Mads PEDERSEN. 10 e lode. L’uomo di ghiaccio sfida la “canicule” e dopo 3 km è già lì a menare le danze. Vuole incamerare punti per la maglia verde, ma soprattutto vuole farli vedere – i sorci verdi - un po’ a tutti. Corsa dominata dall’inizio alla fine, vinta con le gambe e con la testa dal corridore danese e dal suo team. Dominio assoluto, per questo corridore che ha raggiunto un livello di eccellenza assoluto e che anno dopo anno mostra numeri da fuoriclasse. Terzo successo al Tour de France. Maglia verde sulle spalle. Questo è quello che aveva in mente il danese fin dal mattino, questo è quello che ha raccolto alla fine di una giornata resa torrida dalla “canicule”. Viene dal paese delle fiabe, oggi è Mads a scriverne una tutta nuova.
Torstein TRAEEN. 10. Ha sconfitto un tumore ai testicoli e ora si gode la maglia gialla che lo ripaga di tante paure, di molte notti insonni. Il 30enne corridore norvegese della Uno-X, dopo la maglia rossa alla Vuelta, si prende anche quella gialla del Tour e c’è da credere che possa difenderla per un po’. Intanto la veste davanti agli occhi di Thor Hushovd, il più titolato corridori norvegese che di tappe al Tour ne ha vinte 10, di maglie gialle ne ha vestite altrettante, di maglie verdi ne ha portate a casa 3. Torstein in norvegese significa “pietra di thor”. Una roccia.
Quinn SIMMONS. 9. Il campione statunitense è un gladiatore nato e oggi è giornata per gente vera. Lui è verissimo, non è finzione, non è controfigura, non sa cosa sia fare da comparsa: protagonista. Appena dietro Pedersen.
Raul GARCIA. 8. Lotta fino alla fine, provandoci fin quando ne ha, ma contro i tre Lidl-Trek oggi era pressoché impossibile uscirne con le ossa intere.
Marco FRIGO. 8. Se c’è da andare all’attacco, se c’è da entrare in una fuga, lui c’è. Corsa di resistenza fisica e psicologica. Resiste fino alla fine.
Matias VACEK. 8. Fa una corsa pazzesca, al pari di Pedersen e Simmons. Corsa d’avanguardia e alla fine viene premiato con la maglia bianca di miglior giovane.
Biniam GIRMAY. 7. Sornione, entra nella fuga di giornata e nello sprint per il traguardo volante Quillan batte Philipsen.
Romain GREGOIRE. 5. Il campione di Francia ha una grande occasione, ma nel finale va in ebollizione e alla fine getta tutto alle ortiche, dove finisce anche lui.
Alex BAUDIN. 5. Ieri conquista la maglia a pois dei “grimpeur”, oggi non riesce a entrare in una fuga di 35 corridori. Non bene.
Michael MATTHEWS. 6,5. Il corridore della Jayco AlUla deve dare un senso al suo Tour e a quello di tutto il suo team. Via con il vento in faccia, con il via libera del gruppo. Con lui andranno Torstein Traeen (Uno X), Georg Zimmermann (Lotto Intermarchè), Kevin Vauquelin (Netcompany Ineos), Alexandre Delettre (Total Energies), Frank Van den Broek (Picnic PostNL), Pascal Eenkhoorn e Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Robert Stannard e Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), Biniam Girmay e Marco Frigo (NSN), Alex Kirsch e Ion Izagirre (Cofidis), Joel Nicolau e Alex Molenaar (Caja Rural), Brent Van Moer e Quinten Hermans (Pinarello Q36.5), Nico Denz e Jan Tratnik (Red Bull Bora), Ewen Costiou e Romain Gregoire (Groupama FDJ), Mads Pedersen, Quinn Simmons e Mathias Vacek (Lidl Trek), Nelson Oliveira, Raul Garcia Pierna e Pablo Castrillo (Movistar), Georg Steinhauser, Sean Quinn e Michael Valgren (Education First), Ramses Debruyne, Jasper Philipsen ed Edward Planckaert (Alpecin Premier Tech). A loro, a tutti, va un voto più che positivo, perché in fin dei conti decidono di fare gli straordinari rischiando di rosolare.
Simone VELASCO. 17. Non proprio un buon inizio per il 30enne portacolori della XDS Astana. Caduto nella prima tappa, cade anche oggi, al pari di Matej Mohoric, anche lui al secondo capitombolo in questo Tour. Si dice che le cadute sono le prime medaglie dei corridori, a oggi per loro due sono le uniche. Che jella!
Nicolas VINOKUROV. 24. Per il figlio d’arte della XDS Astana 24 candeline da spegnere questa sera, per Abel Balderstone (Caja Rural) 26. Festa in gruppo per questi due corridori che si fanno il regalo di restarsene in gruppo.