Il piccolo grande eroe della Slovacchia è tornato a casa: Vladimir Kovačík è il massaggiatore-ciclista che ha salvato... la patria e i punti in chiave Los Angeles 2028 schierandosi al via del campionato del mondo elite, garantendo così al suo Paese la presenza ed evitando una retrocessione in termini di punteggio del campionato nazionale, che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti.
Ricordiamo i motivi della situazione: il ct Jakub Vančo aveva convocato per i mondiali Schwarzbacher, che si è infortunato, Svrcek ch è stato colpito da un virus e Kubis che non ha ricevuto il nulla osta dalla sua squadra di club, la Unibet Rose Rockets (nel frattempo, per li 7° posto al Flandrien Classic il 19 settembre e 30 al Gp Isbergues il 20, davvero non poteva andare in Canada?). Rimasto senza corridori convocabili dopo i termini stabiliti, il ct Vančo si è visto costretto a chiedere aiuto al suo massaggiatore, ex corridore fino alla categoria Under 23, tuttora regolarmente tesserato.
Kovačík ha indossato la maglia della nazionale, si è schierato al via ed è rimasto in gruppo fino a quando la corsa è esplosa nel circuito di Montreal. Al rientro in patria è stato ospite della TV slovacca JOJ e ha raccontato la sua esperienza: «Quando mi hanno detto che avrei corso mi è venuto da sorridere, ma più la gara si avvicinava, più mi sentivo stressato. Non riuscivo nemmeno ad aprire il telefono o i social media, perché ogni volta che aprivo Instagram, la mia foto era ovunque, e non sono davvero abituato a questo».
Quello delle emozioni è stato un vero e proprio crescendo: «Quando sono salito sul podio, ero così stressato che non riuscivo nemmeno a trovare il mio numero per apporre la firma. Ma dopo tutte le interviste e una volta che la gara è iniziata, per fortuna è andata meglio. Il nostro tecnico Jakub Vančo mi ha detto di godermela, personalmente volevo mettere me stesso alla prova e vedere per quanti chilometri sarei riuscito a tenere duro».
Poi il racconto della gara: «Nei primi 15–20 km ho provato a stare in fondo, poi mi sono persino spostato un po’ nel primo terzo. Sono stato felice di essere riuscito a stare con il gruppo a una velocità media di 47 km/h fino all'arrivo nel circuito e al passaggio sul traguardo di Montreal. Alcuni dei campioni più grandi del mondo sono addirittura venuti da me durante la gara, mi hanno stretto la mano e mi hanno detto delle belle parole. È stato meraviglioso. Sono tornato a casa solo oggi, ma domani vado ai Campionati Europei, stavolta davvero solo come massaggiatore».
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