Savio: cambiare le regole di partecipazione alle grandi corse

| 23/04/2009 | 19:09
I meccanici della Diquigiovanni Androni erano già al lavoro questa mattina presto: Davide Rebellin & Co hanno deciso di andare fare la ricognizione degli ultimi 90 chilometri del percorso della Liegi-Bastogne-Liegi.  Intanto, nell’hotel della sua squadra, Gianni Savio, il team manager è sorridente. Ha appena rivisto le immagini dell’arrivo della 73a Freccia Vallone.
«La vittoria di Rebellin è stata veramente magnifica. Il modo con cui si è imposto è fantastico. Lavorare con questo corridore è un onore: Davide è un professionista esemplare e molto corretto. Quando è venuto da noi, non ha preteso soldi: ci ha chiesto una buona squadra e di trovare un buon ambiente. Mi ha anche chiesto di portare con lui il suo medico personale, il dottor Peruzzi e anche il suo osteopata».
Per domenica è certa la defezione di Luca Solari, bloccato da un problema alla caviglia. Ma dopo le prestazioni di Serpa e Scarponi alla Freccia, Savio si mostra sereno.
«Serpa è un corridore promettente, anche se  non è ancora al livello di Rebellin o di Scarponi. Per quest’ultimo, sono felice di avergli dato una seconda opportunità dopo il suo coinvolgimento nell’affare Puerto. Michele lavora bene per la squadra e sa sfruttare le sue occasioni, come ha fatto alla Tirreno».
Nella Diquigiovanni Androni c’è un altro giovane promettente, Francesco Ginanni.
«È  un corridore con grande potenzialità, ma dobbiamo lasciarlo crescere con calma. Francesco deve ancora imparare molto».
L’uomo con i baffi d'argento non si sottrae a nessuna domanda, nemmeno a quelle che riguardano il meccanismo di adesione alle corse più importanti. La sua Diquigiovanni Androni, per poter correre, ha dovuto attendere la «wild card».
«Dobbiamo trovare un altro sistema e a questo proposito dovrebbe esserci una riunione sabato prima della Liegi. A mio parere, il sistema Pro Tour dovrebbe funzionare secondo parametri sportivi e non con l’acquisto di una licenza. Ci sono squadre Pro Tour che partecipano alle corse e non vanno nelle fughe, non fanno nulla e dimenticano che il ciclismo è soprattutto uno spettacolo…».
Poi per concludere, Gianni Savio parla di Gilberto Simoni.
«Lui sarà il nostro uomo di punta per il Giro. È un campione e se continua a correre, lo fa per centrare grandi risultati, non per fare la comparsa. Ha un carattere vincente e con lui, devi essere chiaro e corretto. Se non otterrà un grande risultato al Giro del Centenario, probabilmente si ritirerà».

Jerome Christiaens

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