LETTERA APERTA / Torri, il ciclismo e la rabbia di chi lo ama

| 07/10/2010 | 14:13
Riceviamo e pubblichiamo:

SE QUELLO CHE E’ STATO SCRITTO OGGI E’ QUELLO CHE SI PENSA VERAMENTE, ALLORA CHIUDIAMO IL CICLISMO

Ora basta!! Dopo anni e anni di mortificazioni siamo arrivati al culmine!!
Io sono una persona che ha dedicato tutta la mia vita a favore dello sport e soprattutto del ciclismo. Ho 59 anni, sono D.S. da 40 anni, ora presidente di una società sportiva giovanile locale che ha compiuto proprio quest’anno 50 anni. La nostra amministrazione per consacrare il nostro lavoro di tanti anni, contraddistinto da passione, sacrificio e tanta volontà, ci ha regalato uno stupedo circuito ciclistico protetto per l’attività di tutti i bambini del nostro comprensorio. Sono padre di due figli ciclisti, ora uno ha smesso, si sta dedicando alla preparazione degli atleti e laureando in Scienze motorie, l’altro è professionista da due anni.
Io e la mia famiglia abbiamo dedicato quasi tutto il nostro tempo libero alla promozione giovanile in questi 40 anni e lo facciamo tutt’ora, con grosse difficoltà economiche e di personale, inoltre da qualche anno subiamo umiliazioni per via dei casi, sempre più frequenti, di doping.
Ora leggo sulla prima pagina del più autorevole giornale sportivo italiano (La Gazzetta dello sport), che compro tutti i giorni, questo sfogo di colui che dovrebbe snidare i disonesti e salvaguardare l’immagine degli sportivi onesti (che per fortuna,a mio avviso, sono ancora la maggioranza) : “I CICLISTI SONO TUTTI DOPATI”. Non dice molti, non dice alcuni professionisti, non dice diversi cicloamatori, dice TUTTI!!!!  Allora questa è una grave offesa, un oltraggio a noi promotori dello sport, che lavoriamo e dedichiamo il nostro tempo libero ai giovani, è un grave insulto a tutti i ragazzi che amano questo sport e che sognano un domani di diventare professionisti e partecipare a un Giro d’Italia o a un Tour de France. E’ un affronto a tutti i genitori che fanno fare questo sport ai loro figli. E’ un’offesa a quelle migliaia di ciclisti che vanno in bici per divertimento, per rispettare l’ambiente, per scoprire paesaggi indimenticabili, scalare montagne suggestive per sfidare se stessi o mantenersi in salute e prevenire le malattie.
L’offesa arriva al mondo intero, perché:
se ci sono alcuni evasori, tutti evadiamo;
se ci sono dei ladri, tutti rubiamo;
se ci sono mafiosi, tutti siamo mafiosi;
se ci sono medici disonesti, tutti sono disonesti;
se ci sono magistrati disonesti, tutti sono disonesti;
se ci sono politici corrotti o disonesti, tutti sono disonesti;
se alcuni ragazzi che vanno in discoteca si drogano (le statistiche vedono percentuali molto alte), allora tutti i nostri figli si drogano;

In realtà questa è stata una grave affermazione di un uomo gettato nello sconforto da una difficoltà che non riesce più a combattere, una dichiarazione dettata più dalla rabbia di una battaglia, che lui, vede impossibile da vincere e che non è il doping nel ciclismo, ma il doping nello sport (del quale il ciclismo fa parte).
Una cosa però altrettanto grave, è che un giornale che ha fatto la sua storia col ciclismo, riporti in prima pagina, a caratteri cubitali: “Ciclisti tutti dopati”!!! Questa immagine rimarrà nella testa della gente per tutta la vita, il ciclismo sarà lo scandalo dello sport per molti anni, perché letta così, tra virgolette, è un’affermazione certa.
Perché allora, se la Gazzetta è veramente sportiva, non pubblica in grande, in prima pagina, quella statistica messa in piccolo alcuni mesi fa, quando riportò la classifica degli sport con la maggiore percentuale di atleti positivi rispetto ai controlli fatti, nella quale il ciclismo non era al 1° posto? Perché non scrive in grande anche lo sport primo in classifica? E gli altri con percentuali simili?
Se questo è il modo di combattere il doping, verranno altre giornate terrificanti come questa per il ciclismo, allora non resta che chiudere tutto e andarcene in vacanza a goderci la vita. Altrimenti, care istituzioni, direttori, cari dirigenti e politici, cominciate ad ascoltare anche la  gente onesta, quella gente che da anni fa promozione GRATUITAMENTE e ha in mano l’80% del patrimonio ciclistico, senza scopo di lucro, interessi personali e del famigerato business, che è quello che non guarda in faccia a nessuno pur di guadagnare.

Giandomenico Marangoni
Presidente Sc Cotignolese
Cotignola (Ra)


P.S. Se veramente amate il ciclismo avete l’obbligo di pubblicare anche la voce di quelli che da anni lottano per combattere il doping. Se nei prossimi due giorni non avrò riscontro di questa mia lettera, la invierò a tutte le testate giornalistiche italiane. Con la speranza che qualcuno la pubblichi.

Copyright © TBW
COMMENTI
CONCORDO PIENAMENTE!!!
7 ottobre 2010 18:09 raffaello
.....concordo pienamente con tutto quello scritto!!!!!! Complimenti!

