RosaCittiglio aspetta la Coppa del Mondo

| 12/12/2009 | 12:58

Esattamente un anno fa nasceva Rosacittiglio, il periodico della Cycling
Sport Promotion che vi racconta gioie e virtù del trofeo Alfredo Binda, in
programma l'ultima domenica del mese di marzo. La gara inaugura la Coppa del
Mondo indetta dall'Unione Ciclistica internazionale e costitusce il primo
importante appuntamento del calendario internazionale rosa.

Da queste pagine vi raccontiamo dunque gli aspetti che caratterizzano la
gara di Cittiglio, dal percorso, alle patecipanti, alle iniziative
collaterali. Vi illustriamo in definitiva un format che viene preso a
modello dagli altri organizzatori della Coppa del Mondo che riconoscono nel
trofeo Binda le caratteristiche di un vero e proprio evento capace di
coinvolgere tutte le migliori istanze del territorio.

La gara si svolge in un contesto ambientale che testimonia oltre cento anni
di grande ciclismo, di campioni ineguagliabili, di corse leggendarie e di un
tessuto sociale nel quale ancora oggi la bicicletta ricopre un ruolo
importante. Gli irrefrenabili organizzatori di Cittiglio vanno però oltre la
tradizione, esaltando le virtù sportive dela Provincia di Varese proponendo
al pubblico un palcoscenico di altissima qualità e in un contesto di forte
spessore culturale. Aspetti che non lasciano indifferenti i media e
soprattutto la Rai, che ha sempre dedicato una vetrina importante al trofeo
Alfredo Binda.

Rosacittiglio riparte con l'immagine del successo 2009 di Marianne Vos,
l'olandese volante capace di recitare il ruolo di regina in tutte le
discipline del ciclismo. Da marzo scorso e da quel successo così netto, che
per la nona volta di seguito ha cancellato i sogni delle atlete italiane,
qualcosa però è cambiato. Per la prima volta dopo tanti anni, infatti, c'è
la consapevolezza che nel 2010 le atlete italiano potranno proporsi di nuovo
per il successo assoluto. Rosacittiglio vi racconterà anche questo; le forti
emozioni che vivono le protagoniste in attesa di prendere il via al trofeo
Alfredo Binda.


CITTIGLIO, IL MITO DI ALFREDO BINDA

Sulle strade del campione più grande si corre la gara femminile

organizzata da Mario Minervino



Cittiglio, pochi chilometri a nord di Varese, è un paese piccolo, eppure
conosciuto perché ha dato i natali al più grande campione che l'Italia abbia
regalato al ciclismo mondiale: Alfredo Binda. Nato nel 1902 e scomparso nel
1986, lanciato da un commerciante di biciclette italiano in Francia (a Nizza
Binda collaborava con zio e fratello stuccatori), fu ingaggiato dalla
Legnano del mitico Eberardo Pavesi per dodicimila lire di stipendio annuo.
Debuttò ad alto livello nel Giro d'Italia del 1925, in teoria gregario, nei
fatti libero di prendere iniziative: si dimostrò talmente ispirato da
vincere la corsa rosa tra lo stupore dei tifosi. Fu l'abbrivio di una
carriera ineguagliabile, fatta di 5 Giri come Coppi e Merckx (più uno... ad
honorem: nel 1930 gli organizzatori lo pagarono per restare a casa), 3
titoli mondiali, 4 campionati italiani, 2 Milano-Sanremo, 41 tappe del Giro
e 2 del Tour (purtroppo ne disputò uno solo, per motivi di sponsor), più
mille altri trofei che stanno stretti in una bacheca pazzesca. Si ritirò nel
'36 dopo un rovinoso capitombolo alla Sanremo. A guerra finita divenne ct
della nazionale, riuscendo a far coesistere due galli come Bartali e Coppi:
portò in Italia quattro maglie gialle (Bartali, due volte Coppi, Nencini) e
due iridate (Coppi e Baldini). Furono lui e Gianni Brera a introdurre nel
mondo del pedale il concetto di ammiraglia. Un campione straordinario,
amatissimo ovunque, America compresa: il suo mito spopolò nell'era
pre-televisiva, figurarsi che icona sarebbe stato se si fosse giovato dei
media odierni.



