L'estate volge al termine, le giornate si accorciano e l'aria (qui sì, fresca) dell'Alta Valtellina comincia a portare i primi profumi d'autunno. Ma se le vacanze finiscono, non viene certo meno la voglia di esplorare: è anzi il momento ideale, con temperature più miti e sentieri meno affollati, per scoprire il comprensorio di Bormio con calma, senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità più che dal cronometro.
È in questa stagione di passaggio che l'e-bike si rivela la compagna di viaggio perfetta: permette di salire senza fatica, di fermarsi ogni volta che un affresco, un campanile o un panorama catturano lo sguardo, e di restituire il piacere di un turismo lento, capace di raccontare la storia e l'anima di queste vallate attraverso cinque itinerari pensati per pedalare tra borghi, chiese antiche e paesaggi indimenticabili.
LUNGO L'ADDA, TRA STORIA E AFFRESCHI IN VALDISOTTO
Il primo percorso segue il corso dell'Adda tra Bormio e Valdisotto, alternando piste ciclabili e tranquille strade secondarie: un anello di circa 30 chilometri che si copre in circa quattro ore, con un dislivello contenuto, poco oltre i 500 metri, che lascia il fiato per le soste più che per la fatica.
Dal centro storico di Bormio si raggiunge Cepina, dove merita una sosta l'Ossario, con la sua elegante cancellata in ferro battuto, le figure fantastiche a decorare il frontone e gli affreschi seicenteschi che intrecciano il tema della caducità della vita con quello della speranza. Proseguendo verso sud la Chiesa di San Bartolomeo custodisce cicli pittorici tra il XIV e il XVI secolo ed è sopravvissuta, quasi per miracolo, alla frana della Val Pola del 1987.
Il rientro verso Bormio corre quasi interamente lungo la ciclabile del Sentiero Valtellina, tra prati e scorci fluviali che per secoli hanno rappresentato la via naturale di collegamento tra i borghi dell'Alta Valtellina.
BORGHI, CHIESE E FERRIERE NEL CUORE DELLA VALDIDENTRO
Da Bormio verso Isolaccia, questo percorso di circa 23 chilometri e 365 metri di dislivello racconta la Valdidentro più autentica, quella dove storia, arte e memoria si intrecciano lungo il corso dell'Adda. Si incontrano la Chiesa di San Gallo, documentata già nel XIII secolo, il Cimitero dei Soldati, dove erano sepolti i caduti della Grande Guerra, il Prato della Giustizia legato ai processi per stregoneria tra Cinque e Seicento, e le Ferriere Corneliane, uno dei siti di archeologia industriale più importanti della valle, dove per secoli l'energia dell'acqua alimentava la lavorazione del ferro.
Il tragitto prosegue tra Premadio, dominato dalla chiesa-fortezza dei Santi Martino e Urbano con il suo raro soffitto ligneo a cassettoni e gli affreschi del presbiterio, e i borghi di Turripiano e Pedenosso, dove l'architettura in pietra e legno racconta ancora oggi il fascino delle antiche comunità alpine, fino ad arrivare a Isolaccia.
IL GIRO DEI LAGHI DI CANCANO, TRA LE ACQUE DEL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO
Immerso nel Parco Nazionale dello Stelvio, il giro dei laghi di Cancano parte dalle Torri di Fraele e costeggia le dighe di Cancano e di San Giacomo di Fraele, realizzate rispettivamente tra il 1953 e il 1956 e tra il 1940 e il 1950, quest'ultima completata con ritardo a causa degli eventi bellici.
Il tracciato, lungo 19,3 chilometri, con soli 164 metri di dislivello, consiste nel perimetro della diga di San Giacomo, il suo attraversamento e il ritorno al punto di partenza. È percorribile a piedi ma anche in e-bike, che può essere noleggiata proprio all’inizio del lago.
AL FORTE VENINI DI OGA, TRA GRANDE GUERRA E PANORAMI SULLA CONCA DI BORMIO
L'ultimo itinerario sale da Bormio verso Oga, e tocca lungo il percorso il Mulino Salacrist, testimonianza della civiltà contadina, prima di raggiungere il piccolo e caratteristico borgo di Oga con la sua Chiesetta.
Il percorso, di circa 24 chilometri e 631 metri di dislivello, culmina al Forte Venini, a 1.700 metri di quota: una delle fortificazioni meglio conservate, costruita agli inizi del Novecento per controllare gli accessi verso i valichi alpini e oggi trasformata in uno dei balconi panoramici più spettacolari sulla conca di Bormio, sulla Valdisotto e sulle vette del Parco Nazionale dello Stelvio. Il rientro attraversa la strada sterrata delle sorgenti Levissima, immersa nei boschi, prima di ridiscendere verso Bormio lungo la tranquilla Strada dell'Alute.
Per maggiori informazioni: https://www.bormio.eu/it
IL FILO CHE UNISCE BORMIO E VALFURVA
Bastano circa 8,3 chilometri e un'ora e mezza di pedalata, con appena 175 metri di dislivello, per il più semplice e accessibile dei cinque itinerari, adatto anche a chi sale per la prima volta su un'e-bike: attraversa il centro storico medievale di Bormio, tra vicoli, piazze e antichi palazzi, per poi seguire il fondovalle verso Valfurva.
Durante la pedalata si incontrano la suggestiva Chiesa di San Nicolò, piccoli oratori immersi nel verde e antichi edifici che per secoli hanno dato accoglienza a pellegrini e mercanti diretti ai grandi passi alpini. Non è un itinerario sportivo, ma un invito a rallentare: osservare i baitelli, i muretti in pietra, le facciate delle case tradizionali, e magari concedersi una sosta in uno dei locali del percorso, in un territorio che per secoli è stato crocevia tra Italia, Svizzera e Tirolo.
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