PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 07/07/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Non sventola ancora la “bandiera bianca” dei rivali, ma la "voce del padrone” risuona al Tour de France, perchè già sapevamo quanto sia spietato Pogacar e le dichiarazioni dello sloveno ne sono una conferma: «Ogni volta che c’è l’oppor­tu­nità di vin­cere, l’occa­sione va colta...» - riporta Ciro Scognamiglio su La Gazzetta, rosea che presta attenzione ad un Jonas in versione bicchiere mezzo pieno (Ma Vingegaard sorride: “ho fatto il massimo” il titolo dell’articolo di spalla all’interno delle consuete due pagine dedicate alla Grande Boucle).


Sul fronte Corriere, Marco Bonarrigo ricorda come sia stata smentita la previsione degli organizzatori, che parlavano di tappa «soft come tutte quelle della prima set­ti­mana per non stres­sare i cor­ri­dori». Soprattutto, annota ancora la firma ciclistica “Re Poga­car V ha deciso che no, la fuga di gior­nata non poteva andare al tra­guardo e che sì, i suoi vas­salli emi­ra­tini dove­vano met­tersi a tirare per scol­lare la maglia gialla dalle spalle di Jonas Vin­ge­gaard”.


Su Repubblica, Cosimo Cito fissa il concetto di “vite parallele” dello sloveno e del danese, i quali danno vita ad un dejà vu che però non annoia: “Pogacar e Vingegaard primo e secondo è ormai un meme, un’immagine vista e rivista (esattamente 20 volte)” si legge su Rep. Spetta a Pier Augusto Stagi su Il Giornale una sottolineatura: “Dopo il rega­lino fatto a Del Toro dome­nica scorsa, il cam­pione del mondo si prende quello che poteva già pren­dersi: tappa e maglia gialla. Ad aprir­gli la porta, nean­che a dirlo, il mes­si­cano volante, che gli tira una volata paz­ze­sca: da applausi”. 

Dalla fornace di Les Angles, l’inviato de L’Equipe Alexandre Roos la mette così: “in molti pensavano che le grandi squadre avrebbero lasciato correre la tappa di lunedì – e che la UAE, in particolare, avrebbe rinunciato a forzare la mano per concedere a tutti un po’ di respiro”. E invece…

GAZZETTA DELLO SPORT 
POGACAR DA PADRONE
C’è il senso più vero e pro­fondo della com­pe­ti­zione spor­tiva nelle prime parole che Tadej Poga­car pro­nun­cia dopo l’enne­simo colpo da fuo­ri­classe: «Ogni volta che c’è l’oppor­tu­nità di vin­cere, l’occa­sione va colta...», afferma il cam­pione del mondo, per il quale evi­den­te­mente due giorni senza esul­tare in prima per­sona sono già troppi. E allora eccolo met­tersi il mondo alle spalle nella terza tappa del Tour de France, tra­guardo in leg­gera salita a Les Angles (Pire­nei Orien­tali). (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
LA LEGGE DI RE POGACAR. ATTACCO TELECOMANDATO PER TOGLIERE LA GIALLA A VINGO
Cosa c’è di peg­gio che peda­lare a 40 gradi sui Pire­nei con la paura che spunti uno degli annun­ciati foco­lai di incen­dio e le gambe molli dopo due ter­ri­bili gior­nate bar­cel­lo­nesi? C’è che ieri, a metà di una terza tappa del Tour che gli orga­niz­za­tori ave­vano annun­ciato «soft come tutte quelle della prima set­ti­mana per non stres­sare i cor­ri­dori» Re Poga­car V ha deciso che no, la fuga di gior­nata non poteva andare al tra­guardo e che sì, i suoi vas­salli emi­ra­tini dove­vano met­tersi a tirare per scol­lare la maglia gialla dalle spalle di Jonas Vin­ge­gaard. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
POGACAR E VINGEGAARD PARI SONO
LO SLOVENO IN GIALLO SUI PIRENEI
Pogacar e Vingegaard primo e secondo è ormai un meme, un’immagine vista e rivista(esattamente 20 volte nelle vite parallele dei due). E’invece inedito il pari merito in classifica generale del Tour tra lo sloveno e il danese: stesso tempo. La maglia gialla però è passata sulle spalle di Tadej per la somma dei piazzamenti (3°, 2°, 1°) nelle prime tre tappe del Tour de France che può farlo ascendere al club dei pentavincitori. (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
ECCO POGACAR, TAPPA E MAGLIA, MA E' ALLERTA CALDO
Ci sarà anche il pro­blema degli incendi e della “cani­cule”, ma al Tour il vero incen­dia­rio è sem­pre e solo lui: Tadej Poga­car. Dopo il rega­lino fatto a Del Toro dome­nica scorsa, ieri il cam­pione del mondo si prende quello che poteva già pren­dersi: tappa e maglia gialla. Ad aprir­gli la porta, nean­che a dirlo, il mes­si­cano volante, che gli tira una volata paz­ze­sca: da applausi. «Se posso vin­cere è giu­sto pro­varci: mi sen­tivo bene, avevo un’oppor­tu­nità e l’ho colta», spiega il cam­pione del mondo che aggiorna la sua per­so­na­lis­sima con­ta­bi­lità cicli­stica. (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE 
COME UN BULDOZZER
Stritolati domenica dalla manovra a tenaglia di Pogačar e Del Toro e demoralizzati al termine della seconda tappa del Tour de France, in molti pensavano che le grandi squadre avrebbero lasciato correre la tappa di lunedì – e che la UAE, in particolare, avrebbe rinunciato a forzare la mano per concedere a tutti un po’ di respiro. (Alexandre Roos)
  


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