Mauro SCHMID. 10 e lode. Uno svizzero che fa il canguro, che sul traguardo fa il saltino, l’impennata, con la sua Giant. Vittoria micidiale, nella tappa più lunga (205 km) di questo Tour, alla media folle di 49,900 km/h: pazzesco. Le vittorie valgono tutte, questa vale un sacco. Basti pensare che ad oggi hanno vinto solo 8 squadre e il team diretto da Brent Copeland entra nel ristretto club di chi può vantarsi di dire di aver vinto almeno una tappa in questo Tour dei record. Il 26enne svizzero si porta a casa la prima gemma al Tour, dopo aver vinto anche sulle strade di Montalcino al Giro. Quinta vittoria stagionale per lui, la numero 14 in carriera, per questo corridore bravo e tatticamente intelligentissimo. Vittoria individuale ma anche di squadra, visto che oggi al Jayco AlUla ha inserito nella fuga di giornata la bellezza di quattro corridori: O’Connor, Luke Plapp, Mauro Schmid e Michael Matthews. Se a Mauro va il massimo dei voti, al team non meno di un grande 9.
Harold TEJADA. 9. Il 29enne colombiano della XDS Astana coglie l’attimo e se ne va con Schmid. Corsa di grandissimo livello, al termine di una contesa mozzafiato. Purtroppo il ciclismo premia solo uno, ma oggi Harold è tra i vincitori di giornata.
Tom PIDCOCK. 9. Virtualmente, a 26 km dal traguardo, è 2° in classifica generale. Alla fine il suo 3° posto vale il 4° nella generale: un balzo di sei posizioni. Adesso il britannico è a 4’15” dalla maglia gialla. Un recupero di ben 7’30”. Capolavoro suo, capolavoro della sua Pinarello Q36.5, che non sta a guardare le stelle e nemmeno il cielo. Segue il proprio cuore e mette in atto una delle più belle azioni di questo Tour. Almeno ci provano, fino alla fine, come se non ci fosse un domani. Ma domani è un altro giorno.
Maxim VAN GILS. 8. Il 26enne belga della Red Bull entra nella fuga dei 57 e ci fa giornata. Alla fine chiude nelle posizioni di avanguardia. Applausi.
Brandon MCNULTY. 7. Prova a rompere le uova nel paniere agli altri, ma oggi gli altri hanno qualcosa di più.
Tadej POGACAR. 8. Se la Pinarello Q36.5 e la Jayco AlUla sono state superlative, la Uae non è stata da meno. Lasciano andare la fuga con Pidcock, inseriscono Wellems e McNulty nella fuga del britannico e fanno in modo che il britannico vada a minacciare le posizioni di Vingegaard e Evenepoel, in modo da lasciare a Visma e Red Bull il peso della corsa alla vigilia di due tappe di alta montagna. Se non è tattica questa.
Ben HEALY. 4. Entra nella fuga dei 57, si agita, scatta, rilancia, poi quando la questione si fa tosta, lui salta per aria. Sgangherato
Mads PEDERSEN. 5. Lui si da anche da fare: fa secondo nel traguardo volante giungendo alle spalle di Philpsen, ma l’insufficienza è per la Lidl-Trek che oggi va un po’ in stato confusionale. Subisce la corsa e difatti, perde parecchio nella speciale classifica a squadre. Sempre prima, ma a soli 9’ dalla Uae.