SCHMID. «AVEVO I CRAMPI, MA QUANDO HO VISTO IL TRAGUARDO...»

TOUR DE FRANCE | 17/07/2026 | 18:10
di Francesca Monzone

Il corridore svizzero della Jayco AlUla, Mauro Schmid ha firmato l'azione insieme a Harold Tejada e alla fine la vittoria della tredicesima tappa si è giocata in una volata adrenalinica. Quarto Tom Pidcock, che grazie alla fuga è salito al quarto posto della generale.


Belfort ha regalato a Mauro Schmid la giornata più importante della sua carriera. Lo svizzero ha vinto la tappa che nel gruppo era mal vista dai corridori scaramantici, perché è venerdì 17 ed è la tredicesima tappa. Ma va detto che questa è anche la frazione più lunga di questa edizione con i suoi 205,8 chilometri da Dole. La vittoria dello svizzero è arrivata al termine di una fuga che ha visto inizialmente protagonisti ben 57 corridori. Una giornata interpretata come una vera e propria lotta per entrare nell'attacco giusto, perché tutti avevano capito che quella era l'occasione ideale per gli uomini in fuga.


Alla fine, dopo una giornata durissima e selettiva, sono rimasti soltanto Schmid e Harold Tejada a contendersi il successo. Il colombiano ha provato a giocare le proprie carte, ma lo svizzero ha trovato le energie per rimontare e conquistare una vittoria che inseguiva da tempo.

«Non ci posso ancora credere. È stata una giornata incredibilmente dura fin dall'inizio - ha raccontato Schmid dopo il traguardo - Eravamo tutti molto motivati, insieme alla squadra, a vincere la fuga. Ci abbiamo provato diverse volte negli ultimi giorni, ma finora non era andata come previsto».

Il corridore della Jayco AlUla aveva sfiorato il successo già lo scorso anno a Tolosa, quando era stato battuto da Jonas Abrahamsen. Un ricordo che è tornato inevitabilmente nella sua mente durante il duello finale con Tejada.

«Mi è tornata in mente molte volte quella giornata. A circa quattro chilometri dal traguardo ho iniziato ad avere dei crampi e mi sono preoccupato. Sono rimasto nelle retrovie a due chilometri dall'arrivo, sperando quasi che Tejada mi superasse. Poi, a un certo punto, mi ha costretto a prendere il comando».

La volata è stata un'altra battaglia. «Credo di essere partito un po' in ritardo e nei primi cinquanta metri ho pensato che forse sarebbe andata come l'anno scorso. Poi, quando ho visto il traguardo, ho ritrovato le gambe e ho dato tutto».

Una vittoria costruita anche grazie a una squadra straordinaria. Schmid ha voluto condividere il successo con i compagni, protagonisti di una giornata perfetta: «Alla fine sono io quello che si trova in cima, ma è merito di tutta la squadra e di tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte. È una vittoria per tutti».

Fondamentale, in particolare, il lavoro di uomini come Ben O'Connor e Luke Plapp, che hanno contribuito a rendere la fuga sempre più solida. «Quando Ben ha iniziato a dettare il ritmo in salita, mi sono chiesto se sarei riuscito a seguirlo. Alla fine, il ritmo a strappi mi ha aiutato. Plapp ha avuto un ruolo importantissimo, seguendo tutte le mosse».

Il successo di Schmid cambia anche la classifica generale. Tra i protagonisti della fuga c'era infatti Tom Pidcock, che ha chiuso al quarto posto di giornata e ha guadagnato terreno sui rivali, entrando così nella top five della classifica generale e salendo al quarto posto.

Per Schmid, però, oggi esiste soprattutto un traguardo personale: la prima vittoria al Tour de France, dopo aver già conquistato una tappa al Giro d'Italia.

«Ho lavorato duramente per questo. L'anno scorso ci sono andato vicino e oggi finalmente ce l'ho fatta. Credo di aver bisogno di qualche ora per realizzare cosa è successo, perché in questo momento sono ancora senza parole».

Mauro Schmid oggi è stato veramente l’uomo della fuga e, dopo aver accarezzato il sogno un anno fa, questa volta il successo non gli è sfuggito e sul traguardo la sua gioia, ha conquistato l’intero pubblico presente.


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