L'INTERVISTA. Marcorè: «Adesso mi tocca pedalare...»

| 30/12/2011 | 09:26
Attore, imitatore, doppiatore, con­duttore televisivo e ra­diofonico, cantante, ma an­che interprete parlamentare, papà di tre bimbi (Arianna di 12 anni, Nicola ed Elia gemelli di 9), marito di Selene da ventidue anni e, udite udite, grande appassionato di ciclismo.
È tutto questo e altro ancora Neri Mar­corè, quarantacinquenne marchigiano, ospite d’eccezione alla nostra Notte dei Campioni 2011: nonostante fosse im­pegnato a Roma nella registrazione di spot pubblicitari per una nota rete te­le­fonica e di una commedia tv di prossima uscita, ha raggiunto l’Audi­torium della Gran Guardia di Verona per partecipare alla festa caratterizzata dalla consegna degli Oscar tuttoBICI e dai premi Cycling Real Time.
Nella sua ricca carriera ha interpretato in­numerevoli ruoli, dimostrando di es­sere un artista eclettico e apprezzato dal pubblico più variegato. È stato pa­pa, maestro cioccolataio, marito fedifrago, ragioniere, play boy, sacerdote, dentista, receptionist, cameriere, anarchico e chi più ne ha più ne metta.
Insomma le manca solo di impersonare uno sportivo, perché non un ciclista?
«Ho imitato tanti sportivi, ma non mi è mai capitata l’occasione di interpretare un corridore, anche se nella vita pedalo molto volentieri e seguo i campioni del­le due ruote. I film sui grandi dello sport mi piacciono molto, per esempio ho apprezzato tantissimo il Bartali di Favino, ma credo che i ciclisti siano difficili da mettere in scena. Il mio ma­na­ger Checchetto è un grande appassionato di ciclismo, magari un giorno mi proporrà un ruolo di questo tipo... A parte gli scherzi i ciclisti non li si sen­te parlare tantissimo quindi non so­no adatti ad essere imitati e per rappresentarli sul piccolo o grande schermo bisogna avere un certo fisico e una cer­ta età, forse io sono fuori tempo massimo (sorride, ndr)».
Da dove nasce la sua passione per le due ruote?
«L’ho ereditata da Dario, il mio babbo, che seguiva tutte le gare organizzate nella nostra zona e alla tv non si perdeva mai nulla. Ricordo quando da bambino giocavo con le biglie su cui erano raffigurati i ciclisti, quando da ragazzino guardavo con papà il Giro in televisione per commentare ogni azione e so­prattutto la sua emozione per il Gran Premio Capodarco, che si svolge nel suo paese natale. Si preparava per mesi in vista del 16 agosto per trascorrere una giornata con gli amici, con il pranzo al sacco e una seggiola per aspettare l’inizio della corsa, una festa che per lui era più importante del Natale. Io seguo le corse quando posso, in tv o sulle strade. Quando il lavoro me lo permette, a Capodarco non manco per nessuna ragione, colgo al volo l’invito dell’amico Gazzoli per ricordare papà e re­spi­rare un po’ di ciclismo».
Usa spesso la bicicletta?
«Purtroppo non ho tanto tempo e Ro­ma (città in cui Neri risiede, ndr) non è una città propriamente ciclabile. Se tornassi a vivere nelle Marche la prima cosa che farei sarebbe senz’altro pedalare di più, ho tanti amici cicloamatori con cui farei volentieri gruppo. Sarebbe bellissimo uscire con loro e scoprire un territorio splendido, zone che in macchina non possono essere apprezzate come in bici. A Verona mi avete regalato una bellissima Colnago che userò il più possibile (l’abbiamo visto sul palco provarla appena finita la diretta mentre al telefono ringraziava personalmente Ernesto Colnago, appena tornato da una fiera in Giappone, ndr), stando at­tento a non farmela rubare».
Quali altri sport pratica?
«Soprattutto tennis e calcio. Mi sono dilettato con la racchetta da ragazzo, tra i 18 e i 25 anni ho partecipato a in­nu­merevoli tornei in cui, come direbbe un vero ciclista, “arrivavo abbastanza indietro”. Diciamo che da giovane ho praticato tennis come “non classificato” e ora ci gioco per divertimento in compagnia di Luca Barbarossa e altri amici, sempre con velleità modeste (sorride, ndr). Mi piace anche tirare cal­ci al pallone: faccio parte della na­zionale cantanti e tutte le settimane ho l’irrinunciabile “serata calcetto” con gli amici. Sono difensore, ma mi sento un attaccante centrale, diciamo che mi pia­ce fare assist, lanciare l’uomo verso la porta. Tifo Ascoli e Juve, ma a dire la ve­rità preferisco il calcio giocato a quello parlato».
Cosa le piace del ciclismo?
«Ne apprezzo molto l’atmosfera familiare, il “gruppo”. Come nel rugby, al­tro sport che seguo abbastanza, ogni ap­passionato ha il proprio idolo ma ap­plaude e incita tutti. A differenza di quanto accade in altri sport, nel mondo delle due ruote si riconosce il valore dell’atleta, della fatica, dell’impegno. L’unica cosa che non capisco e che un po’ mi infastidisce è il tifo folle in salita, perché tanti tifosi sentono l’esi­gen­za di toccare i corridori, di mettersi da­vanti a loro quasi a impedire il normale passaggio?».
Qual è il suo campione del cuore?
«Il primo che mi viene in mente è Mo­ser, tifavo per lui per il suo atteggiamento, perché in salita soffriva più di altri, ma era un gladiatore, un passista con doti fuori dal comune. Ovviamente quando nell’82 Saronni vinse il mondiale a Goodwood da italiano ho esultato, ma nella sfida tra i due tifavo per Francesco».
Coppi o Bartali?
«Senza dubbio Fausto Coppi. Preferi­sco quei personaggi tranquilli, tra l’in­do­lente e il pigro che però, quando ser­ve, sanno essere scattanti e andare a segno. Questo tipo di persone le sento per certi aspetti affini a me e mi affascinano».
Bugno o Chiappucci?
«Bugno, perché mi sembra appartenga alla tipologia di persone che apprezzo di cui dicevo prima. Rispetto ad un at­taccante come il Diablo, preferisco un “moderato” come lui: un tipo alla Zoff per intenderci. L’accoppiata cuore-testa è imbattibile, ma davanti a una testa che funziona bene resto sempre ammaliato».
E Pantani?
«L’ho amato e seguito molto, ma ne so­no rimasto anche molto colpito. La sua storia mi ha fatto riflettere su quanto è difficile gestire il successo, saper af­frontare le salite come le discese. Non è cosa semplice e anche i più forti possono non saper tener testa alla fama, dovremmo tutti ricordarcene e stare at­tenti».
Nibali o Scarponi?
«Al Giro mi hanno entusiasmato en­trambi, due anni fa sono stato alla tap­pa dell’Aprica e ho avuto modo di scam­biare due chiacchiere con loro. Mi­chele è un mio corregionale, mi pia­ce per il suo modo di correre, per la sua semplicità e freschezza, ma appresso anche Vincenzo: non si può dire che non abbia classe e talento. Meno male che il prossimo anno Michele punterà al Giro e Vincenzo andrà al Tour: ti­fe­rò per entrambi con grande passione».
Cosa manca al nostro sport?
«Una sana rivalità. Un bel duello, una sfida che unisca ma divida anche. Co­me ai tempi di Coppi e Bartali, Moser e Saronni, ma anche Gimondi e Merckx o Bugno e Chiappucci. La gen­te si deve ritrovare al bar o in piazza per dare sfogo alle proprie passioni. L’uni­co che forse ha unito e basta è stato Pantani: ma la sua è tutta un’altra storia. Una storia bellissima, con un finale purtroppo per lui, per la sua fa­miglia e per il ciclismo, tutto tragico».
Il giornalista che legge di più?
«Di ciclismo leggo tutto, appena trovo qualcosa non me lo faccio sfuggire. Amo molto seguire Gianni Mura: mi piace il suo modo di raccontare il Tour, tra romanzo e realtà. La televisione dà tutto, ma il racconto conserva ancora tutto un altro sapore. E il ciclismo è racconto…».

