C'è aria di grande soddisfazione in casa Italia per l'argento conquistato dal quartetto maschile dell'inseguimento: un risultato prestigioso, un bel passo compiuto per iniziare nel migliore dei modi il cammino che porta a Los Angeles 2028.
Il primo ad intervenire è Jonathan Milan: «L'obiettivo è stato raggiunto, anche se quando si scende in gara si punta sempre al gradino più alto del podio. Abbiamo tanto su cui lavorare, ma questo è un buon punto di partenza. Sapevamo di doverci misurare con i danesi che hanno dimostrato ancora una volta di essere i più forti, ma andiamo a casa con un bel secondo posto e con la consapevolezza di quello che dobbiamo fare per continuare a migliorare».
Accanto a lui l'esordiente del gruppo, vale a dire Alessio Magagnotti: «Alla vigilia di questa trasferta non mi aspettavo certo di arrivare alla finale, anche perché abbiamo provato meno di altre nazioni, visto che siamo tutti stradisti. Penso che in questo torneo abbiamo fatto il massimo e applaudiamo la Danimarca che è stata nettamente più forte».
Infine, ecco l'analisi del ct Dino Salvoldi: «È un risultato giusto che rende merito ai più forti di tutto il torneo, è il loro quarto titolo consecutivo e solo questo basta a spiegare tante cose. Noi arriviamo a questi eventi da un percorso molto diverso da quello dei nostri competitor, dobbiamo migliorare ma questo è un gran bel punto di partenza. Se me lo avessero chiesto alla vigilia, avrei firmato per l’argento senza pensarci un momento. Direi che pensando alle Olimpiadi siamo partiti con il piede giusto, ma sto già pensando al 2027 per migliorare e dove dobbiamo lavorare».
E ancora: «È molto più difficile per noi mantenere un livello di rendimento alto durante la stagione e qualificarci per le Olimpiadi che preparare un singolo evento, per questo dico che sarebbe sbagliato prendere il gap con la Danimarca - che oggi è stato di 5 secondi - come punto di riferimento. Qui abbiamo conquistato punti importanti in vista di Los Angeles, sappiamo che il percorso è lungo e difficile Magagnotti? Dobbiamo innovare e innestare, pensando al domani. Nello specifico, dico che Alessio non è nemmeno arrivato al meglio delle sue potenzialità, che io conosco molto bene, quindi senz'altro può fare ancora meglio. Quanto agli altri ragazzi che hanno fatto bene a livello giovanile, dobbiamo essere bravi a metterli nelle condizioni di diventare grandi».
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