Avere una bicicletta per andare lontano, magari pedalando veloce come i grandi campioni, verso un traguardo speciale. Quante volte da giovani, o meno giovani, lo abbiamo sognato?
«Permettere ai bambini e alle bambine di sognare e sognarsi in grande è uno degli obiettivi di Fondazione Laureus Sport for Good Italia». Con queste parole, pronunciate ieri a Sovico, Lara Tagliabue Head of Programmes di Fondazione Laureus Italia, ha aperto l’evento di presentazione di “Cycling for Good”, il progetto sviluppato da Fondazione Laureus Italia con il sostegno economico di Lidl che coinvolge tre squadre di ciclismo giovanile sul territorio nazionale: Velo Club Sovico, Scuola di Ciclismo Franco Ballerini di Bari e Outschool Bike Team di Catania.
«Il ciclismo è uno sport che ha fatto la storia del nostro Paese e poterlo proporre con un impatto educativo è per noi molto importante – ha continuato Tagliabue -. Abbiamo colto con piacere lo stimolo arrivato da Lidl e abbiamo iniziato a fare il nostro lavoro di sviluppo e progettazione con la volontà chiara di unire alcune città italiane per poter fare del ciclismo uno strumento. Crediamo che, attraverso lo sport del pedale, i ragazzi possano imparare a prendersi cura di loro stessi, capendo l’importanza di una corretta alimentazione, dell’allenamento e di tutto ciò che favorisce uno stile di vita sano».
Tagliabue ha sottolineato anche: «La bicicletta è lo strumento che ci permette di praticare ciclismo ma soprattutto una compagna di viaggio. Imparare come funziona e imparare a prendersene cura è fondamentale per la crescita dei ragazzi».
Crescita dei ragazzi, impegno e collaborazione sul territorio sono i concetti chiave espressi nel suo intervento da Maurizio Canzi, presidente del Velo Club Sovico: «La nostra società è nata nel 1975 e da sempre ha avuto una vocazione sportiva e agonistica. “Sport for Good”, questo nuovo progetto di cui siamo orgogliosi di far parte, ci consente di proporre un ciclismo fatto senza gli schemi classici dell’agonismo. Inoltre – ha proseguito Canzi – questa nuova iniziativa ci permette di far comprendere alle famiglie del nostro territorio, e a tutta la cittadinanza, quello che una società sportiva può fare. La collaborazione con l’Ufficio Affari Sociali del Comune e le scuole è fondamentale perché ci ha permesso di creare interesse sul progetto. Le famiglie sul territorio hanno risposto molto positivamente comprendendo la volontà di proporre una visione del ciclismo diversa: non necessariamente agonismo, ma semplicemente un’ attività sportiva per i più giovani con dei tecnici giovani e preparati».
«Avere delle ragazze e dei ragazzi giovani che seguono i giovani. Ritengo che questo sia uno dei punti più importanti in una società sportiva. Oggi i giovani sono cambiati, le famiglie sono cambiate rispetto ai decenni passati e per fare bene è necessario trovare le persone giuste che sappiano interagire con le ragazze e i ragazzi» ha concluso il presidente del Velo Club Sovico.
Toccante anche la testimonianza di Gabriele Tinghino, presidente della Outschool Bike Team di Catania, che nel suo videomessaggio ha posto l’accento sull’importanza della bicicletta e del progetto “Sport for Good” per permettere ai giovani di esplorare i propri talenti, le proprie capacità e imparare l’importanza di sentirsi parte di un gruppo, rispettandone le regole
Anche Giuseppe “Pino” Marzano, presidente Scuola di ciclismo Franco Ballerini di Bari, ha raccontato con passione la sua esperienza partendo dalla creazione di una “Accademia della bici” e del bike park “Nessuno escluso” all’interno del “Terzo Municipio Quartier San Paolo” della cittadina barese. «Nessuno si deve sentire escluso, a nessuno deve essere preclusa la possibilità di fare sport. La nostra società tessera mediamente più di 100 ragazzi a stagione. Settanta tra Giovanissimi, Esordienti e Allievi e circa una quarantina di atleti con disabilità intellettiva e cognitiva che hanno partecipato, e vinto, anche ai campionati italiani. Il nostro obiettivo è consentire a tutti di fare ciclismo multidisciplinare, infatti abbiamo biciclette da strada, mountain bike e recentemente ci siamo dotati anche di bici per pedalare sui sentieri del gravel e del ciclocross».
A concludere l’evento, moderato da Riccardo Magrini, è stato l’intervento di Dorothea Liebscher, Corporate Social Responsibility Manager di Lidl: «Per la nostra azienda lo sport, e in particolare il ciclismo, è molto importante. Dal 2023 siamo partner della squadra professionistica Lidl-Trek, un progetto lungimirante e a lungo termine che ha unito due marchi internazionali con l’obiettivo di ispirare le giovani generazioni di atleti ma anche solo appassionati dello sport in tutto il mondo. Insieme al team ciclistico Lidl vuole essere promotrice di uno stile di vita sano e di una sana alimentazione. Lo sport e il consumo di cibi sani possono dare importanti benefici alle persone. In questo contesto si inserisce il progetto “Cycling for Good” con cui vogliamo aiutare ragazze e ragazzi ad avere maggiore consapevolezza sull’importanza di uno stile di vita salutare. Inoltre per Lidl lo sport deve essere una leva per la crescita, l’inclusione e il riscatto sociale e per questo Lidl mette a disposizione 60 borse sport, 20 a società, per avvicinare ragazzi e ragazze al ciclismo».
Avere una bicicletta per andare lontano e pedalare verso i propri traguardi, ora grazie al progetto “Cycling for Good” di Fondazione Laureus Italia e Lidl, non è più un sogno ma realtà per molti ragazzi e ragazze.
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