POGACAR. "IT'S BEAUTIFUL TO RIDE IN THE FASTEST STAGE IN HISTORY. DJOKOVIC? I'LL TELL HIM THAT..."

TOUR DE FRANCE | 16/07/2026 | 08:15
di Francesca Monzone

There is another record that Tadej Pogacar can add to his Tour de France 2026. It doesn't concern a stage victory or a mountain attack, but a day destined to enter the history of the Grande Boucle. The eleventh stage, from Vichy to Nevers, was indeed the fastest ever, covered at an impressive average of 50.9 km/h, and the yellow jersey wearer of UAE Team Emirates-XRG understood from the first kilometers that it would be an extraordinary race.


Fresh from his success the previous day at Le Lioran, the Slovenian experienced a stage without particular difficulties, limiting himself to controlling his general classification rivals before giving way to the sprinters. But the pace imposed by the peloton also struck a champion accustomed to racing at the highest levels.


"I immediately sensed the high speed," Pogacar recounted at the end of the stage. "It wasn't a particularly difficult fraction, but when we stopped for a brief pause it was crazy to rejoin the group. At that moment I thought: today we'll finish at an incredible speed".

The Slovenian's feeling proved accurate. The 161.3 kilometers to Nevers were completed at a record average of 50.9 km/h, the highest ever recorded in Tour de France history.

"It's fantastic to be part of the fastest stage in Tour history," added the world champion, explaining the reasons for such an elevated pace. "There were good chances that the breakaway would make it to the finish. The sprinters' teams had to control the race and chase very strong riders who had attacked. That's why the pace remained extremely high throughout the day".

The atmospheric conditions also contributed to making the stage even more spectacular. "The tailwind played an important role. With a headwind the speed would have been much lower. But when there's such a strong breakaway ahead, you're forced to pedal even faster".

Paradoxically, the most relaxed moment of the day came right at the finish. "Once we caught the breakaway riders we slowed down immediately. Between five and two kilometers from the finish we pedaled slower than in the rest of the stage. It was almost fun".

With the yellow jersey increasingly secure on his shoulders, Pogacar also took stock of this Grande Boucle. And the sensations couldn't be better.

"Honestly, I believe this is one of my best Tours at this point in the race. So far I haven't had any problems, neither physical nor off the bike. I'm sleeping well, the atmosphere in the team is excellent and I feel really good. Everything is going perfectly".

Finally, the Slovenian smiled when speaking about Novak Djokovic, following recent statements about the Serbian champion. "I've never met him, but it would be a pleasure. I know that every now and then he goes cycling and once he joked on Instagram saying he wanted to challenge me. I hope that could really happen one day. Maybe I'll try to challenge him at tennis too, although I think it would be a total disaster".

Evidently in good spirits, yesterday after the stage Pogacar also posted a photo - the one you see - with Jonas Vingegaard commenting: "Cycling is a difficult sport, it's nice sometimes to smile along the way. Cheers, Jonas".

Between speed records, an increasingly solid yellow jersey and a condition that he himself describes as excellent, Pogacar arrives at the heart of the Tour with the feeling of having everything under control. And for his rivals, this could be the most worrying news.


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COMMENTI
Buu
16 luglio 2026 11:36 Craven
Peccato che i buu nel tennis e quelli che sta ricevendo lui sono completamente diversi. Non sottovaluterei la cosa come invece si sta cercando di fare in tutti i modi tirando fuori tennisti ecc ecc.

Craven
16 luglio 2026 12:32 fransoli
Certo che si danno dei bei messaggi... Fat vincere gli altri anche si è più forti per accontentare i cafoni... Lo sport insegna questo

Covid
16 luglio 2026 13:07 marcodlda
Il buu a Djocovic erano dovuti alla suo rifiuto di vaccinarsi per il Covid, non a ragioni sportive.
C'è un po' di differenza... o no?

Fischi
16 luglio 2026 13:13 Stef83
Può piacere o no.....ma fischi e buu non devono esserci MAI.... È un campione e va' rispettato!

Craven
16 luglio 2026 13:19 BuIlet
in che modo sono diversi i buu del tennis? Non sono sempre gesti antisportivi da condannare? Non ti ho mai sentito lamentarti quando la Visma ha dominato, chissà perché?

Craven
16 luglio 2026 13:24 Buzz66
Ok, aggiungiamo i buu che nessuno ha mai sentito alla tua personale ossessione chiamata Tadej?

I campioni sono sempre divisivi...
16 luglio 2026 13:39 VanDerPogi
...e i fischi fanno parte dello sport, quando lo sport diventa anche spettacolo.
Il ciclismo è entrambe le cose, sport e spettacolo, quindi finchè rimangono nell'ambito del rispetto e della correttezza, le tifoserie hanno il diritto di fischiare.
È un po' un segnale che l'intero movimento sta crescendo, trascinato dai social e dalle performance dei supercampioni come Pogacar, Van Der Poel, Van Aert... invece di ritrovarsi ai bordi delle strade solo appassionati di lunga data, ti trovi un pubblico generalista abituato magari al calcio o altri sport... ed ecco che ci scappa il boooo...

