PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 16/07/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

E dunque, con un margine piuttosto limitato di dubbio, Pogacar ha iniziato l’operazione tripla corona e guarda verso la Spagna. “Domina il Tour e il si alla Spagna ora è più vicino” si legge nel corpo del titolo dell’articolo di Ciro Scognamiglio su Gazzetta, prodiga di particolari anche sul rischio caduta a 55 km orari per lo sloveno. Il quale ha un piano per presentarsi al via - e poi vincere- in terra iberica.


Pogi in versione “etoile” della Scala sulle colonne del Corriere e Marco Bonarrigo esordisce: “L’uomo che in corsa ral­lenta per rega­lare bor­racce ai bam­bini, il Roberto Bolle delle due ruote che manda in visi­bi­lio i fan dan­zando sulla bici lungo le strade di mon­ta­gna, comin­cia ad infa­sti­dire i log­gio­ni­sti del cicli­smo.Non contano i numeri, oma il modo in cui vince: ogni volta è straordinario”.


A Nevers, l’inviato di Repubblica Cosimo Cito, va a cercare Alberto Contador, voce autorevole non solo in veste di commentatore, vero? Categorico “El pistolero”: “Non contano i numeri ma il modo in cui vince: ogni volta è straordinario”. Parole che sottindendono un giudizio netto; “Pogacar il più forte della storia è già oltre Merckx”.  A L'Equipe, che usa l’espressione “sprint disloqué” per fotografare il contropiede di Soren Wae­rensk­jold, c’è spazio anche per l’annotazione su Julian Ala­phi­lippe, “staccato dai fuggitivi e messo alla prova dal tempo che passa”. Alexandre Roos a descrivere la calma apparente delle prime fasi di una tappa da record. Di velocità senza limiti.

GAZZETTA DELLO SPORT 
POGACAR, MISSIONE VUELTA
Il Tour de France numero 113 non è ancora suo, ma sta peda­lando sulla strada giu­sta: supe­rata la boa di metà gara, Tadej Poga­car ha un buon teso­retto di van­tag­gio – 3’36” su Jonas Vin­ge­gaard, di più su tutti gli altri – e se arri­vasse in giallo a Parigi egua­glie­rebbe i miti Anque­til, Merckx, Hinault e Indu­rain con cin­que Tour vinti. Ma è noto che al cam­pione del mondo inte­ressi parec­chio la ‘varietà’ di suc­cessi, cioè con­qui­stare almeno una volta tutte le grandi corse del calen­da­rio. Come la Vuelta, a cui ha par­te­ci­pato finora solo una volta, nel 2019 da neo­pro­fes­sio­ni­sta, stu­pendo il mondo: terzo in clas­si­fica, con 3 suc­cessi di tappa. Tor­nerà quest’anno? Non c’è (ancora) una rispo­sta defi­ni­tiva, che arri­verà a fine Tour o subito dopo. Ma le pos­si­bi­lità che accada, al momento, sono molto alte.b(Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
POGACAR PADRE PADRONE DÀ FASTIDIO, MA I FIOSCHI NON LO RIPORTANO SULLA TERRA 
L’uomo che in corsa ral­lenta per rega­lare bor­racce ai bam­bini, il Roberto Bolle delle due ruote che manda in visi­bi­lio i fan dan­zando sulla bici lungo le strade di mon­ta­gna, comin­cia ad infa­sti­dire i log­gio­ni­sti del cicli­smo. Non c’è un momento pre­ciso in cui sono comin­ciati a par­tire i fischi e i buuu nei con­fronti di Tadej Poga­car, ma di sicuro in que­sto Tour, forse già dopo la tappa di Bar­cel­lona: quella dell’irri­dente paso doble sulla linea bianca con Isaac Del Toro, che ha infa­sti­dito i bat­tuti e chi li tifa. Fischi e insulti si sono sen­titi forti e chiari mar­tedì a Le Lio­ran, quasi una rispo­sta ai lampi di rab­bia sul volto del Mar­ziano men­tre ingo­iava in un amen il fug­gi­tivo Cara­paz, senza degnarlo di uno sguardo. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
CONTADOR: “POGACAR IL PIU’FORTE DELLA STORIA
E’ GIA’ OLTRE MERCKX”
Si corre allo spasimo anche in tappe di trasferimento come ieri. E in un caldo che ieri è tornato ad incollarsi sulle schiene dei corridori. Alberto Contador, uno dei volti di Eurosport(che trasmette integralmente il Tour sui canali HBO Max e Discovery +) ha vinto due volte la Grande Boucle(più un successo revocato per clenbuterolo nel 2010) e oggi ha lo sguardo dell’appassionato sulla corsa più importante del mondo. Quant’è dura correre con queste temperature Contador? “Oggi esistono metodi di allenamento specifici e protocolli che aiutano gli atleti. Pogacar e Vingegaard ci hanno lavorato molto: nella lotta per la maglia gialla quest’aspetto non sta incidendo certamente. Ma sull’umore dei corridori certamente si”. (Cosimo Cito)

L'ÉQUIPE
SENZA LIMITI DI VELOCITA' 
Ieri mattina l'aria era carica di elettricità, come se stesse per scatenarsi un temporale; l'odore dell'imminente tempesta saliva dal suolo rovente, appena lavato da grosse gocce di pioggia cadute come una benedizione. Dopo la partenza da Vichy, le strade erano scivolose e le curve insidiose; in alcuni punti, un vento laterale soffiava sui campi di grano dorato – solcati dalle linee dei tralicci elettrici – facendo danzare i gigli d'oro sulle bandiere del Bourbonnais. Tornavano alla mente i ricordi di Saint-Amand-Montrond nel 2013 (nel vicino dipartimento dello Cher) e si sognava un'altra leggendaria tappa pianeggiante, sconvolta dai venti trasversali e da colpi di scena inaspettati. Sembrava che le nostre ipotesi più audaci stessero per avverarsi quando Mathieu van der Poel ha attaccato proprio al via – come se quel cielo minaccioso avesse messo in allerta la "bestia", con la Alpecin che manovrava esattamente come sui campi di battaglia del Giro delle Fiandre – ma la situazione si è presto stabilizzata secondo i canoni classici della corsa: una fuga (Alaphilippe, Oliveira, Charmig, Le Berre) con il gruppo all'inseguimento. (Alexandre Roos) 


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COMMENTI
Fischi
16 luglio 2026 10:26 Daniele Tattini
I fischi è brutto sentirli,tutti faticano.Mi ricordo anche i fischi a Vingo nel 23 - quando vinceva- e nel 24 - quando perdeva. Oppure a VDPL in Belgio nel ciclocross in Belgio oltre i fischi la birra. Mi piange il cuore vedere queste scene

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