Cittiglio ricorda "il Binda" con un museo dei cimeli che, situato nel centro
del paese, ha appena superato quota 30mila visitatori, e con la gara
femminile a lui intitolata, che si appresta a spegnere la 35ª candelina.
Quella in programma il 28 marzo 2010 sarà la 12ª edizione dalla rinascita
del 1999, la terza sotto le insegne della Coppa del Mondo. La sua storia,
ricca di aneddoti e di grandi nomi, rende il Trofeo Binda una manifestazione
unica nel panorama italiano e internazionale. Sono lontani gli esordi del
1974: in quell'anno la lecchese Giuseppina Micheloni, ottima atleta che fu
azzurra e tricolore, inaugurò l'albo d'oro della corsa cittigliese, partita
col modesto rango di prova regionale ma subito appetita dalle grandi firme
del ciclismo femminile dell'epoca. Tra le vincitrici dei tempi pionieristici
figura anche la formidabile Maria Canins; negli anni '90 si imposero sul
traguardo di via Valcuvia talenti come Fabiana Luperini e Valeria
Cappellotto.



La prima vita del Binda si chiuse nel '96. Dopo due anni di stop, nel '99 il
comune di Cittiglio incaricò Mario Minervino di far risorgere la corsa.
Detto fatto: divenne gara nazionale e poi internazionale, incoronando
puntualmente fuoriclasse assolute e acquisendo un profilo di primo piano.
Dal 2008, persa la Sanremo donne, l'Uci ha designato il Trofeo Binda come
unica prova italiana di Coppa del Mondo, manifestazione inferiore solo a
Olimpiadi e Mondiali per fascino e prestigio. È insomma la gara più
importante del calendario italiano e si corre proprio sulle strade care ad
Alfredo Binda, che quando non gareggiava in giro per il mondo soleva uscire
in bici col fratello Albino, ingoiando chilometri sugli stessi saliscendi
silvestri della Valcuvia che impegnano le campionesse di oggi.



L'annuale festa del Trofeo Binda, che si è progressivamente sganciata
dall'iniziale collocazione a Pasquetta per brillare di luce propria, è anche
l'abbraccio di una terra che trasuda passione per le due ruote. Cittiglio e
l'intero Varesotto partecipano con calore all'evento, il coinvolgimento
delle scuole assicura la diffusione attraverso lo sport di messaggi
educativi alle nuove generazioni. L'edizione 2010, poi, avrà una grande
novità: un percorso inedito, con l'atteso sbocco sul vicino lago Maggiore.
Partenza e arrivo saranno sempre nella collaudata cornice del centro di
Cittiglio, ma per la prima volta si raggiungerà Luino: segno che la fama
della corsa cittigliese è riconosciuta come veicolo promozionale e
turistico. Nella città di Piero Chiara il plotone coprirà due giri di uno
spettacolare circuito cittadino, prima di andarsi a giocare la vittoria
sulla decisiva salita di Orino: un'erta che sta al Binda come il Cauberg
all'Amstel, lo Jaizkibel a San Sebastian, il muro di Huy alla Freccia
Vallone, il Grammont al Fiandre, il Ghisallo al Lombardia, il Mortirolo al
Giro, l'Alpe d'Huez al Tour.



Su questo tracciato non si può bleffare: prova ne sia che dal '99 a oggi
hanno trionfato cinque volte atlete che hanno vestito la maglia iridata
(Ziliute, doppia Cooke, Schleicher, Vos), un'olimpionica (la stessa Cooke),
quattro vincitrici di Giro e/o Tour (Luperini, Cooke, Brändli, Pooley),
quattro regine di Coppa del Mondo (Ziliute, Wood, Cooke, Vos). Un albo d'oro
sontuoso che attende un nuovo grande nome: la lunga marcia verso
l'appuntamento del 28 marzo è già cominciata, con la certezza che sarà
un'altra giornata memorabile.




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