7 ottobre 2010 18:51 ciceinge
Se veramente amate il ciclismo smettete di comprare e anche solo di leggere la Gazzetta dello Sport e tutti i giornali sportivi italiani, pieni zeppi solo e comunque di calcio

bravo
7 ottobre 2010 18:51 lupin3
Bravo Marangoni, tutti quelli che fanno ciclismo onestamente sono d'accordo con te. Mi sono commosso

complimenti
7 ottobre 2010 20:32 wanna
Bella lettera signor Marangoni

bellissimo
8 ottobre 2010 14:28 jarod
davvero molto bello e commovente. è lo sfogo di chi ama con tutto il cuore questo sport. il ciclismo ha bisogno di gente così!!!

....credici o no...
8 ottobre 2010 16:44 luca65
....sulla versione nuova di tuttobiciweb si fatica a leggere ma arrivato dove parli dei figli ho capito che non potevi essere che tu senza arrivare alla firma.Grande Domenico , un onore aver lavorato con te.
Siamo tanti ad esser daccordo e Noè e Pinotti ci han messo la faccia anche per i più giovani....qualcosina anche se piano muove....tranquillo non riusciranno a rubarcelo il ciclismo
un abbraccio
Luca Asteggiano

12 ottobre 2010 00:18 Iwish
Il ciclismo per me è sempre stata una scelta passionale e, per quanto io possa essere giovane, negli anni ho vissuto grandi gioie, provato emozioni che non si possono descrivere ma purtroppo anche avuto delle grosse delusioni...
I casi di doping purtroppo ora non colpiscono più, sembrano così “normali” che oramai non mi meraviglio più se mi dicono che amo uno sport di dopati. E questa è la delusione più grossa. Non stupirmi più.
Però se mi fermo a pensare a quello che ho vissuto sulla mia pelle, al trasporto che un sacco delle persone che conosco mettono nel tentativo di smentire queste dicerie e generalizzazioni, non a parole ma con i fatti e con l'impegno nel dedicarsi ai giovani io sento fortissimo che questo sport non potrà mai morire. Non ci sono capi della procura, quotidiani o malelingue che possano farmi cambiare idea riguardo a ciò.
Per questo ogni santo giorno mi auguro che la gente spinta da una passione così forte e così pura, come il Sig. Marangoni, continui sempre ad avere la voglia di insegnare che nella vita l'onestà prima o poi paga, senza avere cedimenti e non perdendo mai la voglia di lottare.
Io dal canto mio a queste persone esprimo tutta la mia gratitudine, perchè se domani sarò ancora lungo la strada a farmi coinvolgere dal passaggio del gruppo il merito sarà solo loro.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Mentre il mondo del ciclismo volge l'attenzione alla 109ª edizione del Giro d'Italia, la Tudor Pro Cycling è pronta a scrivere un altro capitolo della sua giovane e ambiziosa storia. Questa è la terza partecipazione del Team all'iconico Grande Giro...


Vittoria di Shari Bossuyt e cambio al vertice della classifica generale della Vuelta Espana Femenina 2026: la belga della AG Insurance - Soudal Team si è imposta alla conclusione dei 109 chilometri della La Lobios / San Cibrao das Viñas battendo...


A due mesi dall'inizio del Tour de France a Barcellona, ​​i capitani della Red Bull – BORA – hansgrohe Remco Evenepoel e Florian Lipowitz si preparano ad affrontare questa fase cruciale della preparazione con programmi mirati. Remco Evenepoel trascorrerà le...


A soli 22 anni Iris Aurora Pecorari sta riscrivendo i confini della Mountain Bike Orienteering italiana. Nel lungo weekend ungherese a Balatonfüred la giovane azzurra ha conquistato due titoli mondiali Under‑23 — nella Sprint e nella Long — e...


Per la 109ª edizione del Giro d'Italia, l'UAE Team Emirates-XRG punterà su Adam Yates come capitano di una squadra ambiziosa e altamente competitiva. Dall'ammiraglia, le indicazioni arriveranno dai direttori sportivi Fabio Baldato, Marco Marcato e Manuele Mori, mentre Yates metterà...


La Lidl-Trek ha annunciato oggi la sua formazione per il Giro d'Italia avvisando i rivali che sta "cucinando" un piatto davvero gustoso. Ai fornelli per l'edizione 109 ci saranno Jonathan Milan, che una volata dopo l'altra punterà alla conquista della...


Una squadra senza un leader designato per la classifica generale, ma con l’ambizione di essere protagonista praticamente in tutte le tappe grazie alla poliedricità dei suoi corridori: è la Alpecin Premier Tech che vedremo impegnata al Giro d’Italia numero 109....


ASSOS of Switzerland ed EF Pro Cycling svelano oggi la speciale capsule collection "Ride In Peace”, un kit in edizione limitata progettato per il Giro d’Italia 2026. Ogni anno, la EF Pro Cycling abbandona notoriamente il suo tradizionale rosa per...


Tadej Pogacar ha dominato la scena al Giro di Romandia vincendo la classifica finale e quattro tappe sulle sei disputate (prologo compreso). Un poker che nella storia di questa corsa era riuscito solo allo svizzero Ferdi Kubler nel 1951. Il...


La XDS Astana ha ufficializzato la sua formazione per il Giro d'Italia, con cinque corridori italiani. C'è Davide Ballerini, che con un grande sprint in Turchia ha ritrovato il successo. A proposito di volate, dopo tanti successi nelle maggiori gare...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024