Bettini a tutto campo: «Le bici elettriche? Non è più ciclismo»

| 03/09/2010 | 10:05
Paolo Bettini, dal 23 giugno ct del ciclismo azzurro, fra un mese esatto guiderà l’Italia al Mondiale di Melbourne.

Bettini, come si sta in ammiraglia?
«Mi entusiasma, ma è anche una gatta da pelare. Tanti problemi, e non tutti tecnici. Non pensavo».

Pentito?
«Direi stupito, anche di aver accettato. Non sono molto diplomatico, dote importantissima invece per un ct. E dopo le mie vittorie da corridore avevo tutto da perdere».

A complicare le cose ci sono stati i problemi col fisco e l’incompatibilità tra sponsor personali e federali.
«Col fisco tutto sistemato: il caso simile di Cipollini ha fatto giurisprudenza e accelerato le procedure. Con i miei sponsor invece ci ho rimesso un sacco di soldi e mi spiace aver messo nei guai i marchi che puntavano su di me».

Ma allora chi gliel’ha fatto fare?
«Ero molto amico di Ballerini (l’ex ct, morto in un incidente lo scorso 7 febbraio, ndr), ma a lui avevo detto che non avrei mai potuto ricoprire il suo ruolo. Dopo la sua tragica scomparsa, invece, molti me l’hanno chiesto e mi sono sentito quasi obbligato. Però a certe condizioni».

Quali?
«Intanto non sono responsabile di tutte le Nazionali, com’era Franco, inoltre l’accordo è solo per il 2010».

Pensa già di mollare?
«Mi sento un traghettatore, non so se sono capace di fare il ct. Comunque ne riparleremo a fine Mondiale. Intanto voglio vedere che cosa mi dimostreranno i ragazzi e se riuscirò a ricreare “la squadra”, un gruppo che lotta unito, con corridori fedeli alle consegne. Se mai si ripetesse il tradimento di Lisbona 2001, lascerei subito».

E se invece l’Italia tornerà sul trono iridato dopo gli ori nel 2006 e 2007 con lei e nel 2008 con Ballan?
«Per ora non penso al podio ma al cuore dei corridori: conta più di qualsiasi medaglia».

Ha già chiara in testa la sua Nazionale?
«No, perché ho avuto pochi segnali. I gregari ci sono, gente come Tonti, Tosatto o Bruseghin. Come mezza punta vedo bene Paolini (potrebbe essere il regista, ndr). Poi mi piace molto Oss, gran bel corridore. Ma i big dove sono?».

Già, dove sono?
«Per il naso non mi prende nessuno. “Vedrai, il 3 ottobre sarò pronto” dicono molti. Voglio dei fatti adesso».

Pozzato, Visconti, Cunego, Nibali, Petacchi, Bennati?
«Pozzato può essere un leader, ma deve dimostrarlo. Idem Visconti che però ha corso tanto: reggerà fino al 3 ottobre? Anche Cunego è stanco, paga Giro e Tour. Nibali invece ha in testa la Vuelta. Bennati e Petacchi? Chiedo garanzie».

Paolini è ancora sotto inchiesta per vicende di doping: non è un rischio portarlo in Nazionale?
«È una vecchia vicenda che non lo riguarda direttamente. Anche per il Coni non ci sono problemi».

I corridori italiani non vincono una grande classica dal Lombardia 2008: sono diventati brocchi o certi stranieri vanno troppo forte?
«Io non penso subito al doping per spiegare certe vittorie. E non mi piacciono i pentiti, come Landis su Armstrong, che sputano nel piatto in cui hanno mangiato».

Ora c’è anche il doping tecnologico: le bici a batteria.
«Significa almeno che il doping umano è alla frutta e che i controlli funzionano. Ma se venissi a sapere di essere stato battuto da un corridore con la bici a motore, sarei ancora più incavolato che se avessi perso da un dopato».

E perché?
«Perché nel nostro mondo purtroppo il doping c’è sempre stato, ma usare una bici truccata non è più ciclismo».

da «La Stampa» del 3 settembre a firma Giorgio Viberti
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COMMENTI
Domanda banale per il sito
3 settembre 2010 10:52 FrancoBui
Ma è giusto "copiare e incollare" integralmente degli articoli da quotidiani in vendita, come fa puntualmente tuttobiciweb, alla faccia degli editori e di chi paga per leggere gli articoli? A me sembra ingiusto e scorretto. E io che ho comprato la Stampa stamattina?

IL DOPING : SEMPRE STATO E SEMPRE CI SARA' ?
3 settembre 2010 12:15 renzobarde
La logica di Bettini indica una mentalità inaccettabile. La sua confessione sul DOPING SEMPITERNO PREOCCUPA, ma la RASSEGNAZIONE a non combatterlo e tollerarlo sconvolge ! Il trucco della bicicletta è gravissimo ed antisportivo, ma paradossalmente bisogna dire che NON lede la salute degli atleti ! Il doping mina e FA MORIRE GLI ATLTI . Non lo sa il Bettini o non lo vuol sapere ? Riflettiamo sportivi : mi appello agli SPORTIVI VERI DEL CICLISMO VERO e PULITO. Renzo Bardelli-Pistoia

bardelli
3 settembre 2010 16:29 claudino
torna dove sei stato fino adesso! bettini che non ha peli sulla lingua ha detto la verita.

E' giusto pubblicare articoli di giornali?
3 settembre 2010 16:42 mdesanctis
Si. Lo fa Dagospia e, come lui, tanti altri. Perché non può farlo Tuttobici?
mdesanctis

Caro Claudino....
3 settembre 2010 18:02 renzobarde
...certo che Bettini ha detto la verità ! Ovvero : il doping c'è sempre stato !? Ma ANCHE lui cosa ha fatto per COMBATTERLO e non renderlo PERICOLOSO e spesso LETALE per la vita dei corridori ? La bici elettrica è un'assurdità se , come si è accertato da parte di Michele Bufalino e Davide Cassani, è stata utilizzata in gara per truccare la corsa , anzi chissà quante gare ! Ma se truccare le gare è grave e criminale, DOPARSI è GRAVE, CRIMINALE e LESIVO DELLA SALUTE. E chi sa che il doping C'E' SEMPRE STATO ( praticamente un'autoconfessione), ci dica cosa ha fatto per combatterlo e cosa intende fare d'ora in avanti. Chiaro, caro Claudino ? Renzo Bardelli

Bel ragionamento!
3 settembre 2010 20:17 FrancoBui
Quindi, stando al nostro desantis, la cosa funziona così. Io stamattina ho comprato una bistecca (leggi Gazzetta o Stampa ) al supermercato, pagandola. Un altra persona ha rubato delle bistecche dallo stesso supermercato e le regala ai passanti. Questo è legale? Ma non c'è scritto "riproduzione riservata" sugli articoli? Ma lo fa Dagospia. Ah, certo!

Inserire questo dibattito su "L'ARENA"
4 settembre 2010 09:24 renzobarde
......perchè l'affermazione di Bettini che "IL DOPING C'E' SEMPRE STATO" esige approfondimenti e dibattiti VERI perchè, PRESSO ATTO DI QUESTA INFAME VERITA'; occorre porvi rimedio e dilatare al massimo il confronto, magari tra persone che non si nascondano dietro l'anonimato . Renzo Bardelli

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