Sagan: ho baciato le braccia, dovevo ringraziarle

TIRRENO-ADRIATICO | 11/03/2013 | 19:17
Nuovo, grande successo di Peter Sagan. Il campione slovacco della Cannondale Pro Cycling ha firmato oggi la personale doppietta alla Tirreno-Adriatico 2013 conquistando la sesta e penultima tappa (Porto Sant’Elpidio-Porto Sant¹Elpidio, 209 km). Il quinto successo stagionale è arrivato al termine di una giornata durissima, sia per il percorso sia per la pioggia che anche oggi non ha dato tregua. Sagan ha vinto grazie ad un mix di forza e intelligenza. Rimasto con il gruppo di testa, grazie al prezioso lavoro dei compagni, Peter ha seguito l’attacco dell¹ex compagno Nibali con il quale poi, insieme al rientrante Rodriguez, ha proseguito fino al traguardo.
«È stata una vittoria sofferta in una giornata durissima - ha affermato Sagan -. Le sensazioni non erano ottimali all’inizio, anche perché arriviamo da una settimana molto impegnativa. La tappa è stata difficile fin da subito. Ho cercato di rimanere coperto per più chilometri possibili e, strada facendo, anche la gamba ha cominciato a girare. Ci siamo presi l’impegno di tirare perché sentivamo di poter provare a vincere. I ragazzi sono stati bravissimi a ricucire la fuga. Quando è partito Nibali ho pensato che era l’occasione buona. Il fatto di aver corso insieme ha favorito l’intesa e ci siamo aiutati a vicenda. Senza di lui, comunque, non so come sarebbe finita. Sono contento per me, ma anche per lui: ha meritato la maglia di leader con un¹azione molto coraggiosa».
L’ultimo commento è per l’esultanza, ovvero il bacio ai bicipiti: «Oggi sono serviti quanto le gambe. C’erano pendenze quasi del 30%, ho dovuto lavorare di braccia per tenere il ritmo. Meritavano un ringraziamento».
Con il successo odierno Sagan ha regalato alla Cannondale Pro Cycling il sesto successo in stagione, mentre il palmares personale dal 2010 (primo anno da prò) ha raggiunto quota 41.

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COMMENTI
Sagan è Sagan!
11 marzo 2013 21:28 Bartoli64
Io non credo si possa fare un paragone tecnico tra Sagan, Saronni e Maertens, poichè nessuno tra l'italiano ed il belga sarebbe mai stato capace di vincere una tappa con 3.100 mt. di dislivello (e soprattutto battagliata) come quella di oggi.

Sagan, probabilmente, è meno "velocista" di Beppe e Freddy, ma è di gran lunga più versatile su altri percorsi che prevedono certe pendenze.

In poche parole... E' UN FENOMENO VERO!!

Bartoli64

Sagan
12 marzo 2013 09:29 marcog
io mi auguro che qualche pazzo scatenato non lo illuda che possa avere un futuro per le corse a tappe.... altrimenti noi perderemo un grandissimo corridore da classiche e lui farebbe la fine di Cunego, dopo il giro vinto come tutti sappiano, non è ne carne e ne pesce

X Maertens.kelly
12 marzo 2013 15:53 Bartoli64
Mah, che Saronni e Maertens siano stati due fuoriclasse è fuor di dubbio ma temo che le vittorie da te invocate non possano essere messe a paragone con i tracciati di oggi (e qui ci sta tutto il discorso dell’“ognuno è figlio del suo tempo”).

La Freccia Vallona di Saronni, ad esempio, non arrivò sul muro di Huy (che oggi viene pure affrontato tre volte) e alla Cuneo-Pinerolo del Giro 82 arrivarono a giocarsi la volata in almeno 30 corridori il che, per un tappone alpino della 3^ settimana, sta a significare che non ci fu molta bagarre in quell’occasione.

Discorso inverso per il Lombardia dell’82, dove nel giro di anno magico (e irripetibile) Saronni vinse anche Mondiale, Sanremo e Giro d’Italia.

Quanto all’Amstel di Maertens è un po’ lo stesso discorso delle prime due. Oggi l’Amstel è una gara ProTour (con un’altimetria molto diversa), mentre nel 76 era affare tra velocisti olandesi e belgi.

Quanto alle capacità di Sagan a cronometro basti considerare quanto ha già fatto vedere in alcuni prologhi (dove ha battuto fior di specialisti), anche se un corridore delle sue caratteristiche fa bene a concentrarsi più sulle tappe e la classifica a punti che non sulla generale.

Insomma, se Saronni e Maertens sono stati due autentici Campioni, è altrettanto vero che bisognerebbe fare il confronto anche con i tracciati ed il parterre di partenti che propone oggi una classica ProTour.

Se proprio un paragone si vuol proporre, penso che Peter Sagan potrebbe essere accostato allo sfortunato Jean Pierre Monserè anche se, personalmente, non ho sufficienti elementi per affermare in pieno questa tesi.

Una buona serata a te.

Bartoli64

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