TOUR. Si riparte con il tappone pirenaico

| 18/07/2012 | 08:52
Inizia la due giorni che dovrebbe dare una scossa a un Tour de France fin qui troppo poco emozionante, almeno per quanto riguarda la lotta al trono di Parigi.
Non ci sono più alibi: fra oggi e domani chi ha le gambe per attaccare Sky sarà costretto a farlo.
Si parte da Pau e si arriva a Bagneres de Luchon dopo 197 km, come in una storica tappa del Tour 1998, allora vinta da Rodolfo Massi su Marco Pantani.
E' il giorno dei colli pirenaici che hanno fatto la storia del Tour, l'unica pecca sono i 16 km, 14 dei quali in discesa, che mancheranno all'arrivo dal termine dell'ultima vetta,il Peyresourde.
Il primo gigante da affrontare è l'Aubisque, dal versante più duro, quello di Laruns: sono 16.4 km al 7,4%. Su queste rampe si creerà il gruppetto con l'obiettivo di evitare di uscire dal tempo massimo e i big si controlleranno.
A seguire il Tourmalet, dove nel 1910 scollinò per primo Octave Lapize urlando assassini agli organizzatori e dove cent'anni dopo Andy Schleck e Alberto Contador salirono a braccetto consacrando lo spagnolo vincitore di quel Tour, fino alla squalifica che lo avrebbe assegnato al lussemburghese.
Oggi lo si affronta dal versante meno duro, anche se resta una salita di 19 km al 7,4%. Dalla stele dedicata a Jacques Goddet sulla vetta all'arrivo mancheranno 77 km.
Si scende e poi subito si attacca l'Aspin. E' su questi 12.4 km al 4,8% che Felice Gimondi si augura di vedere iniziare la battaglia. Quindi in picchiata verso Arreau, e poi di nuovo la strada sale, verso il Col de Peyresourde.
Sono 9.5 km al 6,7%, con punte del 10% negli ultimi due chilometri: la bagarre che tutti si attendono dovrà scoppiare qui, se non è già successo   nei colli precedenti.
Chi passerà in testa dovrà tenere duro, restare concentrato e guardarsi poco le spalle.
Mancheranno 16 km, forse decisivi per le sorti di questo Tour.

da Pau, Francesco Cerruti
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