Sella, l'impresa che entusiasma il Giro

| 20/05/2004 | 00:00
Il Giro d'Italia continua stupire, ma soprattutto continua a piacere. Ad entusiasmare i tifosi oggi è stata l'impresa realizzata da Emanuele Sella, ventitreenne vicentino della Panaria Fiordo, l'uomo più leggero del Giro (è uno scricciolo di appena 50 chili di peso): appena sono iniziate le difficili colline dell'entroterra romagnolo, Sella ha sferrato il suo attacco, è uscito dal gruppo insieme ad altri temerari per portarsi sui resti del plotoncino che aveva animato con una lunga fuga la prima parte della tappa. Appena raggiunti i fuggitivi, Sella è ripartito, scattando in salita e lanciandosi a tutta nelle discese. Proprio in una curva in discesa la sua corsa avrebbe potuto anche finire: abbordata una curva a velocità troppo elevata, infatti, Sella è finito nel prato ma come una molla è subito risalito in sella, riprendendo a macinare chilometri. Per un lungo tratto è stato anche maglia rosa virtuale, poi ha faticato come un dannato sulle ultime due asperità della giornata, con i muscoli ormai ricolmi di acido lattico, ma non ha mollato, ha spinto fino alla fine coronando un' impresa davvero straordinaria. Vincere con tanta autorità una tappa al primo Giro d'Italia, per un neoprofessionista è davvero una prova di forza e di classe non comune, ancor più pensando che il buon Sella non si è misurato sul suo terreno naturale che resta la salita pura. Il ciclismo italiano ha scoperto un volto nuovo ed è bello, per tutti i tifosi, aspettarlo sin da ora sulle grandi montagne, sulle sue salite, con la certezza che Sella sarà lì davanti. «Non ci credo, non ci credo, non ci posso credere» ha ripetuto il ragazzino sul traguardo di Cesena, abbracciato da tutti, accarezzato e coccolato da quelli della Panaria, festeggiato da una folla immensa, che le autorità hanno calcolato in almeno centomila persone appostate lungo gli ultimi chilometri della corsa. "Negli ultimi 50 chilometri non si poteva credere: la gente incitava me ma io pensavo a quando su queste strade passava Pantani. All'inizio pensavo solo di movimentare la gara. Non mi rendo conto di averlo fatto - dice ancora Sella trattenendo le lacrime - arrivare a Cesena e trovare i cartelli che inneggiavano a Pantani mi sembrava di essere lui». E a chi gli ha chiesto se la sua vittoria odierna e la maglia rosa di Damiano Cuneo, anche lui poco più che 23enne voglia significare un nuovo ritorno di giovani al giro, Sella ha risposto: "Dopo un po' di anni c'è sempre una nuova generazione di ciclisti. Qualche anno fa andavano molto forte quelli del 70, '71, '72, oggi ci siamo noi dell'80, dell'81. Questo è molto bello. Per questo ciclismo ci vogliono giovani". Alle spalle di Sella e degli ultimi contrattaccanti, corsa nella corsa quella dei grandi del Giro con due segnali importanti e, a loro modo, inquietanti: per la prima volta la Saeco non ha fornito la solita prova di compattezza, anzi a lungo Cunego e Simoni hanno dovuto arrangiarsi da soli; di contro, Stefano Garzelli è andato ancora una volta in crisi, piegato dal ritmo imposto in salita da Simoni, costretto a due affannosi recuperi, completamente abbandonato da una squadra gestita in maniera perlomeno bizzarra, con i migliori scalatori - Mason e Zampieri - lanciati entrambi all'attacco, forse per essere trampolino di un'azione che non è mai arrivata. Scricchiola, Garzelli, e con l'avvicinarsi delle montagne la situazione per lui si fa sempre più difficile. Ricapitolando, l'ordine d'arrivo ha visto Sella in trionfo con 30 secondi su Moreni, Zampieri, Hamburger, Lobato, Garate e Vila, mentre a 49 secondi il gruppo dei migliori è stato regolato da Moos, Cunego e Popovych. Tra gli uomini d'alta classifica, l'unico a “saltare” è stato Eddy Mazzoleni. Con Cunego in rosa e Petacchi in maglia ciclamino, novità nelle due altre classifiche: il tedesco Wegmann è finalmente diventato il padrone effettivo della maglia verde (fino ad oggi indossata in vece di Cunego) mentre il colombiano Marlon Perez Arango è il nuovo leader della classifica dell'Intergiro. Domani, dodicesima tappa, Cesena-Treviso di 210 chilometri: un paio di cavalcavia sull'autostrada e nulla più da segnalare, per una nuova puntata della «sfida a Petacchi».
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