L'OPINIONE. Solo chi sa di essere sporco, sa di essere pulito

| 30/07/2011 | 09:56
Al festival di un partito mi è stato recentemente chiesto, nel corso della presentazione di un mio libro, come sia possibile credere ancora nel ciclismo. Attenzione: chi me lo ha chiesto, il giornalista Rudi Ghedini, ci crede ancora, lo ha premesso, e dal tipo di domande che mi sono state poste in corso di discussione posso dedurre che ci credono ancora, in larghissima maggioranza, quegli uditori lì in­terroganti e interrogantisi.
La domanda non è nuova, e ad­dirittura si può dire che è una sot­todomanda. La domanda as­soluta, globale, totale, è infatti questa: è possibile credere ancora nello sport? La tonalità ormai fortissima della domanda stessa è dovuta ai recenti scandali calcistici. Diciamo che il contributo del ciclismo alla formulazione e all’attualità del quesito è costante o quasi, mentre il calcio fornisce interventi assai diluiti nel tem­po, ma di immane forza esplosiva, o almeno di spaventoso rumore di esplosione (perché poi spesso non accade nulla o accade poco: e il calcio, ad esempio, non solo non si è ancora da­to un antidoping serio, ma, con tutti i casini che ha patito in ma­teria di corruzione, continua ad aspettare l’input della magistratura ordinaria e la fornitura di materiale da parte di essa, sovente approdata per caso su un cer­to crimine e quindi ad una certa inchiesta, anziché far bene funzionare anche in sede investigativa e inquirente la propria giustizia, detta appunto sportiva).

Entro nei dettagli. Chi mi ha formulato per primo la domanda è un giornalista sportivo, appassionato di ciclismo, e assai bravo nel descrivere se stesso telespettatore dell’ultimo Giro d’Italia. Si è cioè raccontato benissimo quando vibrava per Tiralongo, sperava che nes­suno brutto e cattivo lo raggiungesse, contava che l’amico suo Contador, una volta raggiuntolo, gli lasciasse vincere la tap­pa, addirittura lo spingesse a vincere la tappa, e alla fine era francamente commosso per la felicità di Tiralongo. Che Contador si fos­se prodotto in un gesto assai umano ma contrario alla legge massima dello sport, quella che impone di dare sempre il meglio di sé, e addirittura che una faccenda di doping potesse intervenire in seguito a sporcare tutto, al mio collega non aveva importato proprio nulla, anzi continuava a non importare nulla. Idem a me, si capisce.
Quando quel colloquio è avvenuto non era ancora uscita sui giornali la notizia del calciatore che, avvicinato da un corruttore perché, a pagamento, lo aiutasse a manipolare una partita, non solo non ha accettato, ma ha de­nunciato la cosa. Un eroe, sì, ma anche uno che ha fatto semplicemente il suo dovere: ammirazione per lui, si capisce, ma si dica pure che la nostra beatificazione della normalità, della giustizia “finalmente”, è una sorta di re­sa… Forse sapendo del calciatore ci sarebbe stata una reazione del pubblico meno emotiva di quella che ho invece registrato, tutta ma proprio tutta contro il calcio, incapace di ospitare an­che un singolo caso diciamo alla Tiralongo.
Ma torniamo alla domanda di base. Per me la ri­sposta esiste, e ho persino cercato, magari con successo, di parteciparla al pubblico. Pri­ma risposta generale: allo sport pulito si può credere, come si crede alla lotta del bene contro il male, della giustizia contro il crimine, cioè sapendo che è una lotta vana, o non mai risolutiva, ma sapendo pure che bisogna portarla avanti, se non altro per potersi guardare allo specchio. Al ciclismo pulito si deve credere, sia perché si sa che esiste il ciclismo sporco, dove è, come è, cosa fa, e dunque si hanno gli strumenti per riconoscere il ne­mico, sia perché ci sono i casi Ti­ralongo, sia perché accade, e la gente lo sa e ci sta, che un Con­tador parta per vincere il Tour 2011 senza sapere se ha davvero vinto il Tour 2010, come ha det­to la classifica, e questa stessa gente, appassionata ma anche competente, vuole vedere “co­me” Contador vincerà di nuovo, persin più che vedere “se” vincerà. Il ciclismo ha la forza di chi conosce la sporcizia e la combatte, il calcio e un po’ tutto lo sport “altro”, troppo ricco, troppo ve­na­to da interessi enormi, sa che esiste un nebbione permanente, quello della complicità, quello della polvere d’oro che ricade su troppa gente, e allora anche il signor Rossi non fa certo fatica a non vedere, a non sforzarsi di guardare. Gli basta essere una persona qualunque e come tale si sente in diritto di entusiasmarsi senza approfondire. Il suo sport non gli dà strumenti per distinguere il bene dal male, in cambio gli dà emozioni continue e di facile grana grossa, e lui ci sta.

