Il ritorno alle corse di Aristide Ratti

| 07/04/2009 | 11:53
Aristide Ratti è tornato ufficialmente ad essere un corridore per la gioia sua e di tutto il team Carmiooro A Style. L’atleta di Rogeno (Lc) si era infatti sottoposto, lo scorso 5 dicembre, ad un delicato intervento chirurgico all’arteria iliaca nella clinica Edward Herriot di Lione eseguito dal primario Prof. Chévalier. Da allora una lunga e paziente riabilitazione.
Ratti ha ripreso a gareggiare venerdì in Francia alla Route Adelie. Pur non avendo terminato la prova per il lecchese si è trattato di un momento emozionante che gli ha lasciato delle ottime sensazioni. «Innanzitutto ho rimesso il numero sulla schiena - ha raccontato il ciclista al suo rientro in Italia - e questo vuol dire tornare alla normalità di atleta. Era da tanto tempo che sognavo il rientro. Non ho finito la gara, è vero, mi sono fermato dopo 120 km per un dolore al piede destro. Quello che mi ha sorpreso è stato il fatto di aver fatto meglio di molti ciclisti più allenati che si sono staccati ben prima di me. Personalmente devo affermare di aver patito i cambi di ritmo in corsa, ma la cosa era stata prevista dai miei tecnici».
Per Ratti nei mesi scorsi un lungo recupero che non è ancora ultimato al 100% ma che permette ora al corridore di riproporsi ad alti livelli. «Da alcuni anni soffrivo di un dolore alla gamba che sotto sforzo diventava fortissimo e limitava il mio rendimento. Grazie all’interessamento del mio team, la Carmiooro A Style, ho potuto contare sulla consulenza di specialisti di alto livello che mi hanno assistito in tutto questo periodo pre e post operatorio. La società, con Lorenzo Di Silvestro e Natale Bellotti in particolare, mi è stata molto vicina e se sono tornato ad esser un ciclista lo devo soprattutto a loro che da sempre credono in me».
Ratti non nasconde ora le ambizioni personali. «Con l’arrivo del caldo verrà il mio periodo di forma migliore e spero di essere protagonista nelle corse più dure del calendario. Ho ancora parecchio da lavorare ma il peggio è alle spalle. Ricordo le prime volte in cui ho ripreso la bici, a fine febbraio, e in salita facevo una fatica incredibile. A questo si aggiungeva anche una certa paura nel forzare con la gamba operata. Tutto questo è ora superato guardo avanti con fiducia ed una grinta tutta nuova».

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