ARMSTRONG. Il Re è nudo

| 15/06/2012 | 16:20
Per la prima volta l'Usada, l'agenzia antidoping americana, accusa formalmente Lance Armstrong di doping:
a) «uso o tentato uso di Epo, trasfusioni, testosterone, mascheranti»; b) possesso di sostanze proibite e strumenti come aghi o sacche di sangue: c) traffico di Epo, testosterone e corticosteroidi: d) somministrazione di Epo ad altri corridori: e) assistenza, complicità e copertura.
Sotto indagine il mondo sportivo del 7 volte re del Tour, dal 1999 al 2005, che con Livestrong ha raccolto 300 milioni di dollari e incarnato la speranza di battere il cancro. Accuse di doping pure per il suo clan, tra Us Postal, Discovery e Astana: il medico Ferrari, il team manager Bruyneel, i medici Celaya e Del Moral, il preparatore Marti, già con Contador. In più, l'Usada sostiene di avere campioni di sangue di Armstrong del 2009 e 2010 «perfettamente compatibili con manipolazioni sanguigne, inclusi Epo o trasfusioni».
Un'inchiesta sportiva esplosa dopo che quella penale dell'agente Novitzky si era chiusa a febbraio con l'archiviazione. E Lance si era tuffato nel triathlon, obiettivo Ironman delle Hawaii a settembre. Per una curiosa legge del contrappasso, mentre si stava allenando a Nizza per l'Ironman del 24 giugno, Armstrong è stato raggiunto martedì dalle 15 pagine dell'inchiesta. Lance indagato per doping, e fermato. Niente Ironman.

Ex postini Un'indagine sportiva nata sulle testimonianze raccolte da Novitzky, come quelle degli ex «postini» Landis e Hamilton: «Lance ci educò al doping». Accuse che il capo dell'agenzia americana Tygart ha sentito bene, visto che era sempre con Novitzky. Ma che non hanno retto la verifica del magistrato penale. E l'inchiesta non sarebbe andata lontano se non fossero arrivate le carte dall'Italia. La svolta è nelle carte dell'indagine che dal 2010 il p.m. di Padova, Benedetto Roberti, sta guidando per svelare le trame che legano il medico Ferrari, preparatore storico di Armstrong, a corridori, procuratori, professionisti. I ciclisti coinvolti sono una novantina. La più ampia indagine internazionale mai svolta sul fronte doping, dove per la prima volta è emerso il «valore» dell'inganno: 30 milioni di euro. Conti cifrati, riciclaggio, associazione a delinquere, evasione fiscale.

Sequestri Carte che il magistrato americano non poteva avere, visto che il fascicolo Armstrong è stato chiuso a Padova un paio di mesi dopo. Ma in quelle carte ci sono passaggi determinanti. L'Usada ci ha visto più chiaro. Perché il valore aggiunto degli inquirenti padovani sta nei tempi delle testimonianze, molto più vicine a noi. Intercettazioni telefoniche, ambientali, email. Tante. Sequestrati computer e agende, come nel caso di Popovych e, soprattutto, del medico Ferrari. Perquisizioni, come alla RadioShack di Bruyneel al Giro 2011. Email con programmi e preparazioni. Email mandate con troppa leggerezza, nella certezza di un'impunità che soltanto il grande lavoro investigativo della Guardia di Finanza di Padova ha scardinato. Con silenzio e pazienza. Metodi che hanno fatto scuola, portati a esempio in Francia e Usa.

Collaborazione Centinaia di persone sono state tenute sotto controllo, e non sono bastati i continui cambiamenti di numeri telefonici a sviare gli inquirenti. Il mondo di Ferrari è stato setacciato: dal più grande campione al corridorino che voleva un test di valutazione. Sono spuntati anche i bonifici, tra cui uno di 465 mila dollari, mandato da Armstrong a Ferrari nel 2006. Notizie e riscontri che, a febbraio, non erano ancora pronti. Ma il canale di collaborazione non si è mai interrotto tra le Procure e ha fatto fare il salto di qualità all'indagine. Lance rischia di perdere tutto.

da «La Gazzetta dello Sport» del 15 giugno 2012 a firma Luca Gialanella
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COMMENTI
Nudo?
15 giugno 2012 19:30 gass53
Ma speriamo che una volta per tutte lo mettino davvero in MUTANDE.
GRADDASSO DI UN AMERICANO!!! Senza offesa per gli Americani sia chiaro.

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