DILETTANTI. L'australiano Phelan vince a Poggiana di Riese

| 12/08/2012 | 17:31
37° Gp Sportivi di Poggiana: più che una corsa ciclistica, una corsa ad eliminazione, da dietro. Una gara col cuore in gola, palpitante. Nella Marca Trevigiana, tra strade larghe e verdi vere e proprie highway nel mezzo dei campi, e ripidi e violenti muri sui colli asolani, ha avuto la meglio Adam Phelan, australiano, canguro abituato a saltellare sui pedali, specie in salita. L'atleta oltreoceano classe 1991, oggi al via con i colori della propria nazione, ma solitamente alfiere del Team Drapac, ha bruciato sul rettilineo finale di Poggiana lo scalatore Gianfranco Zilioli (Team Colpack) in una volata uno contro l'altro, spalla contro spalla. Terzo posto per Kristian Sbaragli (Simaf-Carrier) giunto ad una manciata di secondi.
Non è stata un corsa per deboli di cuore. Fin dall'inizio il ritmo è stato alto, indemoniato, frenetico. Pochi indugi, calcoli o tattiche. Solo cuore e soprattutto gambe. Lo hanno dimostrato i trenta avventurieri che pronti via dopo poche pedalate hanno salutato il gruppo cercando di segnare subito al corsa. Un buon accordo, il ritmo alto tenuto dai fuggitivi, e il terreno nervoso tipico di una classica, hanno finito col favorire gli audaci attaccanti, tra i quali presente fin dal mattino c'era lui, il canguro: Adam Phelan. Il primo passaggio sul GPM di Forcella Mostacin ed i quattro giri successivi sul tortuoso percorso di Monfumo hanno poi definitivamente fatto esplodere la corsa. Una vera bomba. Tra due ali di folla, e sulle ripetute ascese dei colli asolani, è iniziata una “processione” ciclistica: di sofferenza per alcuni, di gloria per altri. Per tutti però, una fatica in un bagno di sudore.
La salita finale di Sella Mostacin è stato poi il punto chiave della corsa, con un gruppetto di dieci capace di installarsi definitivamente in testa alla gara, mentre dietro il gruppo, sfiduciato e disgregato dai numerosi ritiri, è stato incapace di organizzare un organizzato inseguimento. L'ultima parte di gara, tornata nella pianura della Marca attorno a Riese Pio X, ha visto i dieci procedere di comune accordo nel tentativo di raggiungere Poggiana, via A. De Gasperi, luogo della resa dei conti.
Patto durato poco, stretta di mano effimera. Ultimi chilometri passati con numerosi allunghi, quello decisivo piazzato dalla coppia Zilioli-Phelan. Due amici atipici, un bergamasco ed un australiano. Amici per pochi chilometri, fino ai quattrocento metri, quando è partito lo sprint vinto dal canguro, per un saltello in più.
Nel centro di Poggiana, nel cuore della Marca,è risuonato così l'inno australiano, in onore di Adam Phelan, salito in bicicletta per la prima volta in BMX all'età di tre anni, e vittorioso su strada per la prima volta in Europa al 37° Gp di Poggiana: corsa frenetica, selettiva. Terreno ideale per il canguro di Canberra... e da oggi della Marca Trevigiana...

