GIROBIO. Continua il diario del Team Colpack

| 14/06/2011 | 08:56
Ehilà popolo che pedala …un ciao a tutti e vi dico subito che oggi sono “morta”…..in senso fisico, perché io non reggo il caldo è qua al Sud quando picchia il sole non scherza e se anche sembra che durante il percorso si avvicini qualche nuvola o qualche temporale passeggero, il sole non si vede più, ma l’umidità aumenta in maniera esagerata.

Oggi inizio subito col dirvi che siamo partiti da Pietrelcina, il paese natale di Padre Pio. Un luogo pieno di fascino ma soprattutto intatto nella sua storia e nella sua immagine. Un paese che conserva tutte le caratteristiche di quei tempi e dove si può entrare nel centro storico solo a piedi. In un percorso obbligato si può visitare la casa natale di Padre Pio, la cucina della sua famiglia, la sua camera, la chiesa dove è stato battezzato insomma…….un luogo  che ha fermato il tempo!
Abbiamo avuto poco tempo per visitare il posto ma non abbiamo perso l’occasione…noi ds naturalmente perché i ragazzi erano impegnati nei preparativi (nella foto Rodella, l’arrivo di Locatelli quinto oggi al tragurdo).

Ah dimenticavo un piccolo ma gustoso particolare della sera precedente. Ci siamo ritrovati in alcune squadre nell’hotel della Ville di Benevento e a cena il mitico Baldini della Norda  ha fatto organizzare dal proprietario un buffet per la cena. Ragazzi che cosa non c’era su quel tavolo…tutte le specialità del posto ma qualche curioso può vedere la foto su facebook (Colpack Dilettanti)…..dalla pasta al forno, le salsicce con la polenta, le zucchine farcite, le patate al forno con l’agnello, le patate con il pollo, le polpette…..insomma per il mitico Umbertone ds della Aran e molti altri è stata una “ pacchia” culinaria ahahahahhah.

Ma torniamo a noi. Siamo comunque partiti da Pietrelcina per arrivare all’Abazia di Montecassino percorrendo: km 166 i ragazzi e 252 l’ammiraglia della Colpack che fa rifornimento…….cioè io e Valoti. Taglia di qua, taglia di là, tutti i furgoni oggi hanno fatto miracoli per fare rifornimento e se quelli in auto come noi, la Palazzago, la Katusha (ops la russia…mi sbaglio sempre) ce l’hanno fatta per due o tre volte, non è che sono bravi ma direi incoscienti e sicuramente qualche multa arriverà. Sempre per chi volesse rendersi conto di che cosa sto parlando, su facebook troverete un bel filmato dove si vede bene la situazione delle ammiraglie e dei furgoni nel loro lavoro di rifornimento.

Oggi tutti i Ds prima della partenza mi hanno chiesto di descrivervi una delle cose che li rende particolarmente nervosi o meglio non capiscono il perché questo possa succedere……...è la quarta tappa del Girobio e ancora gli atleti non hanno fatto un controllo antidoping. Ora mi ricordo che durante una riunione alla Coppa Italia , Giancarlo Brocci ci ha detto di aver manifestato il suo disappunto alla FCI perché alla Coppa delle Nazioni da lui organizzata non c’è mai stato un controllo antidoping.

La FCI mi può anche dire che non ci sono i soldi ma come si spiega che alla Felice Gimondi che è una gara a livello amatoriale prima della partenza sono stati fatti 100 controlli antidoping……però c’è un piccolo particolare…tutti gli atleti sono stati avvisati una settimana prima tramite la squadra o direttamente a casa…..bello però essere avvisati una settimana prima del controllo, ma soprattutto io penso che se una persona dai 30 ai 50 anni vuole farsi del male da solo, lo può fare tranquillamente e che forse sarebbe meglio spendere i soldi con gli atleti più giovani e che gareggiamo ad un livello agonistico più importante.

