HALL OF FAME. Il Giro d'Italia rende omaggio a Merckx

| 15/03/2012 | 18:39
Il campione belga, Eddy Merckx è il primo atleta ad entrare nella neonata Hall of Fame del Giro d’Italia. L’inaugurazione del “Club” dei grandi protagonisti della storia della Corsa Rosa, si è tenuta oggi pomeriggio presso la Sala Montanelli in via Solferino a Milano. La Hall of Fame del Giro d’Italia è la “prima”, in questo genere, nel ciclismo internazionale e vuole essere uno speciale omaggio per i grandi campioni che sono entrati nella storia della Corsa Rosa.
Al “Cannibale” è stato consegnato oggi il Trofeo Senza Fine del Giro d’Italia 1974, anno in cui Merckx vinse l’ultimo dei suoi 5 Giri. Eddy Merckx vinse il suo primo Giro a 22 anni; nel 1973 tenne la Maglia Rosa dalla prima all’ultima tappa, indossò la Maglia Rosa per 78 giorni, in totale si aggiudicò 25 tappe.
Ad omaggiare il campione belga, erano presenti grandi personaggi e amici che hanno condiviso le sue imprese: Alfredo Martini, Fiorenzo Magni, Ernesto Colnago, Gianni Motta, Italo Zilioli, Giorgio Albani, Marino Vigna, Davide Boifava, Ugo De Rosa e Mario Molteni (figlio del titolare dello sponsor storico di Merckx). La prima corsa italiana a cui Merckx prese parte fu la Milano- Sanremo nel 1966 che vinse. Il belga, oltre a 5 Giri d’Italia, ha vinto anche 7 Classicissime (record storico assoluto).

MERCKX: «Essere il primo ad entrare in questa Hall of Fame per me è un grande onore. L'Italia è la mia seconda patria: qui mi sento amato come a casa mia in Belgio. La vittoria sulle Tre cime di Lavaredo al Giro del 1968 è stata senza dubbio la giornata dove sono stato più forte in montagna di tutta la mia carriera. Il ciclismo italiano per me è stato molto importante: ho imparato molto da Adorni, l'amicizia con Magni mi ha portato in Italia, poi ho conosciuto Colnago, quindi De Rosa che mi ha insegnato a fare le biciclette. Con Motta qualche bella battaglia la abbiamo fatta, il mio amico di sempre è Zilioli…».
E ancora: «Per la Sanremo ho visto che ci sono tanti corridori in forma: Nibali, Cancellara, Freire che potrebbe vincere la quarta… ma se non dovessero staccare Cavendish sul Poggio, credo sia davvero difficile batterlo. Tra i belgi, penso che Boonen sia quello più quotato mentre Gilbert credo non stia tanto bene. Nibali ha grandi qualità e classe però deve imparare a correre di più con la testa. Se sta bene penso possa fare la differenza sul Poggio».
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