Il team Amica Chips replica a Simone Mori

| 07/06/2009 | 18:17
Dopo la lettera aperta di Simone Mori inviata oggi a tuttobiciweb.it, immediata la replica dei vertici della Aeronautica Militare Amica Chips. Ecco la lettera che ci hanno inviato:

«La libertà di parola e di pensiero sono diritti inviolabili, lungi da noi quindi voler replicare ai commenti che la destituzione del signor Mori e la sospensione della squadra da parte dell’UCI, hanno provocato e continueranno, inevitabilmente, a provocare anche perché chi commenta lo fa non avendo cognizione effettiva di come i fatti si siano svolti. Riteniamo, invece, doveroso e opportuno agire e precisare quando a intervenire è una persona che dovrebbe essere ben consapevole della situazione che ha generato nella squadra.

Il risultato della ”abile gestione” di Simone Mori è sotto gli occhi di tutti e si commenta da solo. Non si è mai inteso gettare fango su Mori ma solo rappresentare l’amara realtà in cui egli ha trascinato l’intera squadra dimostrando in ciò e solo in ciò purtroppo, abilità di vera e assoluta eccellenza.

La condotta e le azioni compiute da Mori sono deprecabili sotto l’aspetto professionale ma ancor più sotto il profilo etico, perché è proprio grazie a tali comportamenti che nessuno crede possano esserci corridori e manager disposti ad anteporre l’interesse e il bene della squadra al proprio personale ed è grazie a simili condotte che nell’opinione pubblica sorgono dubbi e perplessità sull’intero mondo del ciclismo.

Da quando si è affrontata la situazione economico-finanziaria lasciataci in eredità è apparso subito chiaro che l’unica possibilità per risalire la china era predisporre un piano di interventi credibile e chiaro, che procedesse di pari passo con un comune impegno di intenti e sacrifici.

Per domani è stata convocata un’assemblea della squadra in occasione della quale il piano sarà esposto, assemblea alla quale lo stesso signor Mori è stato invitato a mezzo telegramma.

In tale occasione renderemo pubbliche e divulgheremo a tutto il personale, dai corridori allo staff e anche agli organi competenti tutto quanto è stato operato e sottoscritto dal signor Mori nel corso della sua attività di Team manager. Saranno gli organi competenti a valutare se la sua condotta sia stata o no scrupolosa e corretta. Non temiamo la sua presenza e rispettiamo il diritto alla replica, cogliamo perciò l’occasione di utilizzare le pagine di tuttobiciweb per invitarlo a essere presente, perché praticamente a oggi si è sempre reso irreperibile.

L’appoggio e la fiducia che tutto il Team, dai corridori fino a ogni singolo elemento dello staff, ha riposto nel nuovo Team manager e nel direttore sportivo Giuseppe Martinelli - che non ha mai pensato di entrare a far parte di questo ambizioso progetto con la stessa superficialità e azzardo con cui si fa una “scommessa su una corsa di cavalli” – sono di conforto sufficiente, al di là delle critiche e dei commenti, per motivarci ad andare avanti. Per continuare a perseguire il nostro piano di salvataggio e permettere nel più breve lasso di tempo, nell’interesse dei nostri ragazzi, che la sospensione da parte dell’UCI sia revocata.

L’unico errore commesso dal Team - se così può definirsi il fatto di aver creduto in una persona alla quale ci legava un rapporto di collaborazione e amicizia - è stato quello di aver accordato fiducia e stima a chi non la meritava, operando una gestione incauta e priva di diligenza.

La scelta di determinati corridori da parte di Giuseppe Martinelli è stata fatta secondo criteri ponderati sia per quanto attiene il numero che la selezione e non si sarebbero verificate “falle economiche” se chi aveva il compito specifico di curare l’aspetto finanziario, avesse operato con coscienziosità nell’esclusivo interesse del Team, che purtroppo subisce gli effetti negativi di una situazione di cui non ha alcuna responsabilità.

Proseguiremo sulla strada intrapresa non lasciandoci abbattere da questa spiacevole vicenda, nella quale nostro malgrado siamo stati coinvolti, avendo in animo un unico obiettivo, restituire serenità e sicurezza a tutti i nostri dipendenti, per ritornare al più presto a fare quello per cui con passione abbiamo avviato questo progetto: praticare solo e soltanto vero ciclismo.

Gli antichi latini dicevano “Voi suonerete le vostre trombe e noi suoneremo le nostre campane”, non abbiamo timore dei preavvertimenti di Mori, aspettiamo di sentire le sue trombe per suonare le nostre campane.

Anzi, lo aspettiamo domani in occasione dell’assemblea, dato che asserisce di “Avere un piano di salvataggio della squadra necessario ed opportuno per ridare la dovuta fiducia ai corridori e al personale del Team attraverso l’ingresso di nuovi sponsor”.

Caro Mori ti chiediamo soltanto per amore di chiarezza, di spiegare magari utilizzando le pagine di tuttobiciweb se ti è più congeniale, cosa intendi dire quando parli di “ingresso di nuovi sponsor” ma di spiegarlo a chiare lettere».

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COMMENTI
Amica...
7 giugno 2009 23:21 warrior
Potreste sforzarvi tutti a parlare un linguaggio meno iniziatico ma comprensibile anche a noi. Grazie e comunque auguri perchè una squadra in più è ricchezza per tutto il movimento. Troppe squadre negli anni sono scomparse inspiegabilmente senza che si sia capito molto. Se non sbaglio anni fa anche una che aveva appena vinto il Giro!

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