Testimonianze importanti stanno arrivando dalla Picnic-PostNL. Non si tratta di voci di corridoio ma di accuse da parte di 71 persone, che avrebbero affermato: «Si viveva in un clima di paura». E l’ex corridore Tusveld: «Pensai di farmi del male».
Un ambiente di lavoro descritto come tossico, segnato dalla paura e da regole rigide. È il quadro emerso da un’inchiesta dei media olandesi NOS e In De Waaier sul team ciclistico Picnic-PostNL, formazione che milita nel WorldTour. Nei mesi scorsi, i giornalisti hanno raccolto le testimonianze di 71 persone, tra dipendenti attuali ed ex collaboratori, inclusi corridori e allenatori.
Tra loro c’è Martijn Tusveld, che ha lasciato il ciclismo professionistico nel 2025. Dopo aver corso per la squadra fino al 2024, il trentatreenne olandese racconta di aver iniziato a temere le conseguenze delle proprie parole dopo aver criticato le tattiche del team durante il Giro d’Italia 2020. La squadra, riferisce, lo accusò di contribuire a un’«atmosfera negativa». «Ho iniziato ad avere paura», ha raccontato a NOS. «Ho pensato: starò zitto e dirò di sì a tutto». Tusveld dice di aver adottato quell’atteggiamento per gli anni successivi e rivela di aver avuto anche pensieri di autolesionismo.
Le altre testimonianze raccolte descrivono un ambiente in cui il dissenso sarebbe stato scoraggiato e la collaborazione tra corridori e allenatori limitata. Un ex corridore parla di una sorta di «tirannia». Adriaan Helmantel, ex allenatore che ha lavorato anche con Tom Dumoulin, sostiene che ai tecnici non fosse più consentito confrontarsi liberamente tra loro o con gli atleti. «È diventata una dittatura», afferma.
Secondo Helmantel, la squadra temeva che un rapporto stretto tra allenatore e corridore potesse sottrarre controllo alla struttura. Le testimonianze delineano così un modello poco incline a percorsi individuali, in cui gli atleti avrebbero dovuto attenersi a regole comuni e rigide. NOS e In De Waaier hanno chiesto un commento al team manager Iwan Spekenbrink, che ha scelto di non rilasciare dichiarazioni sulle accuse.
La vicenda arriva mentre la squadra attraversa una stagione sportiva difficile: il bilancio è di tre vittorie vale dire la quinta tappa del Giro di Turchia conquistata da Casper van Uden, la Parigi-Chauny vinta da Pavel Bittner e la seconda tappa del Giro del Guangxi, firmata da Frits Biesterbos. Nel ranking UCI, la formazione è scivolata al 30° posto.