La soluzione sarebbe comunque sempre quella proposta dalla famosa “Lega di sangue” …solo il termine fa paura ma aveva espresso un concetto fondamentale…….controlli sorpresa a casa o in ritiro agli atleti di un certo spessore agonistico.
Oggi inoltre l’ammiraglia del Team Brilla è finita fuori strada durante la gara e per tutti è stato un momento di tensione perché alla radio non si sentiva nessuno della squadra che dicesse qualcosa……si sentiva che l’auto era finita in un  fosso e che forse c’era bisogno di un trattore per tirarla su………dopo circa 30 km si sente il ds della squadra che dice che sono rientrati in gara, ma soprattutto che doveva ringraziare la polizia al seguito della gara per aver dato una grande mano in momento veramente difficile.
Comunque, popolo che pedala………c’è una cosa che al Sud che non manca mai……tanta disponibilità e tanta considerazione per tutti i nostri atleti.


Rossella Dileo







Ciao a tutti popolo che pedala come ormai di consuetudine sono ancora io, Davide Orrico, che vi scrivo ... ma vi prometto che nei prossimi giorni convincerò quei pigroni dei miei compagni a raccontarvi le loro giornate :).
Come vi anticipavo ieri oggi si prospettava una tappa durissima e così è stato , un sali-scendi continuo e continui scatti che hanno reso la tappa ancora più dura.

Tutto inizia alla 11 nella città natale di Padre Pio ovvero Pietrelcina dove era posto il via di questa quarta giornata di corse ... Dopo lo schieramento suggestivo nel centro del paesino la tappa ha preso il via con un andatura molto soft (stranamente aggiungerei) e i primi scatti sono iniziati solo dopo 15 km circa, una bagarre esagerata tutti che provavano ad andare in fuga ed anticipare le montagne odierne ... Ci sono riusciti in pochi e tra loro c’ero anche io infatti dopo 30km di gara un drappello di 8 fuggitivi riesce a sganciarsi e tra loro ci sono anche io, guadagnamo subito un minuto di vantaggio che rimarrà invariato fino ai piedi della prima salita di oggi quando il gruppo trainato dai miei compagni di squadra ha iniziato a guadagnare.

La loro azione non è stata fatta per venirmi a riprendere bensì per cercare di scremare il gruppo ancora sostanzialmente compatto. Così dopo circa 10 km di salita dei 18 circa complessivi il gruppo tornava compatto e io mi mettevo a tirare e dare manforte ai miei compagni.
I km passano in fretta e siamo vicini al Gpm, il gruppo è ancora molto folto così il nostro Dico si mette a “menare” come sa fare solo lui e dietro la selezione è davvero netta, davanti rimaniamo in 35, corridore più o corridore meno, e siamo in 5 di noi, manca solo Ville che rimane di poco attardato e rientrerà più tardi e arriviamo a fondo valle con la situazione ancora instabile.

All’inseguimento del nostro gruppo c’è un altro gruppo di corridori rimasti attardati sul Gpm che intorno al km 95 riescono a rientrare e questo fa si che gli scatti rincomincino, per 30 km è un continuo scatti-controscatti fino a quello che deciderà la corsa (nella foto Rodella, Davide Orrico in azione).

14 atleti riescono ad avvantaggiarsi su un tratto di strada mangia e bevi senza un metro di pianura. Tra di loro c’è il nostro Zilio, il campione italiano Agostini e l’uomo di classifica della Danton Caparrini Anacona ... non a tutti stava bene questa fuga così a 20 km dall’arrivo gli atleti russi si mettono in testa al gruppo a forte andatura per cercare di ricucire il gap di 1’e35’’ ma sarà tutto vano visto che Agostini e Anacona riusciranno ad arrivare al santurio di Montecassino con 9” di vantaggio su un gruppetto con il nostro Locatellino.

Edo e Zilio purtroppo non sono riusciti a tenere le ruote dei migliori, ma fortunatamente sono riusciti a contenere i danni e il loro distacco non è troppo difficile da colmare visto che domani la tappa sarà ancora più dura visto che l’arrivo è posto sul Gran Sasso a Campo Imperatore

Speriamo vada tutto bene e che Stefano, Edo e Zilio riescano a dimostrare quello che valgono, mentre per quanto riguarda me, Dico e Ville cercheremo di spalleggiarli quanto più possibile.
Grazie come sempre a tutti coloro che ci seguono, cercherò di far scrivere i miei compagni così che anche voi possiate sapere cosa fanno e le loro sensazioni qui al GiroBio.

Davide Orrico

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