VERSO L'8 GENNAIO. Le Roc'h: no alla Katusha, sì alle italiane
| 02/01/2013 | 11:18 Dopo l'appello lanciato da tuttobiciweb (/index.php?page=news&cod=54954&tp=n) si è aperto il dibattito riguardante le wild card del Giro d'Italia 2013. Nella situazione d'emergenza che sta vivendo il ciclismo di casa nostra, la corsa rosa dovrebbe proseguire nella sua mira internazionale o rivolgere un occhio di riguardo verso le squadre italiane? Abbiamo posto questo interrogativo a stimati colleghi e uomini di ciclismo, fino al fatidico 8 gennaio vi proponiamo una ad una le loro risposte. Oggi diamo la parola a Gilles Le Roc'h, inviato di Reuters e presidente dell'Associazione Internazionale dei Giornalisti di Ciclismo (AIJC).
«Questa domanda circa le wild card viene sollevata solo nel mondo del ciclismo e più passano gli anni più dare una risposta al riguardo diventa difficile. Questo sistema di inviti è una spina nel fianco, un problema complesso a cui gli organizzatori rispondono con soluzione diverse, ognuna delle quali per certi aspetti è corretta. Per quanto riguarda il Tour de France Christian Prudhomme invita le squadre francesi. Se non lo facesse avrebbe dei problemi con i media francesi per i quali il Tour prima di essere la corsa ciclistica più importante al mondo, è soprattutto un evento francese. Detto questo va riconosciuto che tutte le squadre francesi sono molto professionali per quanto riguarda i contratti, le assicurazioni, il rispetto dei tempi nel pagare gli stipendi e ogni volta che la scelta cade su una squadra francese, gli organizzatori del Tour possono essere certi che questa disputerà una gara spettacolare. In Italia invece gli organizzatori del Giro perseguono strade diverse di anno in anno. Hanno per esempio invitato la Vacansoleil prima che il team olandese diventasse World Tour perché il primo nome della squadra ha pagato per essere tra gli sponsor degli eventi RCS. Questo atteggiamento è abbastanza cinico, e se sportivamente la squadra non riesce a ben figurare in gara è un disastro. Gli spettatori hanno l'impressione che è sufficiente che uno sponsor straniero porti dei soldi per rubare il posto a una squadra italiana. Vi ricordate a questo proposito quanto accaduto con la Cofidis un paio di anni fa? All'ultima edizione è stata invitata la NetApp per puntare sul possibile sviluppo del Giro in Germania attraverso la televisione e gli sponsor, ma il risultato ottenuto credo sia stato limitato. Altre volte gli organizzatori italiani hanno deciso di invitare le squadre nazionali solo perché italiane. Ricevere la wild card in questo caso è un regalo molto prezioso per le Professional del vostro paese, motivo in più per comportarsi in maniera irreprensibile per quanto riguarda il codice etico, il pagamento degli stipendi, il rispetto delle regole. Per questo, indipendentemente dalla nazionalità, secondo me Acquarone non deve invitare le squadre che recentemente sono state coinvolte da problemi di doping. In questo senso dovrebbe anche essere rispettata la recente scelta dell'UCI riguardante la Katusha. Se la squadra russa è stata esclusa dal World Tour per motivi etici non può essere invitata al Giro. Capisco che Rodriguez nel 2012 ha vestito la maglia rosa nel corso dell'ultima tappa, ma durante tutta la stagione ha indossato i colori della Katusha! Inoltre da quanto ha affermato vuole disputare il Tour de France, il Giro d'Italia non è la sua priorità. Ha anche annunciato che se la situazione non cambierà, sceglierà un'altra squadra per essere certo di poter disputare il Tour, confermando che il Giro non è il suo primo obiettivo. Per tutto questo la Katusha non può essere il primo pensiero di Acquarone. In conclusione, credo che la soluzione migliore per il Giro 2013 sia di dare le wild card in palio alle squadre italiane per rispondere al bisogno di nuovi campioni italiani. Il miglior esempio in questo senso ce l'ha offerto Rabottini al Giro dell'anno passato. Se la sua squadra non fosse stata invitata, i tifosi italiani non avrebbero potuto scoprire questo nuovo volto. Per il ciclismo è fondamentale scoprire nuovi corridori azzurri promettenti attraverso la corsa rosa. E se il vostro Thomas Voeckler (attualmente uomo simbolo del ciclismo francese, ndr) oggi militasse in una delle piccole squadre italiane? Meriterebbe spazio… ».
Che razza di idiozia.. allora ci rimette Rodriguez per colpa di Pfannberger e Colom che praticamente si sono ritirati? O di Galimzyanov che è giustamente sospeso? E poi facendo i conti se i posti sono 4 per le wildcard, 3 vanno alle 3 prof italiane e uno alla Katusha.
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