Sposando fino in fondo il mio ragionamento (liofilizzabile in un slogan: “sono pulito proprio perché conosco lo sporco”) si arriva persino a be­ne­dire il doping, o meglio l’an­ti­doping, che ha sgrassato, nettato, piallato, levigato, smussato, amputato. Sembra un ragionamento provocatorio, ma a me pa­re legittimo e, pensando a co­me tanto altro sport, il calcio in primis, sa chiudere gli occhi sulle proprie porcherie per settimane, mesi, anni, mi pare addirittura un ragionamento doveroso, che parte dalla legittima difesa. Basta vedere come e quanto il coraggio del ciclismo di ammettersi il do­ping dentro, però combattendolo a rischio di masochismo, viene guardato con ironia pietistica dal resto dello sport, o almeno dello sport dopato ma senza antidoping serio, a come e quanto le no­tizie dal mondo del ciclismo vengono usate da troppi per far sì che la propria gente si indigni e non si accorga delle magagne anzi delle vergogne sue, basta questo per esercitare appunto un certo tipo di difesa. Da duri, se necessario, anche se ci si commuove per Tiralongo, anche perché ci si sa commuovere per Ti­ra­longo.

di Gian Paolo Ormezzano
da tuttoBICI di Luglio

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo vincente di Gioele Angelo Libertani nella 44ª edizione del Trofeo Feralpi valida per l'Oscar TuttoBici allievi. Il giovane veneziano di Fossalta di Piave, 16 anni, portacolori del Borgo Molino Vigna Fiorita, ha firmato un successo di grande qualità al...


Dopo tre giorni fare le pagelle è forse un po’ ardito, eccessivo, diciamo che ci limitiamo a fare qualche considerazione e a dare qualche voto, qua e là. Una corsa appena iniziata per certi versi è già finita. Il Giro...


La stagione delle grandi dirette streaming su tuttobiciweb e su Ciclismo Live continua senza sosta. Sabato 16 maggio potremo vivere insieme in diretta il Giro della Franciacorta, valido come prima prova della 2 Giorni di Brescia e Bergamo riservata agli Juniores....


Uno-due, sarà una doppietta di appuntamento davvero da non perdere. All'indomani del Giro della Franciacorta, infatti, domenica 17 maggio tuttobiciweb e Ciclismo Live trasmetteranno in diretta streaming il Giro della Valcalepio, valido come seconda e ultima prova della 2 Giorni di Brescia...


Chiedo la testimonianza di Beppe Conti, il paleontologo del Giro, per rispondere a questa banalissima domanda: amico mio, dimmi sinceramente, ma se l'arrivo della prima tappa di questo Giro l'avessero proposta tale e quale nei giri dei Torriani, dei Castellano,...


La Lidl Trek, in albergo a Catanzaro Lido, smentisce di aver chiesto all’organizzazione di poter cambiare almeno per un giorno il nome della località in Catanzaro Lidl.  Precisazione della Rai: ‘gioielli bulgari’ è un’espressione riferita ai monumenti locali delle prime...


Una bella cerimonia domenica mattina ha fatto da anteprima al 37° Gran Premio Industrie del Marmo, la gara internazionale per Under 23 svoltasi a Marina di Carrara, organizzata dalla S.C. Fausto Coppi e vinta in volata dal valdarnese Matteo Gialli....


La scomparsa di Mario Androni, avvenuta ieri, ha suscitato grande emozione nel mondo delle due ruote. Tra i tanti, Lello Ferrara ha voluto dedicare all'imprenditore varesino un pensiero davvero speciale che ci piace condividere con voi: Ciao Mario, oggi se...


È Yevgeniy Fedorov a esultare al termine della seconda tappa della Baku-Khankendi Azerbaijan Cycling Race. Il campione continentale asiatico dell’XDS Astana si è imposto sul traguardo di İsmayıllı, arrivo di una frazione lunga complessivamente 193, 3 chilometri, battendo nella...


Dopo la grande accoglienza ricevuta dalla carovana Rosa al rientro dalla Bulgaria, è stato presentato quest'oggi, presso la Cittadella Regionale di Catanzaro, il Giro Next Gen 2026. La corsa dedicata ai più grandi talenti Under 23 del ciclismo mondiale prenderà...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024