MAS. «UN PASSO ALLA VOLTA, POSSO SOLO DIRE CHE MI SENTO MOLTO BENE»

VUELTA | 28/08/2026 | 08:15
di Francesca Monzone

La sesta tappa della Vuelta ha avuto un protagonista inatteso alle spalle di Tadej Pogacar: Enric Mas. Il corridore della Movistar ha raggiunto e superato il campione del mondo sulla salita di El Bartolo, dimostrando che, almeno per un giorno, anche lo sloveno può essere costretto a guardarsi indietro.


Mas ha riportato Pogacar sulla terra e, almeno per un giorno, lo sloveno è sembrato umano. E a riuscirci è stato il corridore che più di tutti aveva bisogno di una giornata così. Nella sesta tappa della Vuelta a España, lo spagnolo della Movistar ha prima raggiunto e poi superato il campione del mondo sulla salita di El Bartolo, riportando entusiasmo tra il pubblico spagnolo e soprattutto riaprendo una corsa che sembrava già incanalata verso il dominio dello sloveno.


La vittoria di tappa, alla fine, è rimasta a Pogacar. In una volata a due, il fuoriclasse della UAE Emirates-XRG non ha lasciato scampo a Mas. Ma il risultato più importante della giornata, per lo spagnolo, è stato un altro: aver dimostrato di poter stare alla ruota del grande favorito della Vuelta e, soprattutto, di poterlo mettere in difficoltà.

Mas è arrivato secondo al traguardo e ha conquistato terreno prezioso anche in classifica generale, diventando il principale inseguitore della maglia rossa. La scena si è accesa sulla salita di El Bartolo, 9,4 chilometri al 7,1% di pendenza media, con rampe capaci di raggiungere il 20%. Una salita severa, dove non basta avere potenza: servono ritmo, sensibilità e capacità di distribuire lo sforzo.

Mas ha scelto proprio questa strada. Non ha risposto immediatamente agli attacchi di Pogacar. Ha seguito il proprio ritmo, aumentando progressivamente la velocità e riducendo centimetro dopo centimetro il distacco. Davanti a lui c'era il corridore che, fino a quel momento, sembrava appartenere a una categoria diversa.

Poi, davanti a una folla in estasi e completamente schierata per il beniamino di casa, è arrivato il momento che la Spagna aspettava: Mas ha raggiunto Pogacar. E non si è limitato a seguirlo. Lo ha superato in cima alla salita.

«Beh, siamo riusciti a recuperare quel terreno che non avevamo potuto ottenere ad Andorra, e questo è tutto». Poche parole, ma sufficienti a raccontare l'importanza di una giornata che lo ha riportato al centro della Vuelta.

Mentre molti corridori hanno accusato il peso delle temperature torride della Spagna, Mas ha trovato proprio nel caldo un alleato. «Ho già detto che il caldo mi si addice molto, e ieri faceva davvero molto caldo. Per quanto riguarda il finale sapevo che in una volata a due con Pogacar non avevo molte possibilità, ma pazienza, è andata bene anche così».

È la consapevolezza di chi sa di aver perso una volata, ma di aver vinto qualcosa di molto più importante: la fiducia. Pogacar, infatti, rimane Pogacar. Ma ora c'è un corridore che ha dimostrato di poterlo seguire e persino anticipare in salita.

La tappa è stata resa ancora più complicata dai tratti non asfaltati e dalle curve insidiose. Proprio in uno di questi passaggi Pogacar ha rischiato grosso, finendo fuori strada senza però riportare conseguenze.

«Sapevo che c'era una curva stretta in arrivo, ne eravamo consapevoli. Ma c'è stato un momento in cui Pogacar ha spinto un po' di più ed era sporco in quel tratto perché non era asfalto, era cemento, e ha perso un po' il controllo della bici, è uscito di strada, e quando mi sono girato, era già alla mia ruota. Quello è stato il momento in cui mi ha superato e ha preso la salita per primo».

Una fotografia perfetta di una tappa nella quale anche il campione del mondo ha dovuto fare attenzione a ogni centimetro di strada. Pogacar è transitato per primo sulla salita, ma Mas aveva ancora un obiettivo. Dall'ammiraglia è arrivata l'informazione sugli abbuoni. Mas ha capito immediatamente che quei secondi potevano diventare preziosi.

«Dall'ammiraglia mi hanno avvisato che c'erano gli abbuoni e a quel punto ho pensato che dovevo provare a superare Tadej. Non so se l'ho colto di sorpresa, ma sono riuscito a guadagnare quei sei secondi».

Sei secondi conquistati direttamente contro Pogacar. Un dettaglio che, alla fine della Vuelta, potrebbe anche assumere un peso enorme. Perché la corsa è ancora lunga e la superiorità mostrata dallo sloveno nelle prime tappe non significa necessariamente che tutto sia già deciso.

Per Enric Mas, questa giornata ha anche un valore personale. Lo spagnolo era arrivato alla Vuelta con molte aspettative, ma anche con qualche interrogativo. Ora sembra essersi lasciato alle spalle le ombre.

«Sì, come dicevo, sono passati quasi due anni dall'ultima volta che ho gareggiato in un grande giro. Siamo alla sesta tappa e dobbiamo procedere un passo alla volta e avere speranza per quello che verrà».

È proprio questo il nuovo Mas: niente proclami, niente promesse, nessuna dichiarazione roboante. Solo un passo alla volta. Anche perché davanti c'è un corridore che sembra ancora appartenere a un altro pianeta.

«Pogacar è Pogacar, e noi, beh, come ho detto ieri o l'altro ieri, dobbiamo affrontare le cose giorno per giorno, e ora sono secondo in classifica generale, e a poco a poco,  mi sento bene e un grazie devo dirlo alla squadra».

La Vuelta, dunque, ha trovato il suo primo vero inseguitore. Pogacar indossa la maglia rossa e continua a essere il favorito assoluto per la vittoria finale. Ma Enric Mas ha appena dimostrato che il campione del mondo non è intoccabile.

Lo ha raggiunto in salita. Lo ha superato, gli ha preso sei secondi e ha perso la volata. Ma forse, per la Vuelta, la notizia più importante è proprio questa: Pogacar per il momento non può essere battuto, ma può essere raggiunto.


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