MCQUAID. «Pressione sulle squadre, Sky e Liquigas sono l'esempio

| 09/06/2012 | 16:14
Pat McQuaid, presidente dell’UCI, si aspetta maggiore collaborazione da parte delle squadre professionistiche nella prevenzione del doping. Ne ha parlato ieri con i colleghi de L'Equipe e vi proponiamo un estratto delle sue dichaiarzioni.

Lei ha lanciato l'idea che sia l’UCI, piuttosto che le federazioni nazionali, ad emettere il primo grado di giudizioi. A che punto siamo con questo progetto?
«Studiamo come possiamo attuare e finanziare questa iniziativa. Questa soluzione permetterebbe di evitare alcuni problemi sollevati dalle Federazioni che hanno un modi di pensare un po 'troppo nazionalistico. Non ci sono ostacoli giuridici al progetto, penso che si possa essere operativi all'inizio del prossimo anno».

L’Uci spinge per la globalizzazione del ciclismo, ma il calendario si è decisamente complicato.
«Un gruppo di lavoro ha affrontato questo problema, sono rimasti due giorni chiusi in un hotel. Rivedremo le date e le regole di partecipazione per ottenere un calendario più chiaro e più lineare. Anche il sistema di assegnazione dei punti tra squadre di diverse categorie è al centro di questa riflessione».

In materia di doping, avete misurato l’impatto della condanna di Contador? Al suo ritorno, non conquisterà  punti per due anni ...
«E su questo argomento la Saxo Bank ci ha messo addosso una grande pressione. Ma abbiamo argomenti per difenderci se si dovesse andare al TAS. Da parte mia, sono pronto a mettere pressione sulle squadre. È stato chiesto loro di adottare un nuovo codice di condotta: hanno detto di no. Ora, voglio che adottino clausole contrattuali con i corridori. Questo è un deterrente significativo. Contrattualmente, le squadre possono permettersi cose che noi non possiamo fare».

Bisogna inoltre sottolineare l'aspetto deterrente del passaporto biologico ...
«Penso che le cose stiano davvero cambiando nel ciclismo. Lo abbiamo visto anche durante l'ultimo Giro. Ci sono segnali che non tradiscono. In termini sportivi, non vediamo più certi schemi che si ripetono. Per esempio, non abbiamo più visto treni di otto corridori della stessa squadra imporre il ritmo. Penso di poter dire che prima, il potenziale di un corridore dosser per l'80% frutto del lavoro e per il 15-20% del doping. Oggi, questo ​​15-20% sono forniti da una formazione più scientifica, più specializzata, più individualizzata. Vediamo il lavoro di alcune squadre, come Sky o Liquigas, per esempio».

da l'equipe
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COMMENTI
Sky è proprio l'esempio :-)))
9 giugno 2012 20:09 ruotone
Chissà se il Lord è riuscito a vedere qualche tappa del Delfinato. :-)
Eppoi a quali treni di otto corridori si riferisce?
Al treno dei postini, a quello degli esploratori o a quello dei radioattivi?
No, perchè non me ne ricordo altri così :-)
Cos'è successo a Pat, si è messo a parlare male di amici e soci in affari?

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