigiani, è stata un'altra giornata da ricordare. Un altro passo verso il mito. Il passaggio del Giro d'Italia, poco prima di metà della dodicesima tappa, da Longarone a Treviso, ha rinverdito i fasti del precedente transito della corsa rosa, avvenuto nel 2009, quando la popolare passerella ciclistica festeggiò l'edizione del Centenario.
Le condizioni metereologiche, a San Pietro di Feletto, erano pessime. Ma il brutto tempo non ha rovinato la festa di chi, comunque, non è voluto mancare ad un appuntamento che resterà storico.
A Ca' del Poggio il passaggio del Giro si è colorato d'azzurro. L'azzurro del veneziano d'adozione padovana Marco Marcato, il più lesto, in un plotone di cinque fuggitivi, a fiondarsi sul traguardo del Gran premio della montagna, con il gruppo ad inseguire ad oltre tre minuti.
E l'azzurro dei tanti campioni, di oggi e di ieri, che hanno atteso il transito della corsa rosa: dall'olimpionico di canoa, Daniele Molmenti, all'ex fuoriclasse dello sci nordico, Pietro Piller Cottrer, al portabandiera azzurro all'ultima Paralimpiade, Oscar De Pellegrin. E poi, per i più nostalgici, l'ex attaccante del Milan, Pierino Prati. E due glorie del ciclismo come Francesco Moser ("Sul Muro si respira l'essenza del vero ciclismo") e Gianni Bugno.
Il Muro di Ca' del Poggio, oggi, è stato anche la creatività di Roberto Bertazzon e Alessandro Cadamuro, il cui estro è capace di trasformare gli oggetti in vere e proprie opere d'arte. E, a proposito d'arte, il passaggio del Giro è stato pure l'ennesimo tributo all'opera che, dalla scorsa settimana, campeggia sul Muro: una perfetta simbiosi tra il ferro battuto di Valentino Moro e il vetro di Murano modellato da Nicola Moretti. Lì, dove prima c'era la casetta rosa, tappa obbligata per tanti appassionati, ora c'è un monumento che abbraccia ferro e vetro, terra e mare.                       
Proprio in occasione del passaggio del Giro d'Italia è stato ufficialmente inaugurato l'Hotel Villa del Poggio, panoramico resort a 4 stelle che ha ampliato l'offerta turistica in questo incantevole angolo di collina.
Quattro anni fa, in occasione del precedente passaggio del Giro d'Italia, era stata posta la prima pietra della nuova struttura. Nella notte, all'Hotel Villa del Poggio, aveva dormito l'Omega Pharma-Quickstep di Mark Cavendish (un soggiorno fortunato visto il successo di quest'ultimo sul traguardo di Treviso). Poi, per il taglio del nastro, la famiglia Stocco, proprietaria della struttura e del vicino Ristorante Relais Ca' del Poggio, è stata affiancata dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dal direttore organizzativo del Giro, Mauro Vegni. Territorio e grande ciclismo, a Ca' del Poggio non poteva che essere così.          

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