LE VOCI DEI PROTAGONISTI - Risate miste a fiatone. Nello sguardo, nel sorriso da ventunenne, l'incredulità di avercela fatta davvero a conquistare una delle corse più dure -e più belle- riservate alla categoria Under23: «Non credevo di potercela fare a vincere... ho fatto molta strada  in fuga e i miei compagni, Jay McCarthy e Nick Aitken, sono stati eccezionali davvero. E' stato importante trovarsi in tre! Poi ho risparmiato le energie per il finale e ce l'ho fatta a prevalere».
Adam Phelan prima del via aveva proferito parole -con il senno del poi- profetiche, segno che in cuor suo sentiva di potercela fare a replicare, su queste strade, la vittoria ottenuta dal connazionale Wesley Sulzberger nel 2008.
«Questa è la mia prima gara in Italia e sarà una gara dura - aveva detto nella mattinata  - ci sono tante salite e un finale veloce dopo un circuito, ma cercherò di essere 'aggressivo' per tutta la giornata, di provare ad attaccare e di ottenere un buon risultato. Tutta la squadra ha molte aspettative e proveremo a fare bene. Per quanto riguarda il vostro Paese, io vivo in Australia ma per adesso sono qui con la Nazionale. L'italiano purtroppo non lo parlo ancora molto, ma è una bellissima lingua!». E, alla fine, ha fatto bene davvero questo ragazzone con il fisico da pistard ma che -sorpresa!- pistard non è. Non più, almeno.
«Non faccio pista. Da piccoilissimo si, ma ora corro solo strada. Per il futuro spero di diventare un ciclista professionista in una squadra Pro Tour, però la cosa più importante ora è godermi questo periodo».  
Alle spalle del nativo di Canberra si sono accaparrati i piazzamenti d'onore Gianfranco Zilioli e Kristian Sbaragli. Il lombardo della Colpack non si sente di recriminare «Sono caduto dopo la prima salita, sono riuscito a rientrare nel gruppo dei fuggitivi e stavo ancora molto bene. Nel finale ci ho provato ma Pelhan mi ha seguito e purtroppo lui è uno dei più veloci. In volata sapevo di essere battuto ma anche un secondo posto in una gara come questa può andare bene». Lavora in prospettiva Tour de l'Avenir lo scalatore che recentemente si è aggiudicato la Bassano Monte
Grappa «Questo piazzamento credo sia la testimonianza della mia condizione, spero di riuscire a convincere il ct azzurro, Marino Amadori a portarmi perché sarebbe una bellissima esperienza».
Per Kristian Sbaragli, alfiere del Team Simaf Carrier Vega Truck Italia Valdarno, un terzo posto dal sapore dolce-amaro: «Sicuramente un piazzamente di valore, però quest'anno è già l'undicesimo podio che faccio e purtroppo ho ottenuto una sola vittoria. Spero da qui a fine stagione di poter concretizzare un po’ di più, ma comunque l'importante è che la condizione ci sia e va bene così».  Escluso dalla nazionale per il campionato europeo non ha rimpianti «Se oggi l'Italia non ha vinto significa che ha trovato avversari più forti. Non mi sento escluso dal giro azzurro e spero di potermi rifare ai campionati del mondo dove il percorso si addice pure alle mie caratteristiche».
            
Ordine d'arrivo 37° Gp Sportivi di Poggiana:
1. Adam Phelan (Nazionale Australiana)
che compie i 178,4 km in 4h16'56” alla media dei 41.661 km/h
2. Gianfranco Zilioli (Team Colpack)
3. Kristian Sbaragli (Simaf-Carrier)
4. Gianluca Milani (Zalf-Desirée-Fior)
5. Jay Maccarthy (Nazionale Australiana)
6. Davide Orrico (Team Colpack)
7. Andrea Barbetta (Delio Gallina Colosio S.Inox)
8. Luca Chirico (Trevigiani Dynamon Bottoli)
9. Luca Donella (General Store Medlago Fontana)
10. Michele Gazzara (Zalf-Desirée-Fior)
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COMMENTI
178,4
12 agosto 2012 18:49 radiocorsa
Purtroppo sono poche le gare per Under su queste distanze e con delle buone salite, se poi a partecipare ci sono anche le squadre straniere allora i valori in campo si evidenziano in modo concreto. Molte volte si sentono atleti che dopo aver vinto anche più di una corsa sui 140-160 km si sentono pronti a rivendicare un contratto ma poi si devono scontrare con una realtà a loro sconosciuta che inevitabilmente li ridimensionerà. Poggiana è stata una corsa ad eliminazione che ha evidenziato e premiato i più valorosi con un ultimo affondo ai meno due dove anche il secondo ha dimostrato la sua forza pur riconoscendo la superiorità in volata dell’australiano. Speriamo che anche gli osservatori delle squadre maggiori se ne accorgano.

Ciao
12 agosto 2012 19:33 Indurain
Ciao

Osservare la gara
12 agosto 2012 19:51 Indurain
Sono d'accordo con l'utente radiocorsa: spero che qualche osservatore di squadre professionistiche noti anche il talento del secondo classificato; un corridore che vince poco ma che è sempre in prima fila nei percorsi importanti impegnativi. Osservatori...svegliaaaaaaaaaa!

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