di Giulia De Maio
da tuttoBICI di dicembre

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Vittima di una brutta caduta domenica nella "In Flanders Fields – From Middelkerke to Wevelgem", Laurenz Rex è stato sottoposto ieri ad accertamenti presso l'Ospedale Universitario di Lovanio. Una risonanza magnetica ha evidenziato una lussazione al ginocchio destro, con...


Non ci sono colpevoli per la morte di Muriel Furrer, la diciottenne ciclista svizzera che ha perso la vita cadendo sulle colline di Zurigo durante i campionati del mondo juniores del 2024. Nonostante la giovane ciclista sia stata ritrovata circa...


Emuli di Del Toro crescono… e vincono. Come nel caso di Carlos Valdovinos Borbon, 15 anni, messicano della AR Monex Pro Cycling Team, che a Vignola nel Modenese ha vinto per distacco il Gran Premio Fioritura riservato alla categoria allievi....


Week-end illuminato dal successo di Matteo Jacopo Gualtieri per i colori della Salus Seregno De Rosa. Il corridore monzese ha messo a segno un’altra affermazione di peso nelle gare di mountain bike, centrando il bersaglio nella terza manche dell’Italia Bike...


È stata presentata ufficialmente la 45esima edizione del Gran Premio del Perdono Trofeo Makecasa, gara ciclistica internazionale per Juniores che si svolgerà lunedì 6 aprile, giorno dopo Pasqua, con l’organizzazione dell’Unione Ciclistica Sangiulianese in collaborazione con il Comune di Melegnano...


Vedete la foto sopra? L'ultimo discorso in gara di Domenico Pozzovivo da corridore, in maglia Bardiani, al Lombardia del 2024? Come avete letto stamattina, tuttavia, quella non sarà l'ultima immagine da corridore, quella non sarà la sua ultima gara, quella...


L'Oscar TuttoBici allievi ha fatto tappa in provincia di Bolzano, precisamente a Cortaccia dove si è tenuto il Gp Rothoblaas-Trofeo Max Costruzioni in due manche: corsa in linea al mattino, corsa a cronometro nel pomeriggio. In entrambe le occasioni...


Jasper Philipsen è diventato il 68° corridore a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della Gand-Wevelgem, oggi conosciuta come In Flanders Fields e ha permesso al Belgio di festeggiare la vittoria numero 51 su 88 edizioni disputate. Il francese Christophe...


Domenica con podio per la Bft Burzoni VO2 Team Pink, che va vicina al colpo grosso a Vignola (Modena) nella gara per Donne Juniores del Gran Premio Fioritura organizzata dall'Us Formiginese. Nella volata decisiva, secondo posto per un soffio per...


Il ciclismo femminile si è dato appuntamento a Legnano per la 106sima edizione della Targa d’Oro Città di Legnano – 8° Memorial Mauro Mezzanzanica, prova valida come Campionato Provinciale Milanense e per la Challenge Trofeo Rosa.  Tra le allieve affermazione...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024