THE NOS INVESTIGATION: PICNIC POSTNL, WHERE A CULTURE OF FEAR REIGNS

PROFESSIONALS | 15/10/2026 | 09:26
di Francesca Monzone

Significant testimonies are emerging from Picnic-PostNL. These are not mere rumors but accusations from 71 people, who claimed: "We lived in a climate of fear". And former rider Tusveld: "I thought about harming myself".


A work environment described as toxic, marked by fear and rigid rules. This is the picture that emerged from an investigation by Dutch media outlets NOS and In De Waaier into the cycling team Picnic-PostNL, a formation competing in the WorldTour. In recent months, journalists collected testimonies from 71 people, including current employees and former collaborators, as well as riders and coaches.


Among them is Martijn Tusveld, who left professional cycling in 2025. After racing for the team until 2024, the thirty-three-year-old Dutch rider recounts how he began to fear the consequences of his words after criticizing the team's tactics during the 2020 Giro d'Italia. The team, he reports, accused him of contributing to a "negative atmosphere". "I started to be afraid," he told NOS. "I thought: I'll stay quiet and say yes to everything". Tusveld says he adopted that attitude for the following years and reveals he also had thoughts of self-harm.

The other testimonies collected describe an environment in which dissent would have been discouraged and collaboration between riders and coaches limited. A former rider speaks of a sort of "tyranny". Adriaan Helmantel, a former coach who also worked with Tom Dumoulin, claims that coaches were no longer allowed to freely discuss matters with each other or with the athletes. "It became a dictatorship", he states.

According to Helmantel, the team feared that a close relationship between coach and rider could remove control from the structure. The testimonies thus outline a model little inclined toward individual paths, in which athletes would have had to adhere to common and rigid rules. NOS and In De Waaier requested a comment from team manager Iwan Spekenbrink, who chose not to make any statements regarding the accusations.

The matter comes as the team is going through a difficult sporting season: the tally stands at three victories, namely the fifth stage of the Tour of Turkey won by Casper van Uden, the Paris-Chauny won by Pavel Bittner, and the second stage of the Tour of Guangxi, signed by Frits Biesterbos. In the UCI ranking, the team has slipped to 30th place.


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COMMENTI
Azienda
15 ottobre 2026 12:27 luke85
Il ciclismo vissuto come una azienda del quale si fregiano alcuni dirigenti, eccolo qua.
Andate ad intervistare impegnati, operai, alle dipendenze della maggior parte delle aziende italiane e poi troverete le stesse dinamiche dittatoriali.
Non riesco a capire perché nel ciclismo ci si scandalizza per questi argomenti, quando la realtà della maggior parte delle persone è la stessa!

Luke85
15 ottobre 2026 14:17 Tola Dolza71
Ed infatti i risultati si vedono, qui come nelle aziende che hai descritto

La paura non allena nessuno
15 ottobre 2026 14:38 ilNik
Settantuno testimonianze tra corridori, allenatori e staff, raccolte da NOS e In De Waaier sul Team Picnic PostNL, descrivono un ambiente in cui parlare costava caro. Martijn Tusveld racconta che, dopo aver criticato la tattica della squadra al Giro 2020, scelse di stare zitto e dire sì a tutto, per anni, fino ad avere pensieri di farsi del male. L’ex allenatore Adriaan Helmantel parla di tecnici a cui era vietato confrontarsi liberamente con i corridori, per timore che quel legame sottraesse controllo alla struttura.
La squadra contesta il quadro e annuncia un’indagine indipendente, che stabilirà i fatti. Il tema però riguarda tutti.
Ho vissuto qualcosa di simile in una grande azienda. Sulla carta c’erano apertura mentale e perfino la ricerca della felicità sul lavoro. Nella pratica c’erano micromanagement, checklist infinite, report su report, ogni decisione da far validare. La felicità era diventata un obbligo, e chi esprimeva un dubbio veniva visto come uno che remava contro. Il risultato si leggeva nel turnover: altissimo, con i migliori tra i primi ad andarsene.
Edgar Schein lo chiama scarto tra valori dichiarati e valori agiti. Le persone credono ai secondi. Se la bacheca parla di libertà e la riunione punisce chi la esercita, ognuno si adegua: tace, si protegge o se ne va. Un corridore spesso non può andarsene, e allora tace.
Per chi allena, quel silenzio è un problema tecnico. L’informazione più preziosa, cioè come sta davvero l’atleta, smette di arrivare, e lo staff decide su dati falsati. La ricerca lo conferma: la sicurezza psicologica descritta da Amy Edmondson e i bisogni di autonomia e relazione della teoria dell’autodeterminazione sono legati a squadre che imparano di più e rendono meglio. Le checklist misurano l’obbedienza. La fiducia produce la verità.
Ad agosto il CIO ha aggiornato la sua dichiarazione di consenso sulla salute mentale degli atleti d’élite: il supporto deve riguardare anche la leadership e la cultura organizzativa, e tra gli ostacoli c’è la paura di perdere il posto. Nel ciclismo dei contratti brevi quella paura è strutturale, e nessun comitato o sportello la compensa se chi critica viene etichettato come “negativo”.
Tre azioni concrete, valide per qualsiasi squadra:
1. Misurare il clima con strumenti validati e soggetti esterni, a intervalli regolari.
2. Formare chi guida sul linguaggio: come si accoglie una critica e come si ascolta davvero.
3. Proteggere il rapporto coach-atleta e restituire autonomia, perché meno controlli spesso significano più responsabilità.
Un corridore che ha paura pedala con il freno tirato. Prima o poi qualcuno paga il conto, e spesso è la persona prima del risultato.
Nicola Cosmo – Mental Performance Coach, INFINITE GROWTH

Ora??
15 ottobre 2026 16:47 Ricky69
Che fosse un ambiente molto particolare si sapeva da tempo, anche se i risultati x anni hanno dato ragione a questo metodo visto che da lì sono passati:DOUMULIN, HINDLEY,KITTEL, MATTHEWS,STORER,ARENSMAN,ONLEY,BARGUIL,JAKOBSEN,HIRSHI, DEGENKBOL.

Ricky69
15 ottobre 2026 19:40 Stef83
....che sono quasi tutti andati via😅😅🤣

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