Doppietta Lidl Trek nella quarta tappa del Tour de France, la Carcassonne-Foix da 181.9 chilometri: Mads Pedersen è il primo a prendere l'iniziativa e la porta fino in fondo. Il danese domina lo sprint, si issa in cima alla classifica a punti e centra il primo successo di un 2026 che l'ha visto affrontare parecchie difficoltà. Alle sue spalle esulta Quinn Simmons, che batte di un soffio Raul Garcia Pierna che a sua volta completa il podio davanti all'unico italiano del "fugone" Marco Frigo.
Il gruppo lascia andare a tredici minuti e Tadej Pogacar lascia quindi la maglia gialla a Torstein Traeen (Uno X) che partiva a circa cinque minuti di distacco nella generale e torna leader di un grande giro, dopo i quattro giorni in rojo alla scorsa Vuelta. Fuori tempo massimo, infine, Kelland O'Brien (Jayco AlUla) che già partiva con un'ora di ritardo da Pogacar.
CRONACA
Era la prima giornata apertamente per le fughe, e nonostante il ritmo impresso da Nils Politt e della UAE per metà percorso, il copione è servito. Dopo sette chilometri va via un nugolo di 14 corridori, che poco dopo s'ingrossa fino a comprenderne 34: Michael Matthews (Jayco AlUla), Torstein Traeen (Uno X), Georg Zimmermann (Lotto Intermarchè), Kevin Vauquelin (Ineos Netcompany), Alexandre Delettre (Total Energies), Frank Van den Broek (Picnic PostNL), Pascal Eenkhoorn e Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Robert Stannard e Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), Biniam Girmay e Marco Frigo (NSN), Alex Kirsch e Ion Izagirre (Cofidis), Joel Nicolau e Alex Molenaar (Caja Rural), Brent Van Moer e Quinten Hermans (Pinarello Q36.5), Nico Denz e Jan Tratnik (Red Bull Bora), Ewen Costiou e Romain Gregoire (Groupama FDJ), Mads Pedersen, Quinn Simmons e Mathias Vacek (Lidl Trek), Nelson Oliveira, Raul Garcia Pierna e Pablo Castrillo (Movistar), Georg Steinhauser, Sean Quinn e Michael Valgren (Education First), Ramses Debruyne, Jasper Philipsen ed Edward Planckaert (Alpecin Premier Tech).
Il drappellone di battistrada procede sotto temperature che sfiorano i 40 gradi attraverso le ondulazioni occitane, sulle quali Alex Molenaar prova invano a riprendersi la maglia a pois, che resta di Alex Baudin (Education First). D'altro canto Mads Pedersen, alla ruota di Biniam Girmay e Jasper Philipsen nello sprint intermedio di Quillan, pone già le basi per prendersi la maglia verde. Al km 98, sul Col de Coudons, attaccano Jan Tratnik e Mathias Vacek che vengono raggiunti sul successivo altopiano da Alex Kirsch. Nel plotone, intanto, caduta senza gravi conseguenze per Silvan Dillier (Alpecin Premier Tech), Simone Velasco (XDS Astana), Matej Mohoric (Bahrain Victorious) e George Bennett (NSN) che riparte incerottato.
Il trio viene ripreso all'inizio del Col de Montsegur (ultima asperità in programma) al km 141. Sulla salita da 7km al 7% si staccano diversi atleti, sotto i colpi di Michael Valgren prima e Sean Quinn. Questo forcing EF porta alla formazione di un manipolo di 10 uomini: insieme a Quinn ci sono Kevin Vauquelin, Torstein Traeen, Marco Frigo, Ramses Debruyne, Pablo Castrillo, Raul Garcia Pierna e il trio Lidl Trek al completo, con Pedersen spalleggiato da "capitan America" Simmons e da Vacek, che nell'avanscoperta precedente con Tratnik e Kirsch non ha collaborato e ha così conservato energie per il finale.
In vista dello scollinamento accelera Castrillo ma viene ben controllato da Frigo, che si toglie inoltre lo sfizio di transitare in testa al GPM. Da lì sono 35 chilometri di prevalente discesa: ai -9 l'altro portacolori Movistar, Garcia Pierna, tenta l'allungo ma viene ben controllato da un super Vacek. In uscita dalla curva conclusiva, Pedersen non permette nemmeno una vera volata: fa il buco e non ce n'è per nessuno!
Ben 29 dei 34 fuggiaschi tagliano il traguardo prima del gruppo maglia gialla, con la UAE in sorridente parata: il quasi 31enne Traeen, che quattro anni fa sconfisse un tumore al testicolo, comanda ora il Tour con quasi mezzo minuto su Sean Quinn, quasi quattro su Vacek (che veste una meritata maglia bianca di miglior giovane) e quasi otto su Pogacar e Vingegaard. Quasi… sicuramente, invece, domani a Pau sarà il turno dei velocisti puri.
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