C'è un altro primato che Tadej Pogacar può aggiungere al suo Tour de France 2026. Non riguarda una vittoria di tappa o un attacco in montagna, ma una giornata destinata a entrare nella storia della Grande Boucle. L'undicesima frazione, da Vichy a Nevers, è stata infatti la più veloce di sempre, percorsa a una media impressionante di 50,9 km/h, e la maglia gialla della UAE Team Emirates-XRG ha capito fin dai primi chilometri che sarebbe stata una corsa fuori dal comune.
Reduce dal successo del giorno precedente a Le Lioran, lo sloveno ha vissuto una tappa senza particolari difficoltà, limitandosi a controllare gli avversari della classifica generale prima di lasciare spazio ai velocisti. Ma il ritmo imposto dal gruppo ha colpito anche un campione abituato a correre ai massimi livelli.
«Ho subito percepito l'alta velocità - ha raccontato Pogacar al termine della tappa - Non era una frazione particolarmente difficile, ma quando ci siamo fermati per una pausa pipì è stato pazzesco rientrare nel gruppo. In quel momento ho pensato: oggi finiremo a una velocità incredibile».
La sensazione dello sloveno si è rivelata esatta. I 161,3 chilometri fino a Nevers sono stati completati a una media record di 50,9 km/h, la più alta mai registrata nella storia del Tour de France.
«È fantastico far parte della tappa più veloce nella storia del Tour» ha aggiunto il campione del mondo, spiegando le ragioni di un ritmo così elevato. «C'erano buone possibilità che la fuga arrivasse fino in fondo. Le squadre dei velocisti dovevano controllare la corsa e inseguire corridori molto forti che erano andati all'attacco. Per questo il ritmo è rimasto altissimo per tutta la giornata».
A rendere ancora più spettacolare la frazione hanno contribuito anche le condizioni atmosferiche. «Il vento a favore ha avuto un ruolo importante. Con il vento contrario la velocità sarebbe stata molto più bassa. Ma quando davanti c'è una fuga così forte, sei costretto a pedalare ancora più velocemente».
Paradossalmente, il momento più tranquillo della giornata è arrivato proprio nel finale. «Una volta ripresi i fuggitivi abbiamo rallentato subito. Tra i cinque e i due chilometri dall'arrivo abbiamo pedalato più piano che nel resto della tappa. È stato quasi divertente».
Con la maglia gialla sempre più saldamente sulle spalle, Pogacar ha anche tracciato un primo bilancio di questa Grande Boucle. E le sensazioni non potrebbero essere migliori.
«Onestamente credo che questo sia uno dei miei migliori Tour a questo punto della corsa. Finora non ho avuto problemi, né fisici né fuori dalla bici. Dormo bene, l'atmosfera nella squadra è ottima e mi sento davvero bene. Tutto sta andando nel migliore dei modi».
Infine, lo sloveno ha sorriso parlando di Novak Djokovic, dopo le recenti dichiarazioni sul campione serbo. «Non l'ho mai incontrato, ma sarebbe un piacere. So che ogni tanto va in bicicletta e una volta ha scherzato su Instagram dicendo che voleva sfidarmi. Spero che un giorno possa succedere davvero. Magari proverò anche io a sfidarlo a tennis, anche se credo sarebbe un disastro totale».
Evidentemente di buon umore, ieri dopo la tappa Pogacar ha postato anche una foto - quella che vedete - con Jonas Vingegaard commentando: «Il ciclismo è uno sport difficile, è bello a volte sorridere lungo la strada. Cheers, Jonas»«
Tra record di velocità, una maglia gialla sempre più solida e una condizione che lui stesso definisce eccellente, Pogacar arriva al cuore del Tour con la sensazione di avere tutto sotto controllo. E, per i suoi rivali, questa potrebbe essere la notizia più preoccupante.
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