I Francesi
16 luglio 2026 14:16 Rask11
Hanno sempre fischiato campioni non francesi, nel ciclismo come in altri sport. Provate a seguire un match di tennis al Roland Garros o a Bercy con in campo un francese: per l’avversario “straniero” ci sono solo fischi, insulti, provocazioni. Tutti i grandi campioni non francesi del Tour sono stati sonoramente fischiati, nel passato più lontano e in quello più recente. Al povero Froome hanno addirittura lanciato urina. Ho sentito racconti di anziani in cui si diceva che era già così ai tempi di Coppi e Bartali. Gli incivili ci saranno sempre ma, va detto, restano una minoranza. Pogacar, Vingegaars, Evenepoel, Van Der Poel, e gli altri campioni sanno benissimo di non poter piacere a tutti perché lo sport è bellissimo ma, purtroppo, attira ogni tipo di essere umano, anche il più becero.

Vander
16 luglio 2026 14:30 Craven
I buu e i fischi non fanno parte del ciclismo perché si dava merito alla fatica e in questo caso non sono per ragioni di campanilismo, come poteva essere ai tempi di Coppi in Francia, ma altro. Vedremo all'Alpe, lì il pubblico sarà il protagonista.

VanDerPogi
16 luglio 2026 14:36 BuIlet
dire che i fischi vanno bene purché rispettosi é come dire che vanno bene i pugni in faccia purché gentili. In quale mondo i fischi agli atleti sono rispettosi? Forse nel calcio dove si può passare la partita a insultare ed é normalissimo. Il bello del ciclismo é che tutti a bordo strada incitano tutti. Certe cose da trogloditi lasciamole fuori.

Craven&Marcodlda
16 luglio 2026 15:40 Edo Graziuso
A Craven,
quale sia la differenza tra tifare contro nel ciclismo e nel tennis non si capisce.
E poi, se c'è qualcuno che sta montando una storia dietro i fischi forse sei proprio te che continui a parlarne. Non mi pare che nessun Uae ne abbia fatto una questione di stato, anzi, la cosa è stata minimizzata con ironia.
L'unica cosa importante è che non si verifichino aggressioni, ha ragione VanDerPogi quando dice che il pubblico si sta ampliando.

A Marcodlda,
dico che Novak viene fischiato praticamente dal 2011, perché inviso ai tifosi di Federer e Nadal e perché ha sempre avuto un atteggiamento a detta di molti "antipatico". Il COVID non ha cambiato di molto le cose. E sarebbe comunque stupido fischiare un tennista perché non vuole, legittimamente, farsi un vaccino. Lo dico da persona che se lo è fatto, a scanso di equivoci.

BuIlet
16 luglio 2026 15:55 Albertone
È rispettoso far intervenire per 2gg gli utenti su Martinello ? Chiedo. Se il commento non esce è chiaro

Craven, studia!
16 luglio 2026 16:05 VanDerPogi
Merckx era fischiato di continuo dai francesi e il culmine è stato nel 75 quando lo hanno preso a pugni nei reni sul Puy de Dome. Hinault con LeMond era preso a fischi e sputi dagli stessi francesi. Anquetil era regolarmente preso a fischi e molto peggio dai sostenitori di Poulidor. Roche in quel Giro contro Visentini aveva bisogno della scorta per scappare dai tifosi aggressivi. Bartali aggredito sull'Aspin, Van Der Poel nel ciclocross si è preso borracce di piscio addosso dai "tifosi" di Van Aert, Gotti in maglia rosa nel 99 è stato subissato... continuo???
Studia che è meglio...

@Bullet: sarebbe meglio se anche i fischi non ci fossero, ma nel momento in cui il ciclismo con social e marketing vuole attirare un pubblico generalista, viene automatico che il cuore pulsante degli appassionati di lunga data che "apprezzano e rispettano la fatica" venga affiancato da gente di altra provenienza, in cui il "tifo contro" è sdoganato tanto quanto il "tifo a favore".

@Albertone: perchè lo ritieni irrispettoso?
16 luglio 2026 16:25 VanDerPogi
Due professionisti, due personaggi pubblici, che pubblicamente scambiano opinioni discordanti.
Consapevolmente, per scelta, lo fanno su un sito che consente commenti. Una lettera aperta, un articolo. Dove vedi mancanza di rispetto?

Forse
16 luglio 2026 18:05 Maldigambe
Il denominatore comune di questi episodi è un" francesismo uguale e contrario" a quello che solitamente i transalpini sventolano?

Non mi sembra che in Italia si sia arrivati a questi estremi....

All'Alpe il pubblico protagonista....
16 luglio 2026 18:56 Frank46
Speriamo proprio di no.... Se ne sono viste già tante di pagine indecorose all'Alpe D'Huez. Il pubblico non deve mai essere protagonista, il pubblico deve essere un contorno, se diventa protagonista c'è qualcosa che non va.

Il pubblico è protagonista quando fa cadere i corridori, quando li insegue, quando ci butta il piscio, quando li insulta, quando lancia fumogeni addosso ai corridori, quando mette i chiodini per fargli bucare le ruote quando si sporge con i telefonini mettendo a rischio i corridori quando si vuole fare inquadrare dalle telecamere creando gli stessi pericoli e tante altre belle cose. Il pubblico deve stare al suo posto e deve solo applaudire al passaggio dei corridori. Se devono andare per fischiare se ne stessero a casa.

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