DOPING. Wada: allarme rosso in tutto lo sport

| 15/11/2011 | 18:59
Parole pesanti, pesantissime, quelle del presidente della Wada David Howman, parole che riportano sul “rosso” l’allarme nel mondo dello sport.
In una intervista concessa alla AFP, infatti, Howman spiega come gran parte degli dopati sfuggano alal rete antidoping, capace di fermare solo il doping “semplice”. «Su 258.257 controlli effettuati nello scorso anno su tutti gli sport, solo 36 sono state le positività all’EPO. Un numero patetico. Che dimostra come riusciamo a scoprire solo le positività semplici. Siete convinti che noi possediamo la scienza necessaria per scoprire il doping sofisticato? Io vi dico di no. Eppure l’Epo è la sostanza per eccellenza assunta da chi si dopa. Se vogliamo continuare la lotta, dobbiamo guadagnare in qualità e in efficacità. E arrivare finlmente a colpire l’entourage dello sportivo dopato: quanti medici e quanti avvocati sono stati radiati finora? Per questo ho deciso di lanciare questo allarme inquietante».
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COMMENTI
Ha ragione
15 novembre 2011 23:03 pickett
Quello che sostengo da sempre:si dopano 9 ciclisti su 10(a essere ottimisti),ma ne viene beccato 1 su 1000.

COSA DICI?
16 novembre 2011 01:13 girapedali
Ma lo sai che se facessero i controlli (poco o tanti) che fanno al ciclismo magari con la stessa volontà ed accanimento in ambito di altri sport a partire dal calcio, per esempio, scoppia il finimondo, solo che non c'è e non ci sarà mai questa "attenzione" in altri sport! Certo che se la WADA pensa di ricercare solo l'EPO in talune discipline sportive.........nn ha capito un czz

Non solo ciclismo
16 novembre 2011 08:50 passion
Sarei d'accordo, ma la proporzione di 9 su 10 mi sembra un pò esagerata e poi attenzione all'equazione sportivi = ciclisti. Il ciclismo è certamente lo sport che più si presta e meno fà per evitare gli eccessi della gogna mediatica. Il problema è sempre lo stesso: Interessi economici enormi che travolgono da un lato lo pseudo sportivo, non di vertice, e dall'altro lo pseudo professionista schiacciato dalla voglia/necessità di fare risultato. Se non si arriva a fermare l'industriosa scienza del doping e, per quanto ci riguarda, non si cambia la pericolosa convinzione che tutti possono diventare prof., a prescindere da madre natura, il problema lo vedo di difficile soluzione. E' fondamentale cambiare la politica di base, far capire ai ragazzi che nella vita non esiste solo la bici e che comunque, questa è e dovrà rimanere solo una bellissima parentesi della propria vita, comunque vada il percorso sportivo.
P.S.- Per il discorso degli amatori da sballo, io personalmente li rinchiuderei e butterei la chiave!!!

X Passion
16 novembre 2011 09:43 cargoone
Sono completamente della tua stessa idea Passion, in particolare, per quello che riguarda la chiave...

Andrea

concetto da ribadire ......
16 novembre 2011 09:53 geom54
E' fondamentale far capire ai ragazzi che nella vita non esiste solo la bici e che comunque, questa è e dovrà rimanere solo una bellissima parentesi della propria vita, comunque vada il percorso sportivo.

SOLO GLI....
16 novembre 2011 18:18 ewiwa
Solo gli ingenui ovvero quelli in malafede possono credere allo sport pulito.....troppi interessi miliardari specialmente per chi spaccia....e certo non ci voleva la Wada per fare questa scoperta....Tour e Vuelta tutti puliti anche chi in vita sua non ha vinto neanche una corsetta..... e che fa all'improvviso ti vince un grande giro spianando le salite.....ma per favore!!!!! ecco perchè dico doping libero si risparmiano un mucchio di soldi e finisce questa insopportabile ipocrisia.

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