LE VOCI DI CAMAIORE. Il sogno mondiale di Chaves

| 11/08/2012 | 17:45
Johan Esteban Chaves Rubio, nato il 17 gennaio 1990 a Bogotà, Colombia, chi era, anzi chi è costui? Forse è quello che si sono chiesti i tanti appassionati di ciclismo che lo hanno visto sfrecciare per primo sotto il traguardo del 63°Gran Premio Città di Camaiore, dopo avere rimontato inesorabilmente allo sprint il campione italiano Franco Pellizotti. E questa domanda è doveroso girarla al diretto interessato, ovviamente raggiante per il secondo successo stagionale che segue quello ottenuto sulla dura salita di Lagunas de Neila, alla recente Vuelta a Burgos in Spagna: «Sono un giovane ciclista che ama molto lo sport che pratica e la vittoria di oggi mi rende sempre più ottimista per il futuro. Mi piace correre in Italia e la prossima settimana gareggerò nelle gare in Lombardia che mi serviranno per preparare il campionato mondiale degli Under 23, un altro dei miei obiettivi stagionali».
Questa è la definizione che ci dà circa le sue caratteristiche tecniche: «Ritengo di essere un atleta completo, forte su ogni tipo di percorso e con una predilezione per le corse a tappe, dimostrata già lo scorso anno con la vittoria ottenuta nella classifica finale del Tour de l’Avenir».
Proprio nel 2011, alla prima stagione di militanza nel professionismo vestendo la maglia del team Continental colombiano della “Colombia es Pasion”, Chaves si impose anche in una tappa della Vuelta a Boyacà e suscitò l’interesse dell’ex-campione mondiale dilettanti ed ex-professionista di valore Claudio Corti, che è poi riuscito a concretizzare l’ambizioso progetto confluito nel team Professional Columbia-Coldeportes. E Corti ha sincere parole di elogio per il suo giovane e già vincente pupillo colombiano: «E’ un ragazzo serio e determinato, del quale per ora è impossibile scorgere i limiti tecnici: Non dimentichiamo che questa è la sua prima stagione tra i professionisti e quindi è ancora tutto da scoprire. Oggi ha dominato uno sprint difficile, nel quale servivano potenza e freschezza al termine di una gara battagliata e difficile da interpretare. Devo dire che Esteban mi è piaciuto parecchio, ha interpretato in modo perfetto tatticamente questa corsa e sono certo che avrete modo di parlare spesso di lui in futuro. Ho diretto parecchi corridori nella mia carriera di tecnico ma per il momento non riesco a paragonarlo a nessuno. Intanto ha dimostrato di saper vincere in salita e allo sprint, sfoggiando un bagaglio tecnico di primissimo ordine».
Alfredo Martini è generoso come al solito nei suoi commenti: «Gara molto bella e combattuta, nonostante il caldo e che ha evidenziato un giovane interessante come il colombiano Chaves, degno vincitore odierno. Pellizotti è stato bravo attaccando nel finale, poi in volata ha dato l’impressione di poter vincere ma forse è partito troppo da lontano e non è riuscito a resistere al ritorno degli avversari. Voglio infine elogiare gli organizzatori del GP di Camaiore per quanto sono riusciti a realizzare, garantendo al numeroso pubblico uno spettacolo molto bello e avvincente».
Franco Pellizotti è apparso comprensibilmente deluso e non ha esitato esprimere il suo malcontento: «Non mi sono proprio piaciuto e mi scuso con la mia squadra, che ha lavorato benissimo e con i miei tifosi. Sono partito forte ai 250 metri finali, ma non sono riuscito a dare continuità alla mia azione, consentendo così a Chaves e a Chernetcki di rimontarmi. Una giornata da dimenticare. Peccato perché sto cercando tuttora di dare un degno seguito alla vittoria nel campionato italiano, ma ci riproverò».  

Stefano Fiori
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