| 06/01/2011 | 12:46 Duecentomila euro. È la richiesta danni presentata all’Uci da Franco
Pellizotti, accusato di violazione del regolamento antidoping per
presunti valori anomali del sangue nel passaporto biologico e assolto
il 21 ottobre dal Tribunale nazionale antidoping. Una cifra che per il
momento tiene conto delle sole spese legali, dei costi delle perizie e
del danno psicologico derivato dal processo a carico del corridore
friulano. Ma la domanda di risarcimento, in caso di assoluzione
definitiva, potrebbe essere molto più alta, calcolando la perdita
derivante dal mancato guadagno dello stipendio di una stagione.
Mancato
guadagno Per quantificarla sarà preso come riferimento il prossimo
contratto di Pellizotti, che resta al palo (anche se per regolamento
può correre) ma avrebbe già trovato un accordo di massima per il 2011
con spagnola Movistar. In base all’ingaggio, non è azzardato ipotizzare
che la richiesta danni complessiva arriverebbe così a circa 800 mila
euro. La difesa di Pellizotti, guidata dall’avvocato Rocco Taminelli,
avrebbe anche proposto all’Uci una mediazione al Tas per dirimere la
questione. Con la disponibilità a rinunciare al risarcimento, se la
Federciclo mondiale rinunciasse a fare appello contro la sentenza del
Tna.
Ricorso Però l’orientamento sembra opposto. «A proposito di
passaporto biologico— fa sapere l’Uci —, quello di Pellizotti è un caso
ancora aperto, contrariamente a quanto si vorrebbe far credere. L’Uci
deciderà nei prossimi giorni (entro il 13) se fare appello al Tas
contro l’assoluzione pronunciata in Italia. Una decisione definitiva
non è ancora stata presa, ma l'orientamento, comprensibilmente, è
quello di andare avanti. Se intanto il corridore è senza squadra, non è
certo a causa dell’Uci, che non lo ha neppure mai sospeso, proprio
perché il regolamento del passaporto biologico non prevede questa
eventualità. Se la Liquigas non gli ha rinnovato il contratto e altre
squadre non lo hanno ingaggiato, l’unico responsabile è probabilmente
Pellizotti. Ed è assurda la teoria di Bugno, che ipotizza il ricatto
alle squadre da parte dell’Uci» .
da «La Gazzetta dello Sport» del 6 gennaio 2011 a firma Luigi Perna
Pellizzotti rimane al palo grazie alla chiarezza (ironico) delle norme vigenti. Nessuno vuol rischiare di ritrovardi in casa un gomitolo ingarbugliato!!!
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