Non sventola ancora la “bandiera bianca” dei rivali, ma la "voce del padrone” risuona al Tour de France, perchè già sapevamo quanto sia spietato Pogacar e le dichiarazioni dello sloveno ne sono una conferma: «Ogni volta che c’è l’opportunità di vincere, l’occasione va colta...» - riporta Ciro Scognamiglio su La Gazzetta, rosea che presta attenzione ad un Jonas in versione bicchiere mezzo pieno (Ma Vingegaard sorride: “ho fatto il massimo” il titolo dell’articolo di spalla all’interno delle consuete due pagine dedicate alla Grande Boucle).
Sul fronte Corriere, Marco Bonarrigo ricorda come sia stata smentita la previsione degli organizzatori, che parlavano di tappa «soft come tutte quelle della prima settimana per non stressare i corridori». Soprattutto, annota ancora la firma ciclistica “Re Pogacar V ha deciso che no, la fuga di giornata non poteva andare al traguardo e che sì, i suoi vassalli emiratini dovevano mettersi a tirare per scollare la maglia gialla dalle spalle di Jonas Vingegaard”.
Su Repubblica, Cosimo Cito fissa il concetto di “vite parallele” dello sloveno e del danese, i quali danno vita ad un dejà vu che però non annoia: “Pogacar e Vingegaard primo e secondo è ormai un meme, un’immagine vista e rivista (esattamente 20 volte)” si legge su Rep. Spetta a Pier Augusto Stagi su Il Giornale una sottolineatura: “Dopo il regalino fatto a Del Toro domenica scorsa, il campione del mondo si prende quello che poteva già prendersi: tappa e maglia gialla. Ad aprirgli la porta, neanche a dirlo, il messicano volante, che gli tira una volata pazzesca: da applausi”.
Dalla fornace di Les Angles, l’inviato de L’Equipe Alexandre Roos la mette così: “in molti pensavano che le grandi squadre avrebbero lasciato correre la tappa di lunedì – e che la UAE, in particolare, avrebbe rinunciato a forzare la mano per concedere a tutti un po’ di respiro”. E invece…
GAZZETTA DELLO SPORT
POGACAR DA PADRONE
C’è il senso più vero e profondo della competizione sportiva nelle prime parole che Tadej Pogacar pronuncia dopo l’ennesimo colpo da fuoriclasse: «Ogni volta che c’è l’opportunità di vincere, l’occasione va colta...», afferma il campione del mondo, per il quale evidentemente due giorni senza esultare in prima persona sono già troppi. E allora eccolo mettersi il mondo alle spalle nella terza tappa del Tour de France, traguardo in leggera salita a Les Angles (Pirenei Orientali). (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
LA LEGGE DI RE POGACAR. ATTACCO TELECOMANDATO PER TOGLIERE LA GIALLA A VINGO
Cosa c’è di peggio che pedalare a 40 gradi sui Pirenei con la paura che spunti uno degli annunciati focolai di incendio e le gambe molli dopo due terribili giornate barcellonesi? C’è che ieri, a metà di una terza tappa del Tour che gli organizzatori avevano annunciato «soft come tutte quelle della prima settimana per non stressare i corridori» Re Pogacar V ha deciso che no, la fuga di giornata non poteva andare al traguardo e che sì, i suoi vassalli emiratini dovevano mettersi a tirare per scollare la maglia gialla dalle spalle di Jonas Vingegaard. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
POGACAR E VINGEGAARD PARI SONO
LO SLOVENO IN GIALLO SUI PIRENEI
Pogacar e Vingegaard primo e secondo è ormai un meme, un’immagine vista e rivista(esattamente 20 volte nelle vite parallele dei due). E’invece inedito il pari merito in classifica generale del Tour tra lo sloveno e il danese: stesso tempo. La maglia gialla però è passata sulle spalle di Tadej per la somma dei piazzamenti (3°, 2°, 1°) nelle prime tre tappe del Tour de France che può farlo ascendere al club dei pentavincitori. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
ECCO POGACAR, TAPPA E MAGLIA, MA E' ALLERTA CALDO
Ci sarà anche il problema degli incendi e della “canicule”, ma al Tour il vero incendiario è sempre e solo lui: Tadej Pogacar. Dopo il regalino fatto a Del Toro domenica scorsa, ieri il campione del mondo si prende quello che poteva già prendersi: tappa e maglia gialla. Ad aprirgli la porta, neanche a dirlo, il messicano volante, che gli tira una volata pazzesca: da applausi. «Se posso vincere è giusto provarci: mi sentivo bene, avevo un’opportunità e l’ho colta», spiega il campione del mondo che aggiorna la sua personalissima contabilità ciclistica. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
COME UN BULDOZZER
Stritolati domenica dalla manovra a tenaglia di Pogačar e Del Toro e demoralizzati al termine della seconda tappa del Tour de France, in molti pensavano che le grandi squadre avrebbero lasciato correre la tappa di lunedì – e che la UAE, in particolare, avrebbe rinunciato a forzare la mano per concedere a tutti un po’ di respiro. (Alexandre